Enrico Mentana



26
febbraio

BREVEMENTE: ARGOMENTI E OSPITI DEI PRINCIPALI PROGRAMMI DEL 26 FEBBRAIO 2009

Fabrizio Corona
Brevemente - Ospiti e Argomenti dei principali programmi tv @ Davide Maggio .it

Nella puntata di “Striscia la Notizia”, in esclusiva, la registrazione della telefonata intercorsa tra il fotografo Roberto Buscemi (“agente” di Donato Broco, in arte Patrizia, il transessuale che passò la notte con Lapo Elkann prima che quest’ultimo venisse ricoverato in seguito a un collasso per overdose) e Fabrizio Corona.

Corona mi ha proposto soldi per organizzare un servizio fotografico con Patrizia e Lapo – ha dichiarato Buscemi, portando come prova a Striscia la registrazione telefonica- “In occasione di un consiglio di amministrazione della Fiat, presso il Lingotto di Torino – a cui avrebbe presenziato anche il rampollo Agnelli – Corona voleva che accompagnassi Patrizia, la quale si sarebbe dovuta avvicinare casualmente a Lapo e salutarlo mentre il fotografo di Corona avrebbe scattato le foto. Corona ha sempre avuto il cruccio delle foto mai uscite di loro due e voleva fotografarli insieme. Ho le prove di quello che dico”.

Alessandra Mussolini (Pdl) presidente della Commissione bicamerale per l’Infanzia e Paola Concia, parlamentare del Pd, interverranno per discutere della violenza sulle donne e delle norme contenute nel decreto sicurezza. Conducono Lilli Gruber e Federico Guiglia. All’interno, la rubrica “Il punto” a cura di Paolo Pagliaro.

Nuove sorprese per il varietà di Fatma Ruffini che ospita in studio Ciccio Graziani, Giobbe Covatta, Cesare Paciotti, Melita Toniolo e Ramona Badescu.

Nel corso della puntata verranno inoltre mostrati gli scherzi realizzati ai danni di Giorgia e della padrona di casa di “Scherzi a parte”, Belen Rodriguez, coinvolta in una finta intervista con Panorama.

Il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti sarà il protagonista della puntata di Annozero. La crisi che sta mordendo le economie mondiali, compresa quella italiana; gli aiuti di stato alle banche e ai settori più in difficoltà come quello dell’auto saranno al centro della puntata intitolata “Quando finirà?”, dove si parlerà anche del fenomeno della globalizzazione che sta portando alla chiusura di molte aziende in Italia, con la delocalizzazione degli impianti in Paesi dove il lavoro costa meno; e i prestiti alla piccola e media impresa per rilanciare l’economia e gli ammortizzatori sociali per i lavoratori che stanno perdendo il lavoro. Con il Ministro Tremonti ci saranno l’operaio-sindacalista Maurizio Zipponi e l’imprenditrice Fiorenza Mursia responsabile dell’omonima casa editrice. Ospite speciale il giornalista Enrico Mentana.




10
febbraio

TRA I DUE LITIGANTI, IL TERZO GODE: SPECIALE CHIAMBRETTI NIGHT SUL CASO MENTANA! CHI VORRESTI NELLA SECONDA SERATA DI CANALE5?

Chiambretti Night @ Davide Maggio .it

Beh, bisogna essere onesti. Le dimissioni di Enrico Mentana risultano eccessive e, obiettivamente, fuori luogo. Ancor più fuori luogo se si considerano le opinioni personali di chi vi scrive sul caso Englaro che avrebbe dovuto essere un fatto privato, al contrario del dibattito politico, seguìto alla vicenda, che, invece, avrebbe dovuto essere affrontato senza quella fretta - ingiustificata - dettata dall’urgenza di bloccare una morte imminente e soprattutto prima che l’esposizione mediatica dei fatti potesse abbagliare, offuscare e confondere i più.

Ma tant’e', Chicco Mentana la pensa diversamente e nonostante avesse dichiarato, nella puntata di venerdi scorso, come “fosse necessario preservare la vicenda il più a lungo possibile dai clamori dell’opinione pubblica e del tritacarne televisivo” ha pensato bene di dimettersi per non aver avuto la possibilità di andare in onda, ieri sera, al posto del Grande Fratello per poter parlare della morte di Eluana.

Ma la sensazione, quanto meno quella del sottoscritto, è che le dimissioni del fondatore del Tg5 abbiano rappresentato un’opportunità più che una scelta. Un’opportunità per il giornalista di lasciare il ruolo che ricopriva e per l’editore di potersi “liberare” del conduttore. D’altro canto le dichiarazioni rese all’ANSA dal gruppo di Cologno sono emblematiche “Mediaset accetta le dimissioni presentate dal Direttore Enrico Mentana e respinge tutte le sue motivazioni, nella convinzione di avere svolto come sempre il proprio ruolo di Editore in modo tempestivo e completo“.

Ma tra i due litiganti, il terzo gode…


10
febbraio

MENTANA SI DIMETTE: “NON ESISTE SOLO L’AUDIENCE”. VOLEVA ANDARE IN ONDA AL POSTO DEL GRANDE FRATELLO

Enrico Mentana - Matrix @ Davide Maggio .it

da Corriere.it - Terremoto a Mediaset per la morte di Eluana Englaro. Enrico Mentana annuncia che martedì rassegnerà le dimissioni da direttore editoriale di Mediaset per protesta contro la decisione della rete che, «di fronte a un dramma che scuote il Paese intero, ha deciso di non cambiare di una virgola la sua programmazione di stasera su Canale 5, nonostante sia il Tg5 sia Matrix fossero pronti a aprire finestre informative sulla morte di Eluana». Lo ha riferito lo stesso Mentana in una nota diffusa mentre su Canale 5 stava iniziando una nuova puntata del Grande Fratello.

DIMISSIONI ACCETTATE – Prima ancora che le dimissioni, come ha detto lo stesso Mentana, fossero formalizzate martedì mattina, sono state accettate dal direttore generale informazione di Mediaset, Mauro Crippa.

«NON ESISTE SOLO L’AUDIENCE» – «Non è così – ha detto Mentana – che si fa informazione su una grande rete nazionale. Non esiste solo l’audience. Simili scelte tolgono credibilità a chi le compie, e personalmente non ho nessuna intenzione di avallarle. Stasera su Canale 5 il dramma è quello della cacciata di una concorrente dal Grande Fratello. A mezzanotte, se va bene, si parlerà di Eluana a Matrix. Andremo in onda comunque, per dovere di informare. Domani però – conclude – rassegnerò le dimissioni da direttore editoriale di Mediaset, per un altro dovere, quello di coerenza».

NIENTE MATRIX – Crippa prende infatti atto delle dimissioni di Mentana, ma sottolinea anche che Mediaset ha seguito gli sviluppi del caso Englaro con una lunga diretta del Tg4 di Emilio Fede e con una finestra informativa di Studio Aperto su Italia 1. Crippa ha annunciato che dopo il Grande Fratello ci sarà spazio per uno speciale del Tg5 sulla vicenda e quindi Matrix non andrà in onda. «Mentana è un giornalista di grande esperienza che conosce bene le regole della tv commerciale che gli hanno consentito e gli consentono di lavorare in piena libertà e autonomia editoriale. Colpisce che non abbia avuto nessuna menzione la lunga e impeccabile diretta di Fede su Retequattro e la finestra delle 23,35 di Studio Aperto. Siamo infatti un sistema a tre reti e credo che non si debba mai dimenticare che il pubblico ha esigenze diverse, come dimostra peraltro la programmazione della nostra concorrenza».

[Su Raiuno, questa sera, al posto de Il Bene e il Male è andato in onda uno speciale Porta a Porta sulla morte di Eluana Englaro]





3
luglio

ENRICO MENTANA vs ENRICO VIII

Silvio Berlusconi ed Enrico Mentana a Matrix @ Davide Maggio .it

di Matteo Galetti per davidemaggio.it 

Ma che sta succedendo nel mondo? La storia insegna che alla morte del Re, il trono viene assegnato ad un successore, che sia naturale o meno. Questo è quello che ogni libro di storia ci ha insegnato, e che ognuno di noi ha sempre studiato, fin dalle elementari.

Ma a quanto pare per i troni televisivi non funziona così.

Il Re-televisivo in questione è Jonathan Rhys Meyers, alias Enrico VIII nella serie “The Tudors – scandali a corte”, il quale doveva sedere sul trono mediatico di Canale 5 questa sera a partire dalle 21.00. Ma come sappiamo, il Re è stato spodestato all’ultimo minuto da un suo omonimo: Enrico Mentana, che aveva già preparato con i fiocchi e i merletti una puntata speciale di “Matrix” con un ospite d’eccezione : il nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Questo scambio di troni ha provocato una grande “sommossa popolare”, spingendo virtualmente i seguaci (mediatici) della dinastia inglese, armati di forche e torce, verso gli studi reali di Mediaset. Pur senza danni e feriti, nel palazzo reale è successo ugualmente l’inferno. Non a causa delle insurrezioni popolari, ma per una missiva giunta da parte di colui che doveva essere l’ospite d’onore della serata.

E’ arrivata, infatti, direttamente dalla Presidenza del Consiglio, una nota con la quale si declina gentilmente l’invito e si spiegano i motivi dell’assenza del premier nella puntata di questa sera. Si legge nella nota:

“Il governo ha lavorato tanto e benissimo in questi primi due mesi di attivita’. Non mi pare opportuno e producente intervenire sui temi proposti da Matrix (giustizia e intercettazioni) che farebbero passare in secondo piano le tante cose realizzate dal governo per cedere il passo ad argomenti e gossip negativi che inquinano ed ammorbano il dibattito politico e parapolitico di questi giorni, deviando l’attenzione del Paese dai problemi concreti e dai risultati dell’azione di governo”.


3
ottobre

MATRIX : LA SECONDA SERATA DI ZELIG

Matrix (Zelig) @ Davide Maggio .it

Matrix è nato nel settembre 2005 con due obiettivi fondamentali :

  1. trovare un collocazione per Enrico Mentana che aveva appena lasciato la direzione del TG5;
  2. trovare una valida controprogrammazione per Porta a Porta che dominava la seconda serata. 

Agli esordi, il programma della seconda serata di Canale5 rappresentava realmente una valida alternativa al programma di Bruno Vespa. Pur rimanendo, infatti, un salotto televisivo principalmente politico, riusciva a differenziarsi, soprattutto nella forma, da Porta a Porta.

Ma il pubblico sembrava non gradire e i risultati poco esaltanti hanno portato il conduttore a cambiar strada.

Lodevole, ci mancherebbe. Ma mentre le prime innovazioni hanno visto uno spostamento del topic dalla politica all’attualità, i recenti, ulteriori cambiamenti hanno modificato l’essenza stessa della trasmissione.

Enrico Mentana, capito che anche omicidi e assassini sono prerogativa esclusiva del salotto di RaiUno, ha pensato “bene” di farsi… due risate.

Già dallo scorso anno, l’appuntamento del venerdi è stato fortemente differenziato dalle rimanenti due puntate (lunedi e mercoledi) e si preoccupava di affrontare temi sicuramente meno impegnativi e fondamentalmente frivoli : un’attualità leggera, insomma, che vedeva in prima linea la televisione e i principali personaggi che venivano mostrati ai telespettatori ai loro debutti televisivi.

Il successo riscosso da alcune di queste puntate che vedevano nel parterre degli ospiti i principali comici italiani ha fatto si che Enrico Mentana cambiasse strada in maniera più radicale.

Una strada che non sento di condividere poichè, come ho detto prima, modifica dell’essenza stessa di Matrix trasformandolo in una succursale di Zelig.

Gabriella Germani si è impossessata della poltrona principale dello studio al posto del politico più in voga e a farle da corollario troviamo a rotazione i comici più noti del piccolo schermo.

Una comicità e una satira che non sono più prerogativa esclusiva della serata del venerdi ma iniziano ad “allargarsi” anche alle altre puntate della settimana.

E se è vero che gli ascolti parlano chiaro e premiano questa comicità, è pur vero che è necessaria una valida alternativa alle puntate di Porta a Porta sulla chirurgia estetica!!!

A volte arrivare secondi è preferibile all’arrivar primi… soprattutto quando ne va di mezzo la professionalità di un giornalista.





19
dicembre

MATRIX SI AUTOELIMINA DALLA CORSA AL TELEGATTO

Matrix @ Davide Maggio .it

Parlando delle nominations della prossima edizione del Gran Premio dello Spettacolo (aka I Telegatti), avevo manifestato le mie perplessità su alcune scelte fatte in ordine all’inserimento di alcuni programmi in determinate categorie.

Avevo sottolineato, nello specifico, come stonasse nella categoria “Informazione e Approfondimento” l’accostamento di Lucignolo e Le Invasioni Barbariche (più il primo che il secondo, a dire la verità) accanto ad un programma come Matrix che non avrebbe potuto “gareggiare” con validissimi concorrenti come Porta a Porta, Ballarò, Otto e Mezzo e via discorrendo.

Ebbene, è notizia di poche ore fa che Enrico Mentana, per gli stessi motivi che suscitavano in me perplessità, abbia autoeliminato il Suo programma MATRIX dalla corsa al Telegatto  

Queste le parole del popolare giornalista in comunicato stampa di Mediaset :  

“Da ormai 15 mesi – spiega il direttore Enrico Mentana – Matrix fa parte di un panorama informativo che sulle varie reti si articola in un’offerta estremamente competitiva. Solo per citare alcuni titoli, da Porta a Porta a Otto e Mezzo, da Ballaro’ all’Infedele, da Anno Zero a Report. Pur comprendendo la logica delle votazioni popolari, non mi pare giusto che nessuno di questi programmi sia stato reputato degno di competere per i Telegatti, dove invece figurano – insieme a Matrix – due trasmissioni pur apprezzabili come ‘Lucignolo’ e ‘Le invasioni barbariche’.” “Ritengo – conclude Mentana – quindi doveroso ritirare il programma che ho creato con Davide Parenti dalla competizione, alla quale auguro comunque il massimo successo”.

Che dire. Bravo Enrico!


29
settembre

LA SOAP OPERA DEI PALINSESTI IMPAZZITI

Non ho mai scritto un post che si limitasse a riportare pedissequamente gli scritti di qualche altro autore.

Avete presente, però, quando, leggendo un giornale, un blog o qualsiasi altra fonte di notizie condividi un articolo al punto tale da dire a Te stesso : “Ecco. Esattamente ciò che avrei scritto io“?

Aldo Grasso @ Davide Maggio .itUna sensazione grazie alla quale Ti sembra che ciò che stai leggendo sia la materializzazione dei Tuoi pensieri!

Bene! A me è capitato con l’articolo di Aldo Grasso (nella foto) che sto per riportarVi, pubblicato ieri sul Corriere della Sera.

Lungi da me il paragonare i semplici scritti di questo blog ad una penna elegante qual è quella del noto critico televisivo! Ci mancherebbe altro!

Parlo, fondamentalmente, dei contenuti, non della forma e non Vi nascondo che l’aver trovato, nell’articolo di Grasso, delle affinità di interpretazioni e di vedute con quanto ho scritto alcuni giorni fa e con ciò che penso su questa ”scostumata” questione, mi ha inorgoglito un po’! 

Oggetto di analisi è  l’ormai infinita “soap opera dei palinsesti impazziti”.

Buona Lettura 

Un sinistro scricchiolio sta allarmando i custodi del palazzo televisivo. Da dove proviene? Chi l’ha provocato? Lo scricchiolio è causato dalla follia dei palinsesti. Che ormai oscillano come trottole, mappe impazzite. Da tempo, sui giornali, l’inizio della prima serata di Canale 5 e Raiuno è segnalato alle 21. In realtà, non inizia mai prima delle 21.20.
Perché questo inganno? La seconda serata non esiste più, è slittata a mezzanotte. Gli show finiscono all’ una di notte, con buona pace di chi la mattina deve alzarsi. Un telefilm di successo come Dr. House viene brutalmente spostato causando la ribellione dei telespettatori; il programma di Bonolis va in prima serata, poi in seconda, poi viene collocato nella fascia preserale; Reality circus dal lunedì passa alla domenica, dalla domenica al mercoledì: una giostra. Le anomalie non finiscono qui, anzi paiono ben più profonde. Joe Petrosino vince ampiamente la serata di domenica 24 settembre con quasi sei milioni di spettatori, favorito dal clamoroso flop del reality di Canale 5 (3.104.000 spettatori, 16,38% di share, 5/6 punti sotto gli obiettivi della rete). Lunedì 25 Petrosino perde duecentomila spettatori e quasi il 5% di share, andando contro una logica sempre rispettata: ovvero che la seconda puntata di una fiction di successo va meglio della prima, per l’effetto valanga e per l’effetto persistenza, degli spettatori che hanno visto la prima. Ma qui entra in gioco la contro- programmazione de L’Onore e il rispetto, coi suoi 5.656.000 spettatori (22%), già accumulati nelle 4 puntate precedenti. Altri flop da palinsesto. Le quattro serate di Miss Italia, a dimostrazione di come ormai la manifestazione non sia più vissuta come evento. O l’inatteso insuccesso di Luca Barbareschi: Giorni da Leone 2, il seguito di una fiction in onda nel 2002. Allora fece il 20% di share, ma il seguito non funziona. La prima puntata (5 settembre) ha uno share di appena il 12,16 per cento, ridicolo per Raiuno. Tanto che si decide di sfilarla subito per sostituirla con una replica di Bartali.

Ma la situazione più clamorosa riguarda Paolo Bonolis. Fattore C, un format così collaudato e sperimentato da sembrare un plagio, floppa clamorosamente in prima serata: domenica 10 settembre supera il 23% di share ma la domenica successiva crolla al 17,61. Spostato nel preserale non fa di meglio, meno del 18% di share.

Programmi dislocati, orari oltraggiati, soppressioni improvvise, sforamenti abituali. Il palinsesto (dal greco palímpsèstos, «raschiato di nuovo», a significare l’originale programmazione trimestrale fatta di tanti fogli sovrapposti) è ormai inattendibile. Rispetto ai corrispettivi francesi (grille) e inglesi (schedule), il termine italiano sottolinea l’incessante lavoro di perfezionamento, ridefinizione, correzione cui è sottoposta la programmazione. Che può essere infatti continuamente rielaborata in rapporto agli obiettivi della rete (proprio come le antiche pergamene venivano continuamente corrette e riutilizzate). Ma la sensazione è che la nostra programmazione venga raschiata ogni giorno, senza sosta, da una mano insensata. Ciò che vediamo sul piccolo schermo corrisponde raramente a ciò che è riportato dalle guide ufficiali.

«Il palinsesto è matematica», sostiene Alba Parietti. Ha ragione. Ma il suo reality sa contare solo fino al 7 (di share). Gli esempi si sprecano, giusto per fornire una sismografia del terremoto in atto. Per Raiuno e Canale 5, come detto, il ritardo è cronico, e francamente anche un po’ ridicolo.

Non va molto meglio sulle altri reti, la litania dello sforamento si ripete. Il telefilm su Raidue e The Oc su Italia 1 iniziano con cinque minuti di ritardo, il film su Retequattro con quindici. Raitre è in orario, e anche La7 non sgarra. Però il programma di Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni sfora volentieri. Nel maggio scorso ha ceduto la linea a Gad Lerner solo alle 21.43. Che non l’ha mollata prima delle 24.00. Per la disperazione di Piero Chiambretti, previsto con Markette alle 23.30. Siccome non è un caso isolato, il conduttore ha pensato di ribattezzare il suo programma Uno mattina Markette.
L’altra sera ha bevuto il calice amaro anche Bruno Vespa battuto da Enrico Mentana che aveva in studio Luciano Moggi (Moggi è la variabile impazzita del palinsesto: una volta era chiamato per rispetto adesso per alzare l’audience). Ma Vespa è stato costretto dal film di Raiuno a partire molto tardi. Da cosa dipende questa debolezza intrinseca della tv generalista, questa assurda partita a scacchi che denota mancanza di rispetto nei confronti dello spettatore? Alcuni impazzimenti sono dovuti alle logiche perverse dei palinsesti.

Il ritardo della prima serata è stato «inventato» da Striscia la notizia per fare il pieno d’ascolto. Da questo «male» ne discende un altro ancora più grosso. Per non avere concorrenza in quell’ ora topica, Mediaset è stata costretta a riportare Bonolis all’ovile, a peso d’oro. Ma Bonolis è tornato con tutto il clan di Lucio Presta (Paola Perego, Amadeus, Panicucci) imponendo alcuni programmi rivelatisi poi dei fallimenti (Amadeus è già sparito dal video).

Visto che parliamo di clan, la disarticolazione dei palinsesti dipende anche dal fatto che in troppi ci mettono le mani. Ormai personaggi come Lucio Presta, Bibi Ballandi, Lele Mora, Beppe Caschetto contano più dei direttori di rete. Non a caso a dirigere Raiuno c’è Fabrizio Del Noce, un giornalista che non si era mai occupato di programmazione. A dirigere Canale 5 ci sarà Massimo Donelli (tanti auguri!), la cui unica esperienza tv consiste nell’ aver diretto Sorrisi e canzoni (dove spesso si è lamentato dell’infedeltà dei palinsesti!). Qualcuno imputa la follia della programmazione alla crisi imprevista dei reality (difficoltà che coinvolge persino un campione d’ascolti come L’isola dei famosi) o all’esplosione del satellite, di Sky (è il caso di Lost, laserie di culto, che in onda il lunedì regala share record a Fox). Qualcun altro, più addentro, la spiega con la difficoltà delle reti ammiraglie (specie Canale 5) a raggiungere gli obbiettivi promessi agli investitori pubblicitari; di qui gli spostamenti, le protezioni, i traslochi, le cancellazioni apparentemente inspiegabili. Tutto questo mina due meccanismi su cui si fonda, o si dovrebbe fondare, il patto comunicativo della tv: l’abitudine e la fedeltà. Il pubblico è consuetudinario e affezionato ai programmi preferiti. Perché svilire così il palinsesto? Gli orari dei treni non sono sufficienti per garantire a un Paese una rete efficiente di trasporti, ma senza orario i treni non si muovono, e se si muovono creano solo caos.