Governo



21
ottobre

La7 rivoluziona la giornata di sabato: tutti in onda per il giuramento del Governo Meloni

Mentana - Diario Politico

Mentana - Diario Politico

Update >>> Complice l’arrivo al Quirinale di Giorgia Meloni prima del previsto, con conseguente giuramento anticipato nella mattinata di sabato, La7 seguirà la cerimonia con uno speciale del TgLa7 condotto da Enrico Mentana. A seguire la rete proporrà la regolare programmazione del sabato.

Quello di domani – 22 ottobre 2022 – potrebbe non essere un sabato qualunque per la politica italiana: salvo intoppi, è infatti atteso il giuramento del nuovo Governo. Questa sera la futura premier Giorgia Meloni si ripresenterà al Quirinale con la lista dei ministri, aprendo così ufficialmente la sua legislatura.




8
ottobre

Mentana sfratta ancora la Balivo: dal 12 ottobre su La7 arriva Diario Politico

Enrico Mentana

Enrico Mentana

Enrico Mentana torna a riprendersi spazio nel palinsesto di La7, con buona pace ancora una volta di Caterina Balivo. Dopo la maratona per le Elezioni, il direttore del TgLa7 sarà al timone di un nuovo appuntamento informativo che fa saltare Lingo – Parole in Gioco.


14
aprile

Canone Rai fuori dalla bolletta dal 2023. Primo sì, con tanti dubbi

Rai

separato dalle bollette elettriche a partire dal 2023: un primo sì dalla politica è arrivato ieri. Ma non è ancora detta l’ultima parola. L’ipotesi dello scorporo – già posta all’attenzione dall’Ue – ha iniziato a prendere forma con il via libera a un ordine del giorno presentato da Maria Laura Paxia (Misto) e accolto dal governo. Nell’istanza, in particolare, si impegna l’esecutivo ad “adottare misure normative” dirette a separare la tassa radiotelevisiva dalle fatture relative al consumo elettrico, “al fine di non appesantire i costi dell’energia e non gravare ulteriormente sui consumatori che sono ormai in evidente difficoltà“. Il tutto a partire dal prossimo anno.

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20
maggio

Dl Sostegni, nuovo Welfare per i lavoratori dello spettacolo: ecco tutte le misure approvate

Nuovo welfare lavoratori dello spettacolo

Dalle indennità di maternità a quelle per la malattia, dall’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali al sistema pensionistico. In più, una nuova indennità di assicurazione per la disoccupazione involontaria (Alas). Sono ad ampio raggio, e potenzialmente rivoluzionarie, le misure del nuovo sistema di Welfare per il settore spettacolo contenute nel Dl Sostegni bis approvato dal governo. Il nuovo sistema “mira a riconoscere ai lavoratori dello spettacolo le tutele che esistono per altre tipologie di professionisti” ha dichiarato il Ministro della Cultura Dario Franceschini, parlando di “giornata storica” e spiegando le misure adottate come correzione ad alcune storture emerse soprattutto nel difficile momento della pandemia.


20
ottobre

Rai, il governo scarica gli attuali vertici: «Serve cambiare»

Andrea Martella, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'editoria

Se non era un foglio di via, un po’ ci assomigliava. Il governo ha scaricato l’attuale governance Rai attraverso le parole di Andrea Martella, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria. In un momento in cui a Viale Mazzini le acque sono tutt’altro che tranquille, il politico Pd ha espresso chiaramente la necessità di un cambiamento alla guida del servizio pubblico. Salini e Foa, avvisati.

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21
aprile

Rai: le star sono escluse dal tetto compensi

Antonella Clerici compensi

Antonella Clerici

I beniamini di Viale Mazzini possono dormire sonni tranquilli. Il ministero per lo Sviluppo Economico, sulla base del parere dell’Avvocatura di Stato, autorizza la Rai ad elargire compensi agli artisti in sostanziale libertà e secondo criteri di mercato. Le star, dunque, non devono sottostare al limite dei 240 mila euro lordi annui.

