Lega Calcio



19
novembre

Diritti tv, la Serie A dice sì ai fondi d’investimento. Affare da 1,7 miliardi

Paolo Dal Pino, Presidente Lega Serie A

Per il futuro del calcio italiano, la Lega di Serie A ha detto sì ad un modello di business sinora inedito per il nostro Paese. I club del massimo Campionato tricolore, tramite il voto dei rispettivi presidenti, hanno accettato all’unanimità l’offerta del consorzio di fondi di investimento CVC-Advent-Fsi, che entrano così – con una quota di minoranza del 10% – nella Media Company creata per gestire e commercializzare i diritti televisivi.




20
maggio

Serie A, B e C: chiusura il 20 agosto. Riparte il calcio, ma sui diritti tv è muro contro muro

Serie A

I campionati di Serie A, B e C dovranno concludersi entro il 20 agosto, mentre la stagione sportiva si chiuderà entro il 31 agosto. Lo ha stabilito oggi il Consiglio federale della Figc, ipotizzando anche un piano alternativo: in caso di nuove sospensioni per l’emergenza sanitaria, verranno organizzate brevi fasi di play off e play out. La volontà, insomma, è quella di far sì che le competizioni si concludano sul campo per meriti sportivi. Sul fronte televisivo, invece, la situazione non è altrettanto definita e, anzi, tra Lega Serie A e broadcaster vi è un vero e proprio stallo.


21
aprile

Serie A, niente sconti a Sky per lo stop del campionato. Le squadre hanno votato: sì al ritorno in campo

Serie A

Serie A

L’interruzione del campionato di calcio di Serie A a causa dell’emergenza Coronavirus non porterà sconti, né dilazioni di pagamento, a Sky per i diritti televisivi. La pay TV, nonostante le richieste, dovrà dunque versare regolarmente l’ultima rata prevista di 130 milioni di euro.

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27
febbraio

Juventus-Inter in chiaro: la Lega Calcio dice no

Juventus-Inter

Juventus-Inter

Nonostante l’apertura di Sky e l’ok della Figc, la Lega Calcio dice no alla messa in onda in chiaro della partita Juventus-Inter, big match della ventiseiesima giornata di Serie A, in programma domenica 1° marzo alle 20.45 all’Allianz Stadium di Torino.


22
aprile

DIRITTI TV SERIE A: ANTITRUST BASTONA MEDIASET CON LA MULTA RECORD DI 51 MILIONI DI EURO. BISCIONE ALLIBITO

Piersilvio Berlusconi

La gara per l’assegnazione dei diritti tv della Serie A per il triennio 2015/2018, tenutasi nel giugno del 2014, è stata alterata. A stabilirlo l’Antitrust, che ha punito i soggetti interessati: sanzioni per Sky, Lega Calcio, Infront e Mediaset che è l’azienda più colpita.





18
settembre

CALCIO… ALLE TV: LA SERIE A IN DIRETTA SULLA WEB TV DELLA LEGA. TRA I VOLTI PIERLUIGI PARDO E LAURA BARRIALES

Serie A

Scacco matto della Lega Calcio al duopolio Sky-Mediaset sulla spartizione dei diritti tv della Serie A. L’invenduto pacchetto E – ovvero 114 partite in totale, da trasmettere sui canali che non siano quelli della tv classica, quindi in modalità OTT tramite Piattaforma Internet, Piattaforma IPTV e/o Piattaforma di Telefonia Mobile – se lo è aggiudicato proprio la Lega, che inaugura a partire già da domani alle 18.00 con la partita Udinese-Empoli la sua tv via Internet.


