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7
giugno

M, Michele Santoro crolla negli ascolti. Ma pensa già al futuro in Rai con Travaglio e Gabanelli

Michele Santoro

C’è poco da girarci attorno: stavolta è andata male. Michele Santoro si appresta a concludere una delle stagioni più magre della sua carriera televisiva. Gli ascolti in caduta libera, del resto, non lasciano spazio ad interpretazioni. Stasera il giornalista proporrà in prime time su Rai3 l’ultima puntata di M, l’approfondimento da lui condotto e dedicato – in questo secondo ciclo – al caso Moro. Con documenti e testimonianze inedite, l’ex «teletribuno» proverà ad attirare l’attenzione del pubblico e ad evitare così il rischio del tracollo finale.

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10
gennaio

M, Michele Santoro torna su Rai3: «Nei talk show c’è Kamasutra di politici. Prima ero un Padreterno, ora ho un incastro contrattuale»

Michele Santoro, M

Zorro c’aveva la Z, Michele Santoro la M. Come il giustiziere mascherato, anche il giornalista intende lasciare il segno. Da domani, l’ex teletribuno di Annozero tornerà su Rai3 con il proprio programma d’attualità – M, appunto – per “fare quello che i tg non fanno“. In diretta dalla sede torinese del servizio pubblico, il conduttore presenterà in prima serata un ciclo di quattro puntate dedicate ciascuna ad un tema monografico: si parlerà di Banche, immigrazione, Roma Capitale ed evasione fiscale. L’obiettivo dichiarato è quello di fare una trasmissione opposta a Porta a Porta, almeno nell’approccio. 

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23
giugno

M, Michele Santoro riesuma Hitler su Rai2 pensando all’attualità: operazione originale ma anti-storica

M, Michele Santoro

Michele Santoro riesuma Adolf Hitler e lo intervista su Rai2. Il dittatore nazista (interpretato da Andrea Tidona) sta lì, al centro dello studio, col conduttore che lo scruta e lo interroga, arrivando quasi alla psicanalisi. “Ho avuto un’infanzia difficile” dice lui, improvvisando un’autodifesa. E’ tutto surreale. Inizia così M, il nuovo format che il giornalista ha pensato per il prime time della seconda rete: si parla del Fürer per oltre due ore, con un’operazione astuta, ma a tratti anti-storica e azzardata, soprattutto quando si tentano confronti con l’attualità.

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15
giugno

Rai, Michele Santoro: «Il 30% delle produzioni vada a case giovani e indipendenti». Dallatana è d’accordo. A parole

Michele Santoro

Sogna “un servizio pubblico grande e competitivo“. Sarà per questo che, ogni volta, Michele Santoro bacchetta la Rai. Lo ha fatto anche ieri, nel corso della presentazione di M, il suo nuovo progetto televisivo in onda su Rai2 giovedì 22 e 29 giugno prossimi (stasera, invece, verrà trasmesso il suo docufilm Robinù). Il giornalista, che ha ideato un format inedito sulla figura di Hitler, non si è trattenuto dall’esprimere il proprio parere su quanto accade a Viale Mazzini: tetto ai compensi, politica, produzioni esterne. E stavolta le sue invettive sono state pure condivisibili.