Massimo Porta



22
aprile

BOOM! PAOLO BONOLIS AL PRESERALE DI CANALE 5 CON UN GAME IN STILE TIRA E MOLLA.

Paolo Bonolis con Piersilvio Berlusconi

Cosa ci facevano la scorsa settimana tutti insieme appassionatamente in via Timavo a Roma Alessandro Salem, Massimo Donelli, Massimo Porta, Paolo Bassetti, Stefano Santucci e Paolo Bonolis? Non ditelo a Gerry Scotti, ma erano nel quartier generale di Arcobaleno Tre per una riunione operativa del nuovo preserale di Canale 5.

Eh già! Come DM vi ha annunciato in anteprima oltre un mese fa (info qui), Paolo Bonolis, a partire da settembre, tornerà a prendere in mano le redini del preserale di Canale 5 con un game ideato dal fido autore Santucci. E potevamo secondo voi non indagare su questo nuovo gioco che prenderà il posto di Chi Vuol Essere Milionario?

Bene! Prendete carta e penna perchè – forse – la notizia potrà fare contento più di qualcuno. Il game ideato, infatti, pur essendo nuovo e creato appositamente per l’occasione, si ispira nella struttura al più volte ‘reclamato’ Tira e Molla. Un game, dunque, più che un quiz, per la felicità di coloro i quali non hanno voglia di spremere troppo le meningi all’ora di cena ma preferiscono farsi due risate.




14
gennaio

FACTORY… ALL’ITALIANA!

Factory (Gerry Scotti, Fatma Ruffini, Paolo Bonolis) @ Davide Maggio .it

Le alternative sono soltanto due.

O il sottoscritto sopravvaluta l’autorato italiano oppure nel nostro Paese non si è più in grado e soprattutto non si ha più il coraggio di scrivere la tv così come si faceva un tempo.

La quasi totale assenza di nuovi programmi made in Italy e la quasi totale formattizzazione dei programmi in palinsesto oscura le eccellenti menti televisive nostrane che potrebbero benissimo competere con i colleghi oltreoceano che sfornano un successo dietro l’altro.

Una sudditanza psicologica nei confronti dei format stranieri che fa si che le emittenti del belpaese (o meglio chi ne è a capo) offrano in pasto al pubblico televisivo programmi già rodati e dei quali sia stato possibile analizzare delle puntate già trasmesse in altri paesi.

Sicuramente comodo e sicuramente utile ma decisamente poco originale.

Contemporaneamente stupisce il proliferare di queste factory che dovrebbero preoccuparsi di sfornare nuovi prodotti che svecchino il “portfolio programmi” della nostra televisione e soddisfino le esigenze del nostro pubblico.

Ho usato volutamente il condizionale perchè credo che, in Italia, manchi proprio l’essenza stessa di questi “laboratori creativi”.

Laboratori nei quali alla sperimentazione e all’ideazione si preferisce l’adattamento e l’ottimizzazione dei format stranieri, importati o importabili in Italia, svuotando di per sè quello che è il compito principale che sono chiamati a svolgere.

Un concetto sostanzialmente diverso e sostanzialmente sbagliato di “factory” che dovrebbe caratterizzarsi per il costante e ininterrotto lavoro di un gruppo autorale ma che, invece, nel nostro caso, lavora “su chiamata” o “all’occorrenza”, quando cioè si pone la necessità di scovare e/o adattare il prodotto prescelto per l’inserimento in palinsesto.

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