
censura
14
novembre
DM LIVE24: 14 NOVEMBRE 2011. IL GF CENSURA, L’AMICIZIA INTIMA NON SI SMENTISCE, LA NUOVA POSIZIONE DI SILVIO (DI-MISSIONARIO)
novembre 14th, 2011 00:45 Davide Maggio

Diario della Televisione Italiana del 14 Novembre 2011
>>> Dal Diario di ieri…
- GF censura Kiran
Non che sia chissà quale news ma al Gf continua la censura su Kirian in comunità… Staccano e inquadrano il giardino ad ogni accenno.
- Filippo Pongiluppi fuori dalla casa per accertamenti
lauretta ha scritto alle 14:39
Il gieffino Filippo ieri, in seguito ad un malore, è uscito temporaneamente dal gioco per accertamenti.
- Amicizia intima non si smentisce
9
settembre
LA RAI CENSURA LE NOZZE GAY DI UN CICLONE IN CONVENTO E GLI OMOSESSUALI MINACCIANO DI NON PAGARE PIU’ IL CANONE
La Rai ci ricasca e il ciclone (inevitabile) dal convento si trasferisce a Viale Mazzini. Dopo il taglio di una scena passionale gay tra i due protagonisti di Brokeback Mountain, film trasmesso con censura qualche stagione fa in seconda serata su Rai 2, la tv di Stato ne combina un’altra: questa settimana non è stata trasmessa su Rai 1 la puntata “Romeo e Romeo” della serie tv tedesca Un ciclone in convento, in cui vengono celebrate le nozze tra due omosessuali.
La puntata vede i due promessi sposi, uno vestito di bianco e l’altro di nero, giungere all’altare, accolti da parenti, amici, suore del convento e il sindaco, nel ruolo del sacerdote chiamato a celebrare la nuova unione. Il tutto termina come da tradizione, col bacio degli sposi, il lancio del bouquet, la pioggia di riso e via alla festa. Una festa che la Rai ha presto trasformato in una bufera mediatica, inasprita ancor di più dalla giustificazione ufficiale:
“La serie tedesca è molto lunga. In vista della partenza dei programmi della stagione, dovevamo tagliare un episodio. Abbiamo scelto, in maniera ponderata, di sacrificare questo, proprio per evitare polemiche in area cattolica: la scena delle nozze gay, benedette in chiesa davanti al crocifisso, poteva dar fastidio a qualcuno. Se fossero state celebrate in municipio, non ci sarebbero stati problemi” ha dichiarato il direttore di Rai 1 Mauro Mazza, che ha poi aggiunto: “Non è che se non vedi quella puntata non capisci il resto del racconto“.
4
settembre
DM LIVE24: 4 SETTEMBRE 2011. MARCO CARTA DA’ I NUMERI, MARCO MENGONI ALLA PRIMA DI STAR ACADEMY, censureRAI
settembre 4th, 2011 01:37 Davide Maggio

Diario della Televisione Italiana del 4 Settembre 2011
>>> Dal Diario di ieri…
- Lutto per la Puccini
lauretta ha scritto alle 12:51
La madrina della 68esima Mostra del Cinema di Venezia, l’attrice Vittoria Puccini, è stata colpita da un grave lutto. Ieri a Firenze è morta improvvisamente la madre di 60 anni. L’attrice aveva già lasciato il Lido dopo la serata inaugurale ma avrebbe dovuto farvi ritorno il 5 settembre per condurre la cerimonia di premiazione sabato 10. “Tutta la Biennale e la Mostra le sono vicini con molto affetto”, si legge in una nota ufficiale. (fonte TMnews)
- Marco Carta dà i numeri
Serata burrascosa quella di ieri per Marco Carta: il concerto al centro sportivo di Quartucciu (CA) è stato più volte interrotto dall’artista che ha a più riprese protestato con gli uomini della sicurezza perchè volevano sgomberare il corridoio di sicurezza posto sotto al palco, dove si trovavano i suoi parenti, attirandosi le ire di assessori comunali e provocando l’intervento della polizia. Dulcis in fundo, il cantante sarà multato per aver attraversato il prato di gioco con l’auto. (Fonte: Unione Sarda)
- Mengoni a Star Academy
lauretta ha scritto alle 16:14
Dalla sua pagina di Facebook Francesco Facchinetti ha ufficializzato la presenza di Marco Mengoni alla prima puntata di Star Academy, che andrà in onda il prossimo 27 settembre. “Marco Mengoni, solo poche parole per te, sei speciale. Ci vediamo alla prima di Star Academy Italia a fine settembre” queste le sue parole.
- censureRAI
5
agosto
MAURIZIO MILANI SPARA A ZERO: IN TV SOLO COMICI DI SINISTRA. DA SANTORO ALLA DANDINI FANNO TUTTI LE VITTIME

Maurizio Milani
La sua ultima apparizione televisiva risale al maggio 2009. Poi boh, il nulla. A memoria d’uomo, da quel momento nessuno ricorda di aver più visto Maurizio Milani davanti ad una telecamera. Come se si fosse eclissato. In verità, l’originale comico lombardo ha deciso di abbandonare il piccolo schermo spontaneamente e con l’amaro in bocca, dopo sei anni trascorsi a Che tempo che fa come spalla di Fabio Fazio. L’addio alla terza rete Rai, si capisce, non deve essere stato dei più sereni. E infatti solo oggi, a distanza di tempo, l’attore racconta le motivazioni ed i retroscena del suo allontanamento da Rai3 e dall’ambiente che gravita attorno ai cosiddetti ‘programmi di sinistra’.
“Ho fatto sei edizioni su otto di Che tempo che fa, poi ho abbandonato. Non avevo rivendicazioni di carattere economico, ma di spazio sì“, spiega Milani in un’intervista al Giornale. L’attore, in particolare, ricorda che il suo spazio in apertura di programma disponeva di un tempo sempre più risicato, nonostante ricevesse un milione di spettatori e ne consegnasse un milione e cento alla pubblicità. Poi, proprio in merito all’attenzione che lo show di Fazio presterebbe ai suoi comici e allo share, polemizza: “lo sanno tutti, Che tempo che fa sta in piedi per la Littizzetto, che lo prende al 10 per cento di share e lo porta al 30. Poi loro fanno la media e dicono 20, ma la realtà è questa“.
Col passare del tempo Milani sarebbe stato sempre più ‘confinato’, nonostante il pubblico apprezzasse le sue gag surrealiste velatamente anti-sistema. E sulle reali motivazioni dell’atteggiamento riservatogli a Rai3, ora ipotizza: “potrebbe essere una mia disorganicità con l’ambiente della comicità italiana…“. Traduzione, prego: per come sono messe oggi le cose, il borsino della satira televisia potrebbe essere regolato da motivazioni squisitamente politiche. E infatti rincara la dose, precisando: “quasi tutti i comici italiani sono di sinistra e la cosa che più gli preme è metterti il cappello il prima possibile, sapere che sei dei loro. Tanto valeva iscrivermi al PC trent’anni fa, adesso lavorerei di più…“.

20
giugno
LE PAGELLE DELLA SETTIMANA TV (13-19/06). PROMOSSI IL BOSS DELLE TORTE E SOS TATA, BOCCIATE LA CENSURA DI ITALIA 1 E L’ESTATE DI RAI1

Sara Tommasi (via La Repubblica)
10 a Il Boss delle Torte. Il reality show con Buddy Valastro è il programma più visto di Real Time nei primi mesi del 2011 con oltre 300 mila spettatori. Con buona pace delle italianissime star del canale: Enzo Miccio e Paola Marella.
9 all’exploit di SOS Tata. Tata Lucia e company, complici “anni di gavetta”, e dopo il successo nel preserale de La7 d, sfiorano il 7% di share in prime time su La 7. Numeri che le altre donne della rete, Ilaria d’Amico e Daria Bignardi, raramente hanno visto.
8 ad un insolitamente autoironico Pippo Baudo che a Un Giorno da Pecora ha dichiarato: ”A me, ed a Bruno Vespa che conduceva insieme a me, hanno dato il premio ‘Teleratto’ 2011 per la peggior coppia televisiva. Ce lo siamo proprio meritato. Una coppia peggio di noi non si trovava”.
7 a Jerry Calà. Protagonista della “D’urso intervista”, l’ex gatto di Vicolo Miracoli fa il pieno d’ascolti con oltre il 26% di share. In più annuncia per settembre l’inizio delle riprese di un film tratto dalla serie cult Professione Vacanze.
6 d’incoraggiamento a Francesco Facchinetti. Pare che, dopo il flop di Ciak si Canta, l’ex mattatore di XFactor sia nervoso, almeno stando al Presidente di RTL 102,5. Chissà che il motivo non sia il rinnovo del contratto con Mamma Rai(per maggiori info clicca qui).
15
giugno
TAMARREIDE, IL CODACONS CHIEDE LA SOSPENSIONE: TROPPO SPINTO PER UN PUBBLICO ASSUEFATTO DALLE CAVALCATE DI TERENCE HILL?

Tamarreide
Da quasi due mesi in astinenza da Grande Fratello, il Codacons ha trovato in Tamarreide un nuovo capro espiatorio su cui vale la pena accanirsi. Siamo d’accordo, il linguaggio senza filtri di alcuni degli otto tamarri non è l’apice dell’eleganza che si può proporre in televisione. Il rischio in cui la docufiction di Italia 1 si è imbattuta è quello di eccedere nel macchiettismo dei suoi protagonisti che nulla o poco hanno a che vedere con i tamarri veri, quelli che li riconosci a distanza dai subwoofer montati sulle auto che fanno tremare la strada con i bassi di Gigi D’agostino.
D’altra parte bisogna riconoscere alla regia di Alberto D’onofrio di aver portato una boccata d’aria fresca nella nostra paludata televisione della diretta a tutti i costi. Spogliarelli, sbronze e coatti non sono certo al primo passaggio nel tubo catodico: la vera novità è stato il montaggio capace di raccontare in maniera nuova una storia già vista. In cosa ha sbagliato allora Tamarreide? Nell’osare troppo oltre i classici stereotipi moralisti che dettano legge in televisione.
Uno spaccato duro, indigeribile ma sicuramente realistico ha portato scompiglio nel nostro mitico piccolo schermo, dove è ancora il Codacons a decidere che cosa merita di stare in prima serata e che cosa vada relegato a notte fonda, lontano dagli occhi del pubblico verginale e credulone. Di fatto, tutto quello che eccede le cavalcate di Terence Hill nelle verdi vallate dell’Alto Adige viene tacciato di cattivo gusto, malizioso, ambiguo, particolarmente diseducativo e tutta la serie di stereotipati aggettivi riproposti a ruota nei loro furenti comunicati.















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