Sitcom



25
agosto

SONO PAZZO DI ALICE TV

Csaba Dalla Zorza

La cosa sta diventando preoccupante. Non riesco a fare a meno di trascorrere le mie ore notturne di lavoro senza che la tv sia sintonizzata su Alice TV.

Proprio così! Sono stregato da un’emittente satellitare che si occupa esclusivamente di cucina. Al canale 416 di Sky c’è un gradevole concentrato di programmi freschi e veloci, studiati ad hoc per soddisfare anche un telespettatore che abbia voglia di improvvisarsi cuoco senza poter fare affidamento su ingredienti ricercati e complicati strumenti di lavoro. 

Prodotti in parte ben confenzionati, che non hanno nulla da invidiare alla tv generalista. Come non appassionarsi, ad esempio, al raffinato stile della spocchiosetta e precisina Csaba Dalla Zorza (“colpevole” anche di product placement selvaggio per Ralph Lauren) o non sorridere col divertente Mattia Poggi, in questi giorni “on tour” alla scoperta dei piatti tipici di paesi stranieri. Il bello, però, è che anche prodotti decisamente più caserecci e che, con ogni probabilità, non potrebbero mai vedere la luce se non sul satellite risultano talmente semplici ed artigianali da colpire nel segno: far venire voglia di cucinare lasciandosi alle spalle paste asciutte troppo banali o surgelati pronti per l’uso troppo poco genuini. 




16
agosto

30 ROCK: UN GIOIELLINO NEL DECADENTE MONDO DELLE SITCOM

30 Rock

Immaginate cosa potrebbe celarsi dietro le quinte di un programma di sketch comici. Verrebbe da pensare ad una struttura organizzata, ad un cast di autori pronti a trovare le battute più divertenti, ad una squadra affiatata e professionale. Può capitare, però, che i più bravi a far ridere non siano gli attori o i commedianti, ma gli sceneggiatori e gli autori: è ciò che avviene in 30 Rock, serie NBC (dal cui indirizzo 30 Rockfeller Plaza nasce il titolo della serie), ogni venerdì in onda su Skyuno con la prima stagione. 30 Rock narra, infatti, il dietro le quinte del fantomatico “The Girlie Show with Tracy Jordan”, uno show che ricorda il Saturday Night Live (quello americano s’intende, non quello di Italia 1 con comici come Andrea Santonastaso e guest-star del calibro di Gianluca Guidi).

Il tratto caratteristico della serie è, dunque, l’aticipità del soggetto, nato da un’idea dell’istriona Tina Fey (capo-autore del SNL), che ne è anche interprete principale nei panni di un capo sceneggiatore frustrato che deve fare i conti con i capricci del boss del network (Alec Baldwin), che è altresì valso alla serie un’incetta di guest-star (da Steve Buscemi e Jerry Seinfeld a David Schwimmer) e premi. Ben 10, infatti, gli Emmy e 6 i Golden Globes conquistati della serie.

Al consenso della critica in America, però, non è corrisposto un successo d’auditel (5-6 mln di spettatori sulla NBC, con un picco di 7,5 milioni per la terza stagione andata in onda nel 2008-09). Pregevole, inoltre, anche l’uso dello stesso ingrediente che già aveva portato al successo “Frasier“, campione di ascolti negli anni novanta sulla stessa NBC: ci riferiamo a quel “No hugging, no learning” (cioè niente abbracci, niente insegnamenti) grazie al quale si evitano quelle sdolcinatezze e quei moralismi che, in altre sit-com, hanno portato a focalizzare l’attenzione dello spettatore più alle tematiche a sfondo sociale che alle situazioni divertenti: meglio privilegiare le risate insomma, che gli insegnamenti di vita. 


1
marzo

BORIS 3: LA MIGLIOR SITCOM ITALIANA PER IL LANCIO DEL NUOVO FX

Divertente, cinica e tristemente reale, Boris è, di gran lunga, la migliore situation comedy italiana in circolazione. La serie, prodotta da Wilder per Fox Channels Italy, è in grado di mescolare sapientamente una tematica originale a una pungente ironia e ad una sagace satira sociale. Si, perchè Boris narra il dietro le quinte di una fantomatica serie televisiva, ponendo l’accento sui difetti tipici dell’italica serialità: si va dagli attori raccomandati ai dialoghi e agli intrecci improbabili passando per i tempi di produzione serrati e la cieca rincorsa degli ascolti. Boris è la tv che parla di sè ma che, per una volta, preferisce abbandonare l’autoreferenzialità al fine d’ottenerne un ritratto parossistico.