25
giugno

SERIE A, SKY VS MEDIASET: ECCO I TRE POSSIBILI SCENARI E PERCHE’ LA VITTORIA DI SKY POTREBBE ESSER LECITA

Sky vs Mediaset: asta diritti tv Serie A

Sky vs Mediaset: asta diritti tv Serie A

Ma qualcuno ha veramente capito per quale motivo tra Sky e Mediaset è iniziata una guerra di “diffide” sull’asta per i diritti della Serie A che la Lega Calcio dovrà assegnare? In realtà la questione è molto più semplice di quanto si possa pensare, e visto che sui giornali se ne stanno leggendo di ogni, abbiamo deciso di spiegarvela per filo e per segno. L’azienda guidata da Andrea Zappia ha vinto sia il pacchetto A, per i diritti delle 8 squadre “top” sul satellite, che il pacchetto B, per gli stessi diritti ma sul digitale terrestre, ovvero ha effettuato l’offerta più alta come da regola d’asta.

Quella di Mediaset è risultata invece la seconda migliore offerta per il pacchetto A, e la terza migliore offerta per il pacchetto B, dove invece è stata Fox a proporre la seconda migliore offerta. Ora la questione si fa parecchio interessante, perché – stando anche alla legge Melandri, nata per evitare monopoli – un singolo soggetto non può accaparrarsi l’esclusiva sui pacchetti A e B contemporaneamente. Dunque, Sky può o non può aggiudicarsi entrambi?

Diritti Serie A, prima ipotesi: a Sky assegnati i pacchetti A e B

La risposta è nì, e molto dipende dalle interpretazioni. La Lega può ovviamente assegnare entrambi i pacchetti a Sky, a patto che rivenda uno dei due ad un soggetto terzo, come peraltro già avviene – seppur con le dovute differenze – con le competizioni internazionali che richiedono un certo numero di ore in chiaro (si pensi ai Mondiali e alla Formula 1), in parte in diretta e in parte in differita. E il soggetto terzo non potrebbe che essere Fox, ovvero di nuovo News Corp., poiché di fatto rappresenta un soggetto indipendente rispetto a Sky. Dopotutto il precedente già c’è e porta il nome di Cielo: il canale in chiaro che fa capo, in pratica, a Sky, è in realtà di proprietà di News Corp. Station Europe, dal momento che l’azienda satelittare – che pure fa capo a News Corp. – non poteva – all’epoca – presentarsi direttamente sul DTT mantenendo il monopolio sul satellite.

Diritti Serie A, seconda ipotesi: a Sky il pacchetto A, a Fox il B


25
luglio

LA LEGA CALCIO CREA IL PROPRIO CANALE TV: RIUSCIRA’ A FAR CONCORRENZA A SKY E MEDIASET PREMIUM?

Lega Calcio - Logo

Chissà se questa volta (la terza) si rivelerà quella buona. Dopo i fallimentari tentativi – posti in essere dalle defunte Gioco Calcio e Dahlia – di scalfire il monopolio di Sky e Mediaset Premium sul terreno della messa in onda pay delle partite di Serie A, un nuovo operatore si prepara a scendere in campo. Il terzo incomodo è una sorta di ‘interno’ al sistema del pallone: come riportato sul numero odierno de La Gazzetta dello Sport infatti la Lega Calcio è pronta a creare una sua tv e ad ottenere le autorizzazioni per trasmettere contenuti sulle piattaforme digitale terrestre e satellitare.

Nella mattinata di venerdì la Lega Calcio Service, società di servizi che fa capo alle leghe di Serie A e B, ha aumentato il capitale sociale da 550.000 € a 6.200.000 € ampliando anche il proprio oggetto sociale e includendo nello stesso lo “svolgimento di attività propria dei fornitori di servizi di media sulle reti di comunicazione elettronica, assumendo e gestendo qualsiasi attività attinente il settore della produzione e della distribuzione di prodotti audiovisivi per la televisione“.

Dietro questo complicato “papello” si cela la volontà di creare il proprio network che nelle intenzioni dovrebbe debuttare immediatamente sul dtt, andando ad acquisire i diritti di quelle otto squadre di Serie A che non fanno parte del listino di Mediaset Premium (Cagliari, Catania, Cesena, Chievo Verona, Lecce, Parma e Udinese). Per scoprire se si tratta di un’utopia o di un progetto concreto basterà aspettare domani mattina, quando si apriranno le buste e si scoprirà quale operatore si aggiudicherà i diritti di messa in onda di questi club “figli di un dio minore”.


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