Lauren Graham



12
gennaio

SERIE TV USA: GLI ATTORI PIÙ PAGATI. SALARIO ALLE STELLE PER LE GILMORE GIRLS

Alexis Bledel e Lauren Graham

Con 455 titoli originali prodotti nell’arco 2016, è un momento assai vivo per la serialità televisiva. Un boom che si è riflesso anche sulle carriere dei suoi protagonisti, sempre più noti e sempre più disposti a trasferirsi dal grande al piccolo schermo, guadagnando cifre da capogiro. A chiarire le idee in merito, una stima elaborata da Variety, che si è chiesta quanto gli attori seriali siano arrivati a guadagnare per episodio nel corso dell’ultimo anno.




5
luglio

PARENTHOOD E I TUDORS: CANALE 5 CI RIPROVA CON LE SERIE MADE IN USA

Parenthood

Nell’estate catodica c’è di buono che sono sempre più le serie americane a trovare spazio nei palinsesti, anche in fasce importanti come la prima serata. Succede che a volte questi ‘tappabuchi’ estivi si rivelino dei veri fenomeni, come nel caso del Dr. House che dopo essere stato mandato allo sbaraglio in piena estate, diventò in poco tempo una delle serie più seguite del Belpaese.

Ma non sempre la serialità americana ha riscosso lo stesso successo: un anno fa il binomio formato da Women’s Murder Club e Dirty Sexy Money venne sospeso in fretta in furia e gli episodi mancanti si riversarono in maratone interminabili. Quest’anno Canale 5 va sul sicuro puntando su tematiche meno forti e su un volto familiare al pubblico italiano: quello di Lauren Graham, la Lorelai Gilmore di Una mamma per amica. La Graham sarà protagonista dei tredici episodi di Parenthood: storia di una mamma single con due figli a carico che non potendo far fronte ai problemi economici, decide di tornare a vivere con i genitori, Zeek e Camille Braverman.

Per la NBC, Parenthoood è un caso più unico che raro: in un momento in cui la maggior parte dei nuovi titoli non supera la prima stagione, questa serie è riuscita a conquistarsi un pubblico di quasi 7 milioni di telespettatori, ottenendo il rinnovo per la terza stagione. Basata sull’omonimo film del 1989 diretto dal Ron Howard di Happy Days e conosciuto in Italia con il titolo “Parenti, amici e tanti guai”, le vicende della famiglia Braverman sono trasmesse per la prima volta in chiaro dopo il passaggio su Joy lo scorso inverno.


16
dicembre

PARENTHOOD: DA QUESTA SERA SU JOI LE VICENDE DELLA FAMIGLIA BRAVERMAN CON IL RITORNO DI “LORELAI GILMORE”

Parenthood

Sembra davvero un prodotto di buon livello, quello proposto a partire dalle 21.00 di questa sera dal canale digitale Joi: un regista come Ron Howard (uno che di famiglie se ne intende, avendo interpretato l’indimenticabile Richie Cunningham, il figlio che tutta l’America avrebbe voluto avere), due attori già conosciuti ed apprezzati come Peter Krause (Six feet under e Dirty Sexy Money) e Lauren Graham (Una mamma per amica) e una sigla “cult” come Forever young di Bob Dylan.

Sono questi gli ingredienti di Parenthoodtermine inglese che indica la condizione di essere genitore – l’ennesima storia familiare sviluppata in una serie televisiva made in USA. Parenthood è un’idea di Ron Howard datata 1989 che prende le sembianze di un family drama dopo esser stata declinata in un lungometraggio dall’omonimo titolo (1989) che gli adattatori italiani hanno tramutato in “Parenti, amici e tanti guai” e in una non indimenticabile situation comedy dell’anno successivo (titolo italiano “Fra nonni e nipoti”) trasmessa da Rai1 nel 1990 e replicata da Joi – con il chiaro scopo di avvicinare il pubblico del digitale a questa nuova versione – nel luglio di quest’anno.

Il nucleo familiare raccontato da Parenthood è quello della famiglia Braverman con tre generazioni a confronto: i due genitori settantenni, quattro figli ormai adulti e sposati – che oscillano tra i trenta e i quaranta – e i nipotini. Sembra un copione scontato, con una trama che oscilla tra la comicità di Modern Family e le riflessioni di Brothers and Sisters (il New York Times l’ha definito una “copia” di quest’ultima), in realtà i punti di forza della serie che debutta questa sera sono le caratterizzazioni dei personaggi principali, in particolare di Adam (Peter Krause) – un padre apparentemente perfetto alle prese con la sofferenza di un figlio autistico – e Julia (Erika Christensen), avvocato di successo e punto di riferimento della proprio nucleo familiare, sostenuta da un marito che si occupa di compiti tipicamente femminili come l’accudire la figlia di 5 anni o la cura della casa.