Caratteristiche che sono valse alla serie lodi da parte della critica,  la vittoria nella seconda edizione del Roma Fiction Fest (due premi principali, incluso quello come Miglior lunga serie in assoluto) ma soprattutto una versione cinematografica che “minaccia” di mostrare il dietro le quinte di un Cinepanettone. Non c’è da stupirsi, quindi, se alla terza stagione inedita, in partenza da stasera alle 22.45, sia affidato il lancio della nuova linea editoriale del canale FX del gruppo Fox. Nelle 14 nuove puntate il concept della serie non cambia, a cambiare è la fiction realizzata dalla troupe: concluso lo strampalato Gli Occhi del cuore, è la volta di un medical drama “all’americana” dal titolo Medical Dimension, destinato – nelle intenzioni – a rivoluzionare per sempre la fiction italiana puntando sulla qualità. Facile immaginare di come, ben presto, del nobile scopo si perderà traccia.

Per la serie “squadra che vince non si cambia”, ritroveremo il cast di sempre capitanato da Renè (Francesco Pannofino), con Stanis, il divo (Pietro Sermonti), Alessandro/Seppia (Alessandro Tiberi), Arianna (Caterina Guzzanti), Duccio (Ninni Bruschetta), Biascica (Paolo Calabresi), Lopez (Antonio Catania), Sergio (Alberto Di Stasio), Lorenzo (Carlo de Ruggeri), Alfredo (Luca Amorosino) e il dottor Cane (Arnaldo Ninchi). New entry della stagione, invece, saranno Valerio, l’attore maledetto del cinema italiano interpretato da Marco Giallini, e Fabiana, talentuosa esordiente interpretata da Angelica Leo. Al ricco cast, anche in questa stagione si aggiungeranno guest star di lusso (Filippo Timi, Laura Morante, Massimiliano Bruno, Paolo Sorrentino e molti altri).

Di seguito la trama dell’episodio doppio in onda stasera:





10
febbraio

La7D: TELECOM ITALIA PREPARA UN CANALE PER LE DONNE DEL DIGITALE TERRESTRE

Telecom nuovo canale femminile sul Digitale Terrestre

Telecom Italia Media punta, finalmente, ad allargare la sua presenza sulla tv digitale terrestre. Dopo aver affittato i suoi canali alle più disparate emittenti, da Dahlia alla abruzzese AbChannel, il gruppo, attivo sulla tv digitale con due multiplex nazionali, starebbe pensando ad un nuovo progetto da lanciare nei prossimi mesi sul digitale terrestre e che dovrebbe dedicato al pubblico femminile. Il nome, ancora segreto, potrebbe essere La7D dove, naturalmente, la D dovrebbe stare per Donna.

Sul multiplex digitale del gruppo, infatti, è in onda da qualche mese (per la precisione dalla scomparsa di Qoob), un cartello che parla chiaro: La7D. Su uno sfondo rosa sfumato, si può leggere una frase che, più che alle donne, fece subito pensare ai documentari, eccitando il pubblico digitale amante del genere doc: ”Un viaggio di scoperta non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi“. Se i rumors, dunque, dovessero essere confermati, gli amanti dei documentari dovranno ancora aspettare.

Per Telecom, però, questa non sarà la prima “presenza femminile”. Fino al novembre 2008, infatti, nel secondo multiplex del gruppo c’era spazio per FacileTv. L’emittente, nata in sordina e presto divenuta famosa, era prodotta dal gruppo Sitcom e raccoglieva gran parte della programmazione dedicata alle donne trasmessa sui canali satellitari del gruppo, Alice in primis. Trovavamo, infatti, la cucina con il Club delle Cuoche che vedeva ai fornelli Luisanna Messeri, l’Isola delle Donne e per iniziare bene la giornata, l’allenamento sportivo con lezioni di Fitness.


2
dicembre

UNITED STATES OF TARA: I QUATTRO VOLTI DI UNA DONNA, DA STASERA SU MYA

United_states_of_tara(mya-prima stagione)

Buck è un rozzo camionista, bevitore di birra e maschilista; Alice è una casalinga perfetta, sin troppo; T. è un’ adolescente disinibita e consumatrice di marijuana. Tre personalità che definire all’antitesi è un eufenismo ma che, nonostante questo, hanno qualcosa, anzi qualcuno, in comune. Buck, Alice e T. sono, infatti, gli Stati Uniti di Tara.

United States of Tara è la  nuova situation comedy, da stasera ore 21 su Mya, che ruota attorno a Tara Gregson (interpretata da Toni Collette, vincitrice di un Emmy per questo ruolo) affetta da un disturbo di personalità multipla. Quello di cui soffre la donna è una patologia che, in particolari momenti di tensione, genera in lei la comparsa di vere e proprie personalità che si impossessano momentaneamente del suo corpo. La cosa singolare, per giunta, è che quando Tara torna in sè non ha idea di cosa sia successo, al contrario dei suoi alter ego, i quali sono al corrente di tutto ciò che riguarda la vita privata della donna.

Una tale malattia non può, ovviamente, non avere ripercussioni, caotiche, sul lavoro e la famiglia di Tara. Quest’ultima, infatti, è un’arredatrice d’interni, sposata con Max (John Corbett, Il mio grosso grasso matrimonio greco) e madre di due figli adolescenti: Marshall (Keir Gilchrist) 14enne bravo ragazzo, gay dichiarato in preda alla prima cotta per un compagno di classe; Kate (Brie Larson) adolescente ribelle che lavora in una catena di ristoranti e che intraprende una relazione con il suo datore di lavoro. Nella vita di Tara, c’è spazio anche per sua sorella Charmaine (Rosemarie DeWitt) che, però, poco solidalmente l’accusa di essere sempre al centro dell’attenzione per il suo disturbo. La serie, negli Stati Uniti in onda sulla cable Showtime, è nata dal genio di Steven Spielberg, ed è stata sviluppata dalla sceneggiatrice Diablo Cody, ex blogger spogliarellista, salita alla ribalta per il pluripremiato Juno.





25
agosto

CHE BARBA, CHE NOIA LE SITUATION COMEDY ALL’ITALIANA: E SE CANALE 5 LE RILANCIASSE IN ACCESS?

Camerà Cafè (Italian Sitcom)

Che barba che noia, che noia che barba… Poche e lapidarie parole, pronunciate da Sandra Mondaini nel corso di Casa Vianello, che inevitabilmente rieccheggiano nella nostra mente quando si tratta di constatare lo stato di assoluto degrado in cui riversa la sitcom italiana, genere di cui proprio la serie interpretata dai Vianello ne è capostipite o quasi.

Nel Paese della commedia all’italiana, dell’ottimismo e della teledipendenza, paradosso vuole che la comicità seriale sia ridotta a mero tappabuchi, collocata in più o meno improbabili fasce orarie del palinsesto e caratterizzata da sceneggiature mediocri e interpretazioni frettolose. Come se non bastasse, per trovare illustri rappresentanti del genere bisogna andare sul satellite (Boris) o accontentarsi dei formati in pillole, alla Camera Cafè. Prima di scagliarsi in invettive, però, occorre fare una doverosa premessa: la mancata affermazione del genere di cui parliamo, rispetto ad altri paesi come gli Stati Uniti, si deve, in buona parte, ad un problema strutturale di organizzazione del prime time italiano che non prevede slot di breve durata. Questo ha fatto sì che la sitcom nascesse e si sviluppasse in daytime con un budget conseguentemente ridotto.

Ma ciò che è non è detto che sarà. Ecco perché chiediamo a Rai e Mediaset di rilanciare la situation comedy, ponendo fine ad un vuoto strutturale d’offerta che non ha ragione d’esistere, visti gli ascolti passati e presenti di repliche e nuovi prodotti, italiani e non. Inoltre, si tratta di un genere che, se ben fatto, può risultare in grado di generare fenomeni di costume e elevati ritorni d’immagine, senza contare l’alta sfruttabilità e duttilità del prodotto. Primo passo, per le reti, sarebbe dare un taglio al passato, facendo, al tempo stesso, tesoro di queste esperienze al fine di evitare la reiterazione di errori.


