Porta a Porta



4
febbraio

SE LA RAI E’ COSTRETTA A SPEGNERE LE 60 CANDELINE IN POCHE MISERE PUNTATE DI DOMENICA IN E PORTA A PORTA

60 anni Rai - Porta a Porta

60 anni Rai - Porta a Porta

La Rai ha toppato clamorosamente nella formula adottata per festeggiare l’importante compleanno della tv pubblica. Sarebbe stato opportuno tacere piuttosto che annunciare un 2014 celebrativo, ma che di celebrativo ha avuto – sino ad ora – poco o nulla. E quel poco che ha avuto è stato talmente povero e banale da lasciare l’amaro in bocca.

L’occasione poteva esser ghiotta per mettere in piedi uno show con tutti i sacri crismi che ben avrebbe potuto contare (risparmiando) sull’imponente materiale offerto dalle teche Rai, opportunamente condito dai ‘nuovi ingredienti’ del servizio pubblico. Un’occasione per rivivere senza nauseabonde nostalgie il glorioso passato e sperare (perchè ormai di speranza si tratta) che alla povertà televisiva degli ultimi tempi possano seguire nuovi fasti che, tra altri 60 anni, possano essere ricordati al pari di quelli che vorremmo ricordare oggi.

Già, vorremmo. Perchè le 60 candeline la Rai ha dovuto spegnerle in una semplice puntata di Techetechetè, qualche misera puntata di Domenica In (che ben presto ha abbandonato il progetto celebrativo) e in due soporifere puntate di Porta a Porta. E se la prima puntata dello “speciale” di Bruno Vespa è già andata in onda, questa sera alle 23.20 su Rai 1 toccherà alla seconda.

Figurano nel parterre Milly Carlucci, Mara Venier, Simona Ventura, Angelo Guglielmi, Enrico Montesano, Nino Frassica, Gabriella Farinon, Paolo Limiti, Sabina Ciuffini, Giampiero Galeazzi, Gianni Bisiach.

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30
gennaio

PORTA A PORTA: GIOVANNI TOTI DEBUTTA COME CONSIGLIERE POLITICO DI BERLUSCONI

Giovanni Toti, Porta a porta

Da direttore di due tg Mediaset a “consigliere politico” di Forza Italia: ora la trasformazione è avvenuta. Ed è diventata operativa. Giovanni Toti ha debuttato ieri sera in tv in veste di consulente del partito di Silvio Berlusconi, per la prima volta dopo la sua nomina. Lo ha fatto nella più istituzionale delle sedi, quella di Porta a Porta.

Nel salotto di Bruno Vespa, l’ex giornalista Mediaset si è confrontato con Stefano Fassina del Pd sui principali temi di attualità politica. Dall’accordo sulla legge elettorale agli equilibri di governo, passando per il futuro di Forza Italia, che lo vedrà inevitabilmente come protagonista. Per Toti, infatti, si ipotizza un coinvolgimento sempre maggiore nel partito berlusconiano, anche se per ora sembra non sia stato deciso nulla al riguardo.

Io non sono un rottamatore, non lo sono mai stato nella vita” ha detto l’esponente forzista a Bruno Vespa, precisando di non essere il numero due del suo partito, come invece affermato in un servizio della trasmissione di Rai1. Ironizzando con il conduttore, che lo interrogava sui risultati di una misteriosa dieta suggeritagli da Berlusconi, Toti ha affermato: “Vespa, non pretenda di misurare il mio girovita, sarebbe una scena indegna“. Poi, il tono del confronto si è fatto più serio e l’ex giornalista ha parlato – tra gli argomenti trattati – dei futuri progetti di Forza Italia.

