Governo



21
aprile

Rai: le star sono escluse dal tetto compensi

Antonella Clerici compensi

Antonella Clerici

I beniamini di Viale Mazzini possono dormire sonni tranquilli. Il ministero per lo Sviluppo Economico, sulla base del parere dell’Avvocatura di Stato, autorizza la Rai ad elargire compensi agli artisti in sostanziale libertà e secondo criteri di mercato. Le star, dunque, non devono sottostare al limite dei 240 mila euro lordi annui.

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11
maggio

ELEZIONI, L’AGCOM: “BERLUSCONI SOVRAESPOSTO NEI TG”. MULTA DI 100MILA EURO A MINZOLINI

Augusto Minzolini, Silvio Berlusconi

A tre giorni dall’apertura dei seggi per le elezioni amministrative l’Agcom estrae il cartellino rosso e ordina ai telegiornali un “immediato riequilibrio” tra le forze di maggioranza quelle di opposizione. In una nota emessa ieri, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha imposto ai notiziari un rispetto rigoroso della par condicio, richiamandoli a dedicare ai membri di Governo un tempo “riferito solo alla loro funzione governativa, nella misura strettamente indispensabile per assicurare la completezza e l’imparzialità dell’informazione“. Questo monito - dice il Garante - deve valere in particolare per il premier Silvio Berlusconi che è anche capolista del Pdl al Comune di Milano.

L’ordine dell’Agcom è arrivato a seguito della presentazione di alcuni esposti e come criterio di analisi ha avuto il monitoraggio del pluralismo politico dell’informazione nella penultima settimana di campagna elettorale (1-7 maggio). In vista del voto per le Amministrative, che si terrà il 15 e 16 maggio prossimi, l’Autorità ha dunque imposto un riequilibrio tra maggioranza e opposizione in tutte le edizioni dei telegiornali, comprese ovviamente quelle principali della sera. Nello specifico, l’imparzialità dovrà anche essere ad personam e riguardare cioè il Berlusconi capolista del Pdl a Milano. Ma allora come comportarsi quando il Cavaliere si riferisce alla politica nazionale dal pulpito meneghino? Mistero buffo della par condicio.

Ieri la scure del Garante ha colpito soprattutto il Tg1. Il notiziario diretto da Augusto Minzolini ha infatti ricevuto una multa di 100mila europer l’inadeguata osservanza dell’ordine e dei richiami rivoltigli in precedenza” in materia di par condicio. Non è la prima volta che la testata della prima rete riceve ammonimenti dall’Agcom. L’ultimo richiamo, dello scorso mese di aprile, era stato respinto dal ‘direttorissimo’, convinto che il suo tg avesse sempre ”rispettato in maniera puntuale il criterio della tripartizione tra governo, maggioranza ed opposizione“.


20
aprile

BALLARO’: ENRICO LETTA ACCUSA LA GELMINI DI NUOVI TAGLI ALLA SCUOLA. IL MINISTRO TENTENNA (VIDEO)

Il Ministro Gelmini a Ballarò

Non chiamateli tagli all’istruzione, sennò il Ministro Mariastella Gelmini si infervora e il dibattito televisivo finisce in vacca. Ieri sera a Ballarò si è innescata una bagarre sulle dichiarazioni di Enrico Letta (Pd), che ha mostrato in diretta tv un documento secondo il quale il Governo avrebbe approvato una restrizione dei fondi alla scuola per i prossimi anni. Tagli sì, tagli no, tagli forse: tra gli ospiti del talk show è iniziato un acceso scambio di battute e smentite reciproche nel quale, ad un tratto, si è inserito pure un collaboratore della Gelmini seduto tra il pubblico. Nello studio di Rai3 si è consumato così un duello inaspettato, insolito rispetto al contegnoso dibattito che va in scena da Floris ogni martedì sera.

L’Italia con il documento che il Ministro Gelmini ha approvato assieme a Tremonti ha deciso che i risparmi continuerà a farli sulla scuola, sui nostri figli, sul futuro“. Il colpo di teatro ieri sera l’ha riservato Enrico Letta. Durante la discussione a Ballarò, il deputato del Pd ha estratto una tabella con cifre sottolineate a penna, contenente i  tagli che – a suo dire – il Governo avrebbe deciso di operare a danno della scuola. Dati che il Ministro dell’Istruzione Gelmini, presente in studio, ha preteso di consultare davanti alle telecamere, come se non ne sapesse nulla. Possibile?

Dopo una breve lettura, però, l’esponente di governo rigettava le accuse di Letta in modo categorico: “Non ci saranno tagli alla scuola!“. Il secchione dei conduttori Giovanni Floris, intanto, passava in rassegna i numerini stampati sul documento e li sottoponeva nuovamente alla Gelmini. Evidente l’imbarazzo del Ministro, alle spalle della quale si agitava a mo’ di ventriloquo un suo collaboratore nel tentativo di  correggere le inesattezze che una lettura affrettata di quelle tabelle avrebbe potuto suggerire. “E’ una vergogna! I collaboratori del Ministro non possono partecipare al dibattito!” irrompeva Giovanni Valentini di Repubblica.





6
gennaio

BRUNO VESPA PUNGE BERLUSCONI: METTA LE PALLE SUL TAVOLO E FACCIA LE GRANDI RIFORME (VIDEO)

Bruno Vespa a 'Cortina Incontra'

A 12 gradi sotto zero ci sono pochi modi per scaldare l’atmosfera: bersi un grappino di quelli potenti oppure ’stappare’ un Bruno Vespa d’annata. Sulle gelide Dolomiti hanno scelto il secondo, e gli effetti si sono fatti sentire all’istante. Al pubblico della rassegna culturale “Cortina Incontra” è così apparso un Vespa come non lo si ricodava da tempo, polemico e inflessibile al punto giusto. Durante un dibattito con Gianni Alemanno condotto da Enrico Cisnetto, l’anchorman Rai ha messo alle strette Berlusconi in riferimento all’attuale situazione politica: “faccia le grandi riforme o se ne vada!” ha detto. Un aut-aut sferzante e inatteso, perchè pronunciato da un giornalista spesso accusato di essere accomodante proprio nei confonti del premier.

Incalzato sugli scenari politici futuri, a Cortina il conduttore di Porta a Porta ha affermato: “Berlusconi se campa ancora due anni politicamente, deve avere il coraggio di mettere le palle sul tavolo e di fare le grandi riforme, altrimenti, siccome il problema della quarta settimana non ce l’ha, è meglio che se ne vada“. Di fronte ad una maggioranza parlamentare risicata e al bisogno di concretezza da parte degli italiani, Vespa ha spronato il Cavaliere: “Deve dare senso al suo governo, credo che questa sia la sua ultima occasione“. Considerazioni applaudite dal pubblico, e anche dallo stesso Gianni Alemanno.

E’ lui o non è lui? A sentire un Bruno Vespa inflessibile con Berlusconi in molti, anche nel salotto perbene di Cortina Incontra, non avranno creduto ai loro orecchi. Possibile che il Vespone sia stato così cattivo con Silviuccio? In risposta, il giornalista ha rincarato la dose: “Se Berlusconi fa le grandi riforme, mettendoci anche la testa, allora infine potrà dire: io almeno ci ho provato, auguri al prossimo“. Parole che alcuni hanno colto come un messaggio cifrato, come un segno che i tempi ameni dei contratti con gli italiani in diretta tv siano finiti. Sta cambiando aria, dicono.


5
gennaio

SWITCH OFF 2010: POSTICIPATI (FORSE) AL SECONDO SEMESTRE GLI SPEGNIMENTI IN PIEMONTE ORIENTALE, LOMBARDIA, VENETO, FRIULI, EMILIA ROMAGNA E LIGURIA

Siamo appena entrati nel nuovo anno e la Penisola si prepara, nuovamente, ad affrontare una nuova stagione di spegnimento del segnale analogico, il cosiddetto switch off, che interesserà, per i prossimi mesi, Piemonte Orientale, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Liguria.

Il Governo, nella persona del ViceMinistro Paolo Romani, ha già annunciato di aver stanziato per la comunicazione relativa allo switch off un fondo di 53 milioni e mezzo di euro che verranno distribuiti tra i vari “attori” protagonisti della svolta. 12 milioni andranno ad aiutare le tv locali nelle campagne di comunicazione, 8 saranno destinati alla Fondazione Bordoni per le sue attività di sostegno allo switch, 7 verranno destinati, invece, alle Poste che gestiscono il call center e altrettanti andranno alla comunicazione stampa. I rimanenti 19,3 milioni saranno destinati, invece, ai contributi elargiti a favore di alcune categorie di utenti per l’acquisto dei decoder.

Sul fronte date, niente è stato ad oggi ufficializzato ma pare che tutti gli spegnimenti di quest’anno saranno posticipati al secondo semestre così da consentire un corretta ricezione dei segnali televisivi durante le elezioni regionali e i mondiali di calcio. Questa proposta avanzata dal coordinatore di Aeranti-Coralli Marco Rossignoli è stata valutata positivamente dal ViceMinistro Romani che ha anche precisato che le date esatte verranno rese note dopo la prossima riunione del CNID, Comitato Nazionale Italia Digitale, il prossimo 20 gennaio.





21
agosto

UE: DTT ITALIANO UN FLOP, MA NON PER RAI E MEDIASET

DTT Italia Flop @ Davide Maggio .it

La Commissione Europea ha reso noti i risultati dell’indagine Eurobarometro, sulla diffusione delle nuove tecnologie, condotta da Tns Opinion & Social Network su un campione di più di 26.000 cittadini europei (poco più di 1000 gli italiani), che ha analizzato le abitudini delle famiglie nell’ambito televisivo, informatico e telefonico tramite sondaggi condotti tra novembre e dicembre 2007.

Per quanto riguarda la DTT italiana, i risultati non sono rosei. In Italia solo l’8% delle famiglie utilizza abitualmente il decoder digitale terrestre per guardare la tv, ha sentenziato la ricerca, ponendo il bel paese al di sotto di Francia, dove la TNT ha raggiunto il 21%, e Gran Bretagna, dove la riuscita piattaforma Freeview ha raggiunto una penetrazione pari al 31%. Una percentuale, quella italiana, sicuramente al di sotto delle aspettative e che ha stupito il mondo delle telecomunicazioni nostrano dopo l’impegno costante del DGTVi (comitato per la televisione digitale terrestre), del governo italiano e soprattutto dei singoli operatori per promuovere la diffusione della DTT nelle case italiane, in vista dell’incombente switch off dell’autunno 2012.

Ma Rai e Mediaset, i due maggiori attori nel teatro digitale italiano, ci credono ancora e fanno sfoggio di cifre da capogiro. La Rai ha stimato nel suo piano industriale per il biennio 2008-2010 una penetrazione al 20% mettendo comunque in luce il 62% di utilizzatori occasionali e il 13% di coloro che pur possedendo il decoder non ne fanno uso. Mediaset, dal canto suo, gioisce per gli ascolti del digitale terrestre nel mese di giugno che, secondo una rielaborazione da dati Auditel, si attestano al 5,1% con una crescita addirittura del 131,8% rispetto a giugno 2007 e del 30,8% rispetto all’inizio di questo 2008.