18
agosto

COSI’ FAN TUTTE, ANCHE ALESSIA MARCUZZI. ECCO LA NUOVA SEXY-SITCOM DI ITALIA 1

Così Fan Tutte (Alessia Marcuzzi, Promo)

Periodo d’oro per la Grande Sorella di Canale5. Dopo i buonissimi risultati dell’ultima edizione del Grande Fratello, Alessia Marcuzzi sarà in video con un’esposizione degna delle sue colleghe più titolate, una sorta di prova del nove per testare l’infallibilità mediatica della conduttrice/attrice. 

Gli impegni saranno decisamente diversi: oltre alla big-edition del GF che potrebbe rivelarsi tanto una croce quanto una delizia per il palinsesto Mediaset vista la durata, al varco la attende anche il compito di non far rimpiangere Camera Cafè (e i simpatici Luca e Paolo), con un nuovo prodotto che riempirà, presumibilmente da metà settembre, proprio lo spazio lasciato libero dagli ex suoi colleghi de Le Iene.

Vous le femmes, questo il titolo della nuova “sfida”, poi rimodulato in Così fan tutte condivide con il celebre format che va a rimpiazzare la provenienza francese ed in nome della continuità con Camera Cafè anche la scelta della spalla comica: sarà infatti Debora Villa (manco a dirlo ex iena pure lei), alias la segretaria Patty, a condividere le sciagure e le emozioni della serie. Ma se il titolo vi ha fatto tornare alla mente, oltre alla nota consonanza con l’opera di Mozart, anche il film in cui Tinto Brass costringeva Claudia Koll ad essere davvero birichina, beh… la Marcuzzi non sarà da meno.


18
maggio

NON PENSARCI: UNA FAMIGLIA ALLA “FRUTTA”. DA STASERA SU FOX UNA NUOVA SITCOM MADE IN ITALY

Non Pensarci, Fox

Lo stato della fiction italiana è tale per cui quando ci si imbatte in qualcosa di nuovo e originale non ci si può esimere dal lodare l’iniziativa, seppur questa presenti evidenti limiti. E’ il caso di Non pensarci, la nuova situation comedy in onda su Fox, da stasera alle 23, con cui la rete cerca di bissare il successo di Boris. La fiction, presentata in anteprima al Telefilm Festival, è tratta dall’omonimo film di Gianni Zanasi che cura anche la regia della serie insieme a Lucio Pellegrini.

Non pensarci narra la storia dei Nardelli, una famiglia “costantemente sull’orlo di una crisi di nervi“, alla frutta, per citare il claim della serie, un tempo facoltosi imprenditori ed oggi ad un passo dalla bancarotta. Trama, dunque, che ricalca in qualche misura quella del celebre telefilm americano Arrested Development (Ti presento i miei), con il quale, purtroppo, le affinità si fermano qui. A giudicare, infatti, dai primi due episodi, Non pensarci, pur assolvendo la funzione che gli è propria, cioè di intrattenere riuscendo a strappare qualche sorriso qua e là e pur essendo preferibile a molte altre serie in circolazione, presenta però alcuni limiti: appare gratuito il surrealismo di alcune situazioni, i personaggi sono sì ben delineati ma al tempo stesso sono incapaci di far scattare il processo di immedesimazione da parte del pubblico, assai ridonanti sono parsi i riferimenti più o meno palesi (di parte) politici.

Rispetto alla versione cinematografica, che aveva suscitato buoni riscontri nel corso della Mostra del Cinema di Venezia del 2007, quella televisiva ha il pregio di approfondire storie e personaggi. Il cast è, poi, rimasto immutato con l’eccezione dell’ingresso di una guest star come Luciana Littizzetto nei panni della parrucchiera Marta. Da rimarcare che la serie prodotta da Pupkin, ITC Movie e Wilder dopo il primo passaggio su Fox, andrà in onda in chiaro a partire dal gennaio 2010 su La7 che in questo modo fa il suo ingresso nel mondo della fiction con un prodotto in linea con il suo pubblico “di nicchia”.