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22
gennaio

DMLIVE24: 22 GENNAIO 2014. SIMONA VENTURA A PORTA A PORTA PER I 60 ANNI DELLA RAI (COMMENTO DI BAUDO?) – PAOLA FERRARI NEL CDR DI RAI SPORT

Simona Ventura

Simona Ventura

Il DM Live 24 è un post pubblicato ogni giorno (a mezzanotte circa) nel quale, tramite i commenti, vengono raccolte in tempo reale le segnalazioni degli utenti su qualunque programma in onda e, più in generale, in relazione a qualsivoglia notizia televisivamente rilevante. I più interessanti verranno pubblicati nel DM Live 24 del giorno successivo.

Simona Ventura per lo speciale Porta a Porta sui 60 anni della Rai

maxsa ha scritto alle 00:26

Simona Ventura su Twitter dice di essere stata invitata ai 60 anni della Rai e menziona Vespa. Dove, come e quando?!

NdDM: settimana prossima. Sempre che la Ventura parli della seconda puntata speciale di Porta a Porta sui 60 anni della Rai.

Paola Ferrari nel CDR di Rai Sport

Fabrizio Failla, Dario Di Gennaro e Paola Ferrari sono stati eletti membri del nuovo Comitato di Redazione di Rai Sport. La redazione ha riconfermato i primi due, già componenti del precedente CdR.





10
gennaio

PIPPO BAUDO VS BRUNO VESPA: QUESTIONE DI SPUTI.

Pippo Baudo, Bruno Vespa

Finisce in polemica la festa per i 60 anni della Rai celebrata lo scorso 7 gennaio a Porta a Porta. Per l’occasione, il programma di Bruno Vespa aveva ospitato alcune personalità che hanno reso grande il Servizio Pubblico, tra cui Piero Angela, Lino Banfi, Paolo Bonolis, Antonella Clerici, Carlo Conti, Fabrizio Frizzi. Ma Pippo Baudo no, non c’era proprio. L’assenza del popolare presentatore era subito balzata all’occhio: come mai mancava all’appello uno dei riconosciuti pilastri di Viale Mazzini? A spiegare la motivazione del mancato invito – perché di questo si è trattato – è stato lo stesso Bruno Vespa, con parole inequivocabili.

Bruno Vespa vs Pippo Baudo: sputò a Donat Cattin

Pippo Baudo non è stato invitato alla trasmissione sui sessant’anni della Rai non per una dimenticanza ma perché durante una riunione per le trasmissioni sui 150 anni dell’Unità d’Italia sputò addosso a Claudio Donat-Cattin, già vicedirettore di Rai1 e il più autorevole tra i nostri collaboratori

ha dichiarato il conduttore, rispondendo direttamente al senatore Antonio Scavone, che aveva chiesto chiarimenti in merito al Presidente della Commissione di Vigilanza, Roberto Fico. “L’incidente avvenne davanti a numerosi testimoni e Baudo non si è mai scusato” ha aggiunto Vespa, sottolineando che Baudo era stato comunque ricordato in un servizio trasmesso quella sera. “Naturalmente se si scusasse saremmo lieti di invitarlo alla seconda trasmissione sui 60 anni della Rai, il 29 gennaio” ha concluso il giornalista. La replica avvelenata di Pippo non si è fatta attendere.

Pippo Baudo: Vespa si comporta come un padrino


12
dicembre

EFFETTO RENZI: VOLTI NUOVI NEI TALK SHOW. CAMBIAMENTO O SOLO UN BLUFF?

Porta a Porta

Una “rottamazione” del tutto involontaria, Matteo Renzi l’ha compiuta. Con la sua elezione a segretario del Pd, il sindaco di Firenze ha infatti costretto il piccolo schermo ad archiviare (almeno in apparenza) la consueta nomenclatura parlamentare e a confrontarsi con una generazione di politici ormai più che esordiente. Angelino Alfano, Matteo Salvini, il premier Enrico Letta, Giorgia Meloni e lo stesso Renzi: non è chiaro se si tratti del nuovo che avanza o di un avanzo del vecchio, ma i nomi citati hanno tutti meno di 50 anni. Un cambiamento – perlomeno anagrafico – è avvenuto, e la tv ha recepito il segnale.

