Ricky Gervais



8
luglio

LIFE’S TOO SHORT: LA RIVINCITA DEI NANI IN TV

Life's too Short - Liam Neeson e Warwick Davis

L’attore britannico Warwick Davis ha interpretato molti ruoli al cinema e in tv tra i quali Evok in Guerre stellari, Willow nell’ominima pellicola e Filius Vitious nella saga di Harry Potter. Ma ciò per cui viene subito individuato e ricordato è la sua “bassa altezza”, essendo affetto da nanismo.

Life’s too Short: su Sky Arte HD ogni martedì alle 21:10

Una condizione che è diventata per lui fonte di lavoro e che vive serenamente anche nella vita privata, avendo sposato la collega (nana) Samantha Davis. Ma a Davis non basta viverla serenamente, vuole anche giocarci su e per questo sarà dalle 21:10 di questa sera il protagonista della nuova serie in onda su Sky Arte HD (120 e 400 di Sky) Life’s too Short. Una serie in sette puntate, coprodotta da BBC e HBO e in prima tv assoluta italiana che è definita mockumentary (falso documentario) ovvero una commedia vera e propria raccontata come fosse un documentario, la cui arma principale sarà uno spietato cinismo.

Life’s too Short racconterà la vita quotidiana di Davis, i suoi disastri coniugali e lavorativi, con la moglie che lo ha mollato, la sua agenzia Dwarves for hire (Assumi un nano) quasi sull’orlo del fallimento, zero nuovi impegni sul set e un grosso debito da gestire con il fisco. A scriverla Ricky Gervais, creatore e interprete di The Office, e Stephen Merchant, che vedremo anche nel ruolo di loro stessi insieme ad altri famosi che andranno a far visita a Davis, quali Liam Neeson nella prima puntata di questa sera, un Johnny Depp deciso a diventare nano nella prossima e ancora Helena Bonham Carter e Sting.

Life’s too Short: la rivincita dei nani in tv




14
aprile

DEREK: IL RITORNO IN UK DI RICKY GERVAIS NEI PANNI DI UN DISABILE

Derek

Dopo i successi di “The Office” ed “Extras”, Ricky Gervais è tornato sui teleschermi d’Oltremanica con una nuova comedy “Derek” (giovedi ore 22, Channel 4). Derek Noakes è un uomo disabile di mezza età che lavora presso un casa di riposo per anziani con le mansioni di “dama di compagnia” e tuttofare. Ama gli anziani “perchè sono gentili e buffi e raccontano dei vecchi tempi”.

Derek ama gli animali, Gesù, e i programmi tv “Deal or no Deal” (Affari Tuoi), “Million Pound Drop” (Money Drop) e “Britain’s got Talent”. Il suo hobby è collezionare autografi insieme al suo amico e collega Kev. Se “The Office” tratteggiava la vita di ufficio in maniera ironica e surreale, “Derek” va sicuramente letto in una chiave più drammatica. Gervais ha scelto di rappresentare i componenti più deboli della società, gli anziani e i disabili, facendo molta attenzione, però, a non varcare il limite del ridicolo.

Come si legge sul giornale britannico “Telegraph” Gervais, infatti, ha fatto dello studio del limite il punto centrale della sua carriera, identificando alla perfezione il momento in cui è giusto far ridere o no. E dopo il razzismo istintivo di David Brent di “The Office”, e la misoginia di Clive Owen di “Extras”, Derek Noakes è un personaggio tra il farsesco, con espressioni facciali che rasentano la smorfia, e il drammatico, che si porta dietro la solitudine di un uomo che ha per unici amici persone giunte oramai al termine della vita.

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