sonia bergamasco



7
marzo

IL COMMISSARIO MONTALBANO: UN RITORNO STRONG, OFFUSCATO DA UNA “NUOVA” E PETULANTE LIVIA

Il Commissario Montalbano - La morte della prostituta

Il ritorno de Il Commissario Montalbano ha sconvolto la tv italiana: che il pubblico lo amasse tanto si sapeva, ma che potesse raggiungere il 39.06% di share macari no. Eppure è successo con la messa in onda lunedì scorso dell’episodio Una Faccenda delicata, e c’è grande attesa per l’appuntamento di oggi – 7 marzo 2016 – con La Piramide di Fango (qui le anticipazioni). Ma com’è stato questo ritorno del buon Salvo?




29
febbraio

IL COMMISSARIO MONTALBANO: LA FORZA DI UN CAST CHE E’ ORMAI UNA VERA E PROPRIA FAMIGLIA

Il Commissario Montalbano - Angelo Russo

La famiglia Montalbano diventa maggiorenne: sono infatti ben diciotto anni che il cast storico della fiction più amata dagli italiani si incontra ogni due/tre anni sui set siciliani per dare vita alle storie de Il Commissario Montalbano. Un gruppo di lavoro solido, compatto, che è parte integrante del successo straordinario registrato ogni volta da Rai 1; Fazio, Mimì Augello, Catarella e Livia rendono Salvo Montalbano quello che è, e prestare loro il volto è un grande orgoglio per i rispettivi interpreti.


29
febbraio

IL COMMISSARIO MONTALBANO: L’ATTESA E’ FINITA. STASERA SI INDAGA SULLA MORTE DI UNA PROSTITUTA SETTANTENNE

Il Commissario Montalbano

Il Commissario Montalbano is back. Il personaggio più famoso, letto, visto, replicato, imitato ed inimitabile del panorama “investigativo” italiano sarà protagonista di due nuove attesissime avventure sul piccolo schermo: la prima andrà in onda oggi – lunedì 29 febbraio 2016 – in prime time su Rai 1 ed è intitolata Una faccenda delicata.





20
maggio

SONIA BERGAMASCO E’ LA NUOVA FIDANZATA DEL COMMISSARIO MONTALBANO

Sonia Bergamasco

Il Commissario Montalbano ruberà la donna a Mimì Augello nei nuovi episodi della fortunata fiction di Rai1. Se la notizia fosse presa alla lettera, più di un lettore della ventennale saga letteraria a firma di Andrea Camilleri, farebbe un salto sulla sedia. Difficile, infatti, pensare ad un colpo basso del celebre commissario nei confronti del fido collega e storico amico. Fortunatamente il buon Montalbano non solo non tradirà l’amicizia di lunga data con Augello, ma rimarrà fedele alla sua fidanzata Livia.

In un gioco a metà tra fiction e realtà, però, un “piccolo tradimento” sotto gli occhi del pubblico appassionato di fiction made in Italy, ci sarà. Il segreto è presto svelato. Nei due nuovi episodi della serie, attualmente sul set, il volto di Livia non sarà più quello di Lina Perned, ma quello di Sonia Bergamasco. Ad annunciarlo, sulle pagine di Tv Sorrisi e Canzoni, è la stessa attrice che in queste settimane stiamo vedendo nella serie Una Grande Famiglia nei panni di Laura Rengoni. Nella serie ambientata in Brianza, Laura è felicemente sposata con Leonardo, il personaggio interpretato da Cesare Bocci, ovvero colui che, sin dal primo episodio de Il Commissario Montalbano, veste i panni di Mimì Augello. Ecco dunque svelato il curioso “tradimento a distanza”.

L’arrivo di un’attrice italiana al fianco di Luca Zingaretti, dopo l’austriaca Katharina Böhm e la già citata svedese Lina Perned, entrambe doppiate dall’ottima Claudia Catani, non è certo casuale. Come dichiarato dalla Bergamasco, nei nuovi episodi, infatti, il personaggio di Livia, legato a semplici interventi telefonici e sporadiche apparizioni, sarà destinato ad avere maggiore spazio, da qui l’esigenza di un’attrice madrelingua italiana.

“I produttori hanno deciso che l’attrice doveva cambiare perché quella precedente era straniera e andava doppiata. Così hanno scelto me. L’idea è quella di dare maggiore profondità al rapporto tra Livia e Montalbano, finora quasi sempre telefonico.”


5
aprile

DALLA SCHIAVITU’ ALLA SANTITA’: LA STRAORDINARIA PARABOLA DI VITA DI BAKHITA

Bakhita

Bakhita, mini-serie tv in onda questa sera, domenica 5, e domani, lunedì 6 aprile, in prime time su Raiuno, rappresenta, secondo i vertici di Raifiction, una nuova preziosa pietra che va a incastonarsi in un mosaico luminoso fatto di storie di personaggi straordinari, spesso sconosciuti ai più, e che, proprio grazie alla trasposizione televisiva, divengono patrimonio comune di tutti gli italiani. Una feconda mescolanza tra servizio pubblico e raffinate opere d’intrattenimento che tante soddisfazioni, in termini d’ascolto e non solo, sta regalando a mamma Rai.