Porta a Porta: la carica dei quarantenni

Lo dimostrano alcune scelte emblematiche effettuate dai principali programmi d’approfondimento attualmente in onda. La più significativa è stata quella di Porta a Porta, da sempre considerato il più istituzionale dei talk show. Martedì scorso, 10 dicembre, la trasmissione di Bruno Vespa ha convocato un parterre di ospiti composto Annagrazia Calabria (Forza Italia), Dario Nardella (Pd), Barbara Saltamartini (Nuovo Centrodestra), Andrea Scanzi e Tommaso Labate. Tutte personalità giovani, scelte dal programma di Rai1 per commentare “la carica dei quarantenni” in politica, come è stata definita.

Santoro amarcord: stasera ospite Brunetta

Per una sera, a Porta a Porta non si sono visti i soliti Gasparri, Finocchiaro e Quagliariello: una scelta di scaletta ma, soprattutto, un segno dei tempi. Allo svecchiamento degli ospiti hanno contribuito anche Ballarò, La Gabbia di Gianluigi Paragone e Virus di Nicola Porro (in onda ieri, eccezionalmente in seconda serata). Il talk show di Rai2, tuttavia, è ricorso ad un Roberto Formigoni d’annata per scaldare il dibattito. Notiamo però come non tutti abbiano scelto la strategia del rinnovamento: stasera, ad esempio, Michele Santoro ospiterà Renato Brunetta a Servizio Pubblico. Un grande classico.





6
novembre

PORTA A PORTA: RITA PAVONE OSPITE DI BRUNO VESPA

Rita Pavone

Per una sera, Porta a Porta cambierà musica. Stop ai ritmi serrati della discussione politica, alle dissertazioni sul caso Ligresti (ormai presenti a tutte le ore) e ai ragionamenti ornitologici su falchi e colombe del centrodestra: nella puntata odierna, il programma di Rai1 condotto da Bruno Vespa sarà dedicato a Rita Pavone, una delle artiste più popolari del panorama musicale italiano. Dopo sette anni dall’annunciato ritiro dalle scene (disatteso solo di recente) la cantante tornerà a raccontarsi in uno studio televisivo.

Rita Pavone si racconta a Porta a Porta

L’ospitata a Porta a Porta sarà dunque l’occasione per ripercorrere la carriera di Rita Pavone, iniziata ufficialmente nel lontano 1962 e arrivata oggi ad una consacrazione ulteriore ed inaspettata. Nel 2004, infatti, l’artista aveva deciso di ritirarsi dalla musica ma, a sorpresa, lo scorso settembre è stata lei stessa ad annunciare – a sorpresa – l’uscita di un nuovo doppio album, Masters, anticipato dal singolo I Want You With Me. Stasera Rita comparirà nel salotto più istituzionale di Rai1, ma non sarà in assoluto il suo primo ritorno in tv.

Rita Pavone a Porta a Porta: anche Lorella Cuccarini tra gli ospiti della puntata

Lo scorso 8 ottobre, infatti, la cantante era apparsa in diretta su Canale5 durante il concerto Gianni Morandi Live in Arena, nel corso del quale aveva duettato con l’eterno ragazzo di Monghidoro. La performance, imperdibile remake della musica anni ‘60, aveva riscosso l’apprezzamento del pubblico. Oggi invece duetterà in seconda serata con l’eterno cerimoniere di Porta a Porta: per l’occasione, su Rai1 interverranno come ospiti Lina Wertmuller, Lorella Cuccarini, Red Ronnie, Marco Morandi, Enrico Cremonesi, e Marco Molendini.