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11
maggio

ELEZIONI, L’AGCOM: “BERLUSCONI SOVRAESPOSTO NEI TG”. MULTA DI 100MILA EURO A MINZOLINI

Augusto Minzolini, Silvio Berlusconi

A tre giorni dall’apertura dei seggi per le elezioni amministrative l’Agcom estrae il cartellino rosso e ordina ai telegiornali un “immediato riequilibrio” tra le forze di maggioranza quelle di opposizione. In una nota emessa ieri, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha imposto ai notiziari un rispetto rigoroso della par condicio, richiamandoli a dedicare ai membri di Governo un tempo “riferito solo alla loro funzione governativa, nella misura strettamente indispensabile per assicurare la completezza e l’imparzialità dell’informazione“. Questo monito - dice il Garante - deve valere in particolare per il premier Silvio Berlusconi che è anche capolista del Pdl al Comune di Milano.

L’ordine dell’Agcom è arrivato a seguito della presentazione di alcuni esposti e come criterio di analisi ha avuto il monitoraggio del pluralismo politico dell’informazione nella penultima settimana di campagna elettorale (1-7 maggio). In vista del voto per le Amministrative, che si terrà il 15 e 16 maggio prossimi, l’Autorità ha dunque imposto un riequilibrio tra maggioranza e opposizione in tutte le edizioni dei telegiornali, comprese ovviamente quelle principali della sera. Nello specifico, l’imparzialità dovrà anche essere ad personam e riguardare cioè il Berlusconi capolista del Pdl a Milano. Ma allora come comportarsi quando il Cavaliere si riferisce alla politica nazionale dal pulpito meneghino? Mistero buffo della par condicio.

Ieri la scure del Garante ha colpito soprattutto il Tg1. Il notiziario diretto da Augusto Minzolini ha infatti ricevuto una multa di 100mila europer l’inadeguata osservanza dell’ordine e dei richiami rivoltigli in precedenza” in materia di par condicio. Non è la prima volta che la testata della prima rete riceve ammonimenti dall’Agcom. L’ultimo richiamo, dello scorso mese di aprile, era stato respinto dal ‘direttorissimo’, convinto che il suo tg avesse sempre ”rispettato in maniera puntuale il criterio della tripartizione tra governo, maggioranza ed opposizione“.


20
aprile

BALLARO’: ENRICO LETTA ACCUSA LA GELMINI DI NUOVI TAGLI ALLA SCUOLA. IL MINISTRO TENTENNA (VIDEO)

Il Ministro Gelmini a Ballarò

Non chiamateli tagli all’istruzione, sennò il Ministro Mariastella Gelmini si infervora e il dibattito televisivo finisce in vacca. Ieri sera a Ballarò si è innescata una bagarre sulle dichiarazioni di Enrico Letta (Pd), che ha mostrato in diretta tv un documento secondo il quale il Governo avrebbe approvato una restrizione dei fondi alla scuola per i prossimi anni. Tagli sì, tagli no, tagli forse: tra gli ospiti del talk show è iniziato un acceso scambio di battute e smentite reciproche nel quale, ad un tratto, si è inserito pure un collaboratore della Gelmini seduto tra il pubblico. Nello studio di Rai3 si è consumato così un duello inaspettato, insolito rispetto al contegnoso dibattito che va in scena da Floris ogni martedì sera.

L’Italia con il documento che il Ministro Gelmini ha approvato assieme a Tremonti ha deciso che i risparmi continuerà a farli sulla scuola, sui nostri figli, sul futuro“. Il colpo di teatro ieri sera l’ha riservato Enrico Letta. Durante la discussione a Ballarò, il deputato del Pd ha estratto una tabella con cifre sottolineate a penna, contenente i  tagli che – a suo dire – il Governo avrebbe deciso di operare a danno della scuola. Dati che il Ministro dell’Istruzione Gelmini, presente in studio, ha preteso di consultare davanti alle telecamere, come se non ne sapesse nulla. Possibile?

Dopo una breve lettura, però, l’esponente di governo rigettava le accuse di Letta in modo categorico: “Non ci saranno tagli alla scuola!“. Il secchione dei conduttori Giovanni Floris, intanto, passava in rassegna i numerini stampati sul documento e li sottoponeva nuovamente alla Gelmini. Evidente l’imbarazzo del Ministro, alle spalle della quale si agitava a mo’ di ventriloquo un suo collaboratore nel tentativo di  correggere le inesattezze che una lettura affrettata di quelle tabelle avrebbe potuto suggerire. “E’ una vergogna! I collaboratori del Ministro non possono partecipare al dibattito!” irrompeva Giovanni Valentini di Repubblica.


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