Bakhita narra la vita esemplare di una giovane schiava sudanese, di una donna coraggiosa che ha condotto un’esistenza rivoluzionaria, sfidando e sconfiggendo i pregiudizi, l’ignoranza e gli arcaici rapporti sociali che dominavano l’Italia di fine ‘800. Una donna che, attraverso l’incontro con nostro Signore, scopre che tutti gli uomini dovrebbero essere liberi ed eguali, in quanto dotati di una dignità che nessuno può arrogarsi il diritto di mortificare. Una “selvaggia”, dunque, che riconduce alla civiltà e all’umanità la società contadina veneta, riconciliandola con valori quali la solidarietà, la pietas e l’amore per il prossimo. Straordinariamente toccante il momento rivelatorio in cui la giovane rivede nella rappresentazione della crocifissione di Gesù quella di uno schiavo alla quale, bambina, aveva avuto la disgrazia di assistere. Un percorso di fede, quello della serva di Dio Bakhita, che porterà nel 2000 alla sua santificazione.

Il regista, Giacomo Campiotti, ha sottolineato, in conferenza stampa, la forza e la stringente attualità del messaggio d’amore professato da suor Bakhita. Particolarmente complesse, ha proseguito Campiotti, sono state le riprese effettuate in Burkina Faso, una terra aspra e rude, proprio come il Veneto di fine ‘800, i cui abitanti ignorano cosa sia il cinema o la televisione. La protagonista, Fatou Kine Boye, alla sua prima esperienza d’attrice, non ha negato le difficoltà incontrate nella recitazione e ha ringraziato l’intero cast per il supporto accordatole. Con una disarmante sincerità la Boye ha raccontato di aver, entusiasticamente, vissuto un’esperienza che mai pensava la vita le avrebbe regalato e di essere tornata, subito dopo, al suo vecchio lavoro di commessa. L’intero cast ha esaltato la freschezza e la genuinità della giovane attrice, rivelando che, accantonati vetusti e preconfezionati schemi interpretativi, tutti si sono adeguati e hanno emulato la sua recitazione improntata a “cuore e verità”.





25
febbraio

TUTTI PAZZI PER AMORE: QUANDO L’ITALIA NON HA NULLA DA INVIDIARE AGLI STATES

Tutti Pazzi per Amore (Stefania Rocca ed Emilio Solfrizzi)

Quando c’è da elogiare un buon prodotto, sulle pagine di DM non ci si tira mai indietro. Ma quando oggetto della “tessitura delle lodi” è una serie tv che va a rompere un clichè secondo il quale gli sceneggiatori e i produttori della serialità made in Italy non sono neanche minimamente paragonabili a quelli d’oltreoceano, l’elogio, probabilmente, oltre che un piacere, diventa quasi un obbligo.

Il nostro chapeau va a Carlo Bixio e alla sua Publispei che, se già aveva avuto modo di farsi apprezzare con fiction e serie tv di grande successo  come Un Medico in Famiglia e Lo Zio d’America, ha raggiunto l’apice del gradimento del pubblico con I Cesaroni e Tutti Pazzi per Amore. Ma se, nel primo caso, la nascita di un vero e proprio fenomeno di costume è legato essenzialmente all’appeal dei protagonisti della serie, che hanno senza dubbio fatto breccia su un pubblico decisamente giovane, in Tutti Pazzi per Amore gli elementi per un prodotto di qualità a 360 gradi ci sono tutti. A partire da una sceneggiatura brillante e divertente che ha dato vita ad una commedia sentimental-familiare capace di affrontare temi decisamente delicati o tematiche tutt’altro che inverosimili, senza prendersi troppo sul serio. Originale la struttura narrativa che ha permesso alla storia principale di intrecciarsi perfettamente con quelle secondarie soddisfacendo un pubblico trasversale, ben più ampio, anagraficamente parlando, di quello tipico della prima rete della tv di Stato.

A far da sfondo delle bellissime musiche che in ogni puntata, per alcuni momenti, hanno ceduto il posto a canzoni del repertorio italiano degli anni 70, 80 e 90, in sostituzione dei dialoghi dei protagonisti. Un elemento che ha fornito a Tutti Pazzi per Amore un tocco d’innovazione in un contesto nel quale i riferimenti alla cinematografia americana non mancavano di certo.

Non resta, dunque, che aspettare la primavera del 2010 quando la serie tornerà sui teleschermi di Raiuno. Noi ci lasciamo proprio con i titoli di coda tenendo ben presente l’assunto secondo il quale ogni successo non è del singolo ma del gruppo.