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28
ottobre

TALK SHOW: ASCOLTI IN CALO. ECCO IL CONFRONTO CON LA STAGIONE 2012/2013

Luca Telese, Matrix

Andateci piano coi requiem, perché il talk show non è affatto morto. Semmai è solo bello tramortito, messo alle corde e bastonato da una situazione di crisi che, in verità, riguarda un po’ tutto il sistema tv. E’ fuor di dubbio che il dibattito politico sia sempre più in affanno, e i dati lo confermano: per capire l’andazzo, basta confrontare gli ascolti medi della passata stagione con quelli registrati in questa prima parte dell’anno televisivo. Il trend è al ribasso e il pubblico risulta sempre più frammentato. A ciò si aggiunge il clima delle larghe intese, che non aiuta certo ad infiammare il confronto. Ma andiamo ai dati…

Il lunedì, Quinta ColonnaPiazzapulita si confrontano sul ring della prime time. E perdono entrambi colpi (dati aggiornati a lunedì scorso). Il programma di Paolo Del Debbio è passato da una media del 7% nella stagione 2012/2013 al 4,8% medio nell’esordio della nuova edizione. Su La7, il competitor Formigli è sceso dal 6,6% al 4,65%. Ma attenzione: va però sottolineato che, da quest’anno, al lunedì c’è anche Report di Milena Gabanelli ad accentuare la frammentazione dell’audience. Peraltro, secondo dati di La7, tra il programma d’inchiesta e il talk di Formigli ci sarebbe una sovrapposizione di pubblico pari al 16%.

In queste prime settimane di diretta, anche Ballarò risulta in calo. Il programma di Rai3 concluse la passata stagione con una media del 16,31% di share, mentre finora si è attestato al 14% medio. Il dato è significativo, soprattutto alla luce dell’attuale situazione politica. Ma anche in questo caso dobbiamo precisare che la partita è appena iniziata, e l’esperienza insegna che con l’arrivo dell’inverno le cifre potrebbero cambiare (teoricamente in positivo). Il discorso vale anche per Michele Santoro, che tiene botta con il suo Servizio Pubblico, sperimentando nuove forme di narrazione.


11
ottobre

BRUNO VESPA: BERLUSCONI NON E’ FINITO. L’INFORMAZIONE MEDIASET CHE CONTA E’ SEMPRE STATA DI SINISTRA

Bruno Vespa e Silvio Berlusconi a Porta a Porta

Una scrivania di ciliegio e una penna stilografica in mano al Cavaliere: la storia politica d’Italia è passata anche da lì. Correva l’anno 2001 e Bruno Vespa, se tornasse indietro, quel Contratto con gli italiani lo rifarebbe subito. “Domani mattina. E lo farebbero tutti, perfino Michele Santoro… E’ una botta mediatica pazzesca“. Passato ormai un ventennio dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi, il conduttore di Porta a Porta si è messo a fare un bilancio storico sulla fine di un’epoca, intesa solo come presenza del Cav a Palazzo Chigi. “L’uomo politico non è finito, ha ruolo e consensi” ha spiegato il giornalista in un’intervista al Corriere.

Bruno Vespa: Berlusconi a Porta a Porta 52 volte

Il suo talk show, definito a buon diritto la “terza Camera”, ha raccontato in diretta la formazione e la caduta di Governi ed alleanze, nonché i passaggi più delicati dell’attualità italiana. Qualcuno, a tal proposito, sostiene che Porta a Porta abbia persino contribuito alla creazione del berlusconismo come fenomeno mediatico, ma su questo punto il conduttore ha chiosato: “Meno di quanto si creda. Berlusconi in 16 anni ci è venuto 52 volte. I sei segretari del Pd e i tre Presidenti del Consiglio di centrosinistra in tutto 76. Il fatto è che Berlusconi fa sempre rumore“.

Bruno Vespa: il Cav non ha dominato l’informazione

Ripercorrendo il ventennio berlusconiano con uno sguardo al suo aspetto mediatico, Vespa ha inoltre spiegato che – a suo giudizio – nel ‘94 l’errore del Cavaliere fu quello di “aver pensato di poter guidare il Paese attraverso la televisione“. Del resto, ha ammesso il decano dei talk show, “senza tv non avrebbe avuto il consenso che ha avuto. Ma è una bufala colossale sostenere che abbia dominato l’informazione italiana“. A riprova di ciò, l’autorevole giornalista ha chiamato in causa gli assetti dell’informazione Mediaset che conta: