Enrico Letta



15
aprile

ENRICO MENTANA CONTRO LETTA: MI DIMETTO SE TROVA UNA NOTIZIA INVENTATA DAL TGLA7

Enrico Mentana

Enrico Mentana ha messo la propria testa sul piatto in risposta alle accuse inoltrategli da Enrico Letta. Lo ha fatto ieri sera, sfidando pubblicamente l’esponente democratico durante il notiziario delle 20. Il giornalista lo ha invitato a trovare entro un mese una notizia falsa divulgata dal TgLa7 sul suo conto: se l’ex premier dovesse riuscirci, il Mitraglietta lascerà la direzione del notiziario.

Il contenzioso tra i due era deflagrato l’altro ieri sui social network, quando Letta – smentendo le indiscrezioni di Libero su un suo passaggio al Nuovo Centro Destra – aveva accusato il TgLa7 di divulgare notizie inventate. A stretto giro, il giornalista aveva invitato l’ex premier a recuperare la sua “antica pacatezza”, rimandando la replica più sferzante a ieri sera.

Davanti alle telecamere, Mentana ha contrattaccato così:

“…La correttezza del nostro lavoro è il nostro pane, senza un riconoscimento della nostra correttezza non potremmo andare avanti. Quindi sfidiamo pubblicamente l’onorevole Letta a trovare entro un mese, da oggi, una volta sola in cui questo telegiornale ha inventato una notizia. Se la trova, lo dico già da oggi, mi dimetterò da direttore di questo telegiornale. Spero che se invece non la troverà penserà lui a come fare fede alla mancata parola”.




14
aprile

ENRICO LETTA CONTRO IL TGLA7: INVENTA NOTIZIE SU DI ME. MENTANA REPLICA

Enrico Letta

Ogni tanto, anche i democristiani perdono la pazienza. E, quando capita, è per loro un’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Ieri, a tradire la sua proverbiale pacatezza, è stato Enrico Letta, che sui social network ha rifilato una stoccata ad Enrico Mentana e al suo TgLa7. In particolare, l’ex premier ha accusato il notiziario del Mitraglietta di divulgare spesso notizie prive di fondamento sul suo conto. La replica del giornalista non si è fatta attendere.

Prima di sfogarsi su Facebook, l’esponente Pd era stato interpellato da alcuni internauti sulle indiscrezioni riguardanti un suo possibile passaggio al Nuovo Centro Destra. Il rumor in questione era stato lanciato dal quotidiano Libero e poi ripreso dal TgLa7 in un servizio. Infastidito da queste voci di corridoio, Letta ha risposto ad una utente, prendendosela direttamente col telegiornale di Mentana (ma non con il quotidiano milanese):

“Qui su facebook Pinuccia Banfi mi ha chiesto se intendo entrare nel NCD. Tranquilla… è notizia inventata dal #tgla7, priva di fondamento come spesso capita quando il tg di Mentana parla di me”

ha scritto l’ex premier. Un episodio analogo si è ripetuto su Twitter. E, a stretto giro, Mentana ha replicato.

TgLa7: Mentana replica a Letta


25
gennaio

RAI, TERREMOTO RENZIANO: CAMBIO AI VERTICI DI TUTTE LE TESTATE? GUBITOSI VORREBBE LASCIARE

Luigi Gubitosi, Anna Matia Tarantola

RottameRai. Il verbo è declinato al futuro: ancora pochi giorni, infatti, e i vertici di Viale Mazzini potrebbero essere travolti da uno scossone non indifferente. Secondo i conoscitori della geologia politico-mediatica, l’epicentro sarebbe renziano. Con l’affermazione del sindaco di Firenze alla guida del Pd sono infatti cambiati alcuni equilibri di potere ed anche i piani alti del servizio pubblico avrebbero già avvertito il contraccolpo.

Rai: cambiano i direttori di tutte le testate?

Secondo indiscrezioni raccolte da Dagospia, i primi effetti del sisma potrebbero manifestarsi già lunedì prossimo, 27 gennaio, quando in Rai si riunirà un “pre-consiglio” di amministrazione (quello ufficiale è previsto per mercoledì 29). In quell’occasione i cinque membri di maggioranza dovrebbero decidere se avviare l’effetto domino, cioè se presentare un piano che includa il cambio di tutti i direttori delle testate Rai. Qualora si decidesse di agire in tal senso (ma l’ipotesi ci sembra un po’ troppo drastica), inizierebbero a traballare anche le poltrone di Mario Orfeo, Marcello Masi e Bianca Berlinguer, rispettivamente direttori di Tg1, Tg2 e Tg3.

Dei tre, il più a rischio sarebbe proprio Orfeo, arrivato a Saxa Rubra al tempo delle larghe intese (oggi sempre più compromesse); al suo posto potrebbe arrivare Monica Maggioni – dicono – ma molto dipenderà dalla tenuta de governo. Secondo Dagospia, anche Bianca Berlinguer potrebbe rimanere impallinata qualora la sua linea editoriale, tradizionalmente ‘bersaniana’ e ‘cuperliana’, non si adeguasse al nuovo corso del Pd. I cambiamenti, inoltre, potrebbero riguardare anche le poltrone più alte di Viale Mazzini, a cominciare da quella del Direttore Generale.

Rai, Gubitosi vorrebbe lasciare





29
settembre

CHE TEMPO CHE FA: FABIO FAZIO APRE CON ENRICO LETTA. LITTIZZETTO RADDOPPIA

Fabio Fazio, Enrico Letta, Che tempo che fa

L’uomo giusto al momento giusto. Stasera Che tempo che fa torna in onda su Rai3 e lo fa con un ospite di riguardo, il premier Enrico Letta. Nel giorno il cui il suo Governo si ritrova dimezzato ed in crisi, il Presidente del Consiglio siederà nello studio di Fabio Fazio e – salvo cambiamenti dell’ultima ora – risponderà alle domande del conduttore sulla situazione politica. Così, la trasmissione della terza rete ripartirà all’insegna della stringente attualità, collaudando sin da subito la sua nuova formula. Alla domenica, infatti, il talk show si allungherà di un’ora rispetto alle passate edizioni e – a partire dalle 20.10 – si protrarrà in tutto il prime time, fino alle 22.30.

Che tempo che fa – Ospiti della prima puntata

Presentato da Filippa Lagerback, Enrico Letta tornerà da Fabio Fazio esattamente cinque mesi dopo essere stato nominato Primo Ministro, ma nel bel mezzo di una crisi di governo. Ieri, infatti, Berlusconi ha fatto dimettere i ministri del Pdl dall’esecutivo, con un gesto che lo stesso premier ha definito “folle”. Ora come si evolverà la situazione? Stasera a Che tempo che fa interverranno anche il regista Ettore Scola, che ha partecipato alla 70° Mostra internazionale del cinema di Venezia con un documentario sulla vita di Fellini, e il pianista Stefano Bollani, alla vigilia di una nuova edizione della sua trasmissione tv Sostiene Bollani.

Che tempo che fa – Luciana Littizzetto raddoppia

L’Anteprima del programma sarà affidata al neurobiologo vegetale Stefano Mancuso, mentre il vicedirettore de La Stampa Massimo Gramellini e Luciana Littizzetto completeranno il menù della serata. La comica torinese, però, raddoppierà il suo intervento e, oltre al consueto commento ironico sulle notizie curiose della settimana, darà anche la buonanotte ai telespettatori. La sigla di questa undicesima edizione di Che tempo che fa – “Rainbows” – è stata realizzata da Raphael Gualazzi, che stasera si esibirà dal vivo con la sua band.


24
aprile

MASI RICHIAMA I DIRETTORI DI TG2 E TG3: FLORIS, ANNUNZIATA E SANTORO VIOLANO LA PAR CONDICIO

Mauro Masi, DG Rai

Il bilancino dell’informazione Rai pende troppo a sinistra e va riequilibrato, almeno secondo Mauro Masi. Ieri il DG di Viale Mazzini ha inviato una lettera di richiamo al direttore del Tg3 Bianca Berlinguer e a Mario De Scalzi, direttore ad interim del Tg2, sotto le cui responsabilità rienatrano i programmi d’approfondimento delle rispettive reti in tempo di par condicio. L’ammonimento, in particolare, riguarda le trasmissioni di Michele Santoro, Giovanni Floris e Lucia Annunziata, che avrebbero strizzato un po’ troppo l’occhio all’opposizione in queste settimane pre-elettorali.

Il più ‘indifeso’ rispetto al monito del DG pare Santoro, il quale giovedì scorso ha dedicato un’intera puntata del suo Annozero agli ultimi sviluppi del Ruby gate, con interviste e sfrucugliamenti ad hoc che incastrassero il Presidente del Consiglio. Durante la trasmissione, il giornalista ha mostrato anche un video inedito, “scomparso dai mezzi d’informazione”, nel quale Silvio Berlusconi racconta una barzelletta a luci rosse. Nonostante in studio fosse presente l’avvocato del  premier Maurizio Paniz, secondo Masi il programma avrebbe ecceduto con le staffilate anti-Cav. Il richiamo all’Annunziata riguarda invece la puntata di Potere alla quale erano invitati i magistrati Pierluigi Davigo e Armando Spataro insieme all’ex ministro della giustizia Roberto Castelli. ”I due giudici sono figure istituzionali e quindi al di fuori della par condicio“ ha rivendicato la giornalista.

La tirata d’orecchie indirizzata a Giovanni Floris, tramite Bianca Berlinguer, si riferisce invece a Ballarò di martedì scorso, 19 aprile. Il programma ospitava il ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini e il vicesegretario del Pd Enrico Letta, tra i quali si è innescato un acceso confronto sui tagli alla scuola pubblica. Il momento cult della serata è stato raggiunto quando il senatore democratico ha incalzato l’esponente di Governo brandendo una tabella fitta di dati e cifre (dettagli e video qui).  ”La puntata è stata corretta ed equilibrata” si è difeso Floris, aggiungendo: “non sono stato nemmeno sentito dall’azienda: non credo che un richiamo possa essere varato senza sentire la parte in causa“. Ma gli ’sbilanciamenti sinistri’ ravvisati da Masi non finiscono qui.





20
aprile

BALLARO’: ENRICO LETTA ACCUSA LA GELMINI DI NUOVI TAGLI ALLA SCUOLA. IL MINISTRO TENTENNA (VIDEO)

Il Ministro Gelmini a Ballarò

Non chiamateli tagli all’istruzione, sennò il Ministro Mariastella Gelmini si infervora e il dibattito televisivo finisce in vacca. Ieri sera a Ballarò si è innescata una bagarre sulle dichiarazioni di Enrico Letta (Pd), che ha mostrato in diretta tv un documento secondo il quale il Governo avrebbe approvato una restrizione dei fondi alla scuola per i prossimi anni. Tagli sì, tagli no, tagli forse: tra gli ospiti del talk show è iniziato un acceso scambio di battute e smentite reciproche nel quale, ad un tratto, si è inserito pure un collaboratore della Gelmini seduto tra il pubblico. Nello studio di Rai3 si è consumato così un duello inaspettato, insolito rispetto al contegnoso dibattito che va in scena da Floris ogni martedì sera.

L’Italia con il documento che il Ministro Gelmini ha approvato assieme a Tremonti ha deciso che i risparmi continuerà a farli sulla scuola, sui nostri figli, sul futuro“. Il colpo di teatro ieri sera l’ha riservato Enrico Letta. Durante la discussione a Ballarò, il deputato del Pd ha estratto una tabella con cifre sottolineate a penna, contenente i  tagli che – a suo dire – il Governo avrebbe deciso di operare a danno della scuola. Dati che il Ministro dell’Istruzione Gelmini, presente in studio, ha preteso di consultare davanti alle telecamere, come se non ne sapesse nulla. Possibile?

Dopo una breve lettura, però, l’esponente di governo rigettava le accuse di Letta in modo categorico: “Non ci saranno tagli alla scuola!“. Il secchione dei conduttori Giovanni Floris, intanto, passava in rassegna i numerini stampati sul documento e li sottoponeva nuovamente alla Gelmini. Evidente l’imbarazzo del Ministro, alle spalle della quale si agitava a mo’ di ventriloquo un suo collaboratore nel tentativo di  correggere le inesattezze che una lettura affrettata di quelle tabelle avrebbe potuto suggerire. “E’ una vergogna! I collaboratori del Ministro non possono partecipare al dibattito!” irrompeva Giovanni Valentini di Repubblica.


6
agosto

TG3 LINEA NOTTE E L’ESTATE CALDA DEI FINIANI IN TV: RISSA SFIORATA TRA LUPI E RAISI (CALIENDO IN COLLEGAMENTO TELEFONICO)

TG3 Linea Notte, Caliendo in collegamento telefonico

Non fa in tempo ad aprire bocca che si becca una tirata d’orecchie, ormai è così. Povero Minzo. Stavolta il direttore del Tg1 la marachella l’ha combinata sulla cronaca parlamentare degli scorsi giorni. Durante il cosiddetto pastone politico, il notiziario di Augusto Minzolini ha annoverato le voci di “Futuro e libertà” (il movimento dei finiani nato dal divorzio con Pdl, ndDM) tra i gruppi dell’opposizione, fra coloro che mettono il bastone tra le ruote al Cavaliere, per disarcionarlo. Benedetto della Vedova, vice-capogruppo vicario alla Camera di Fli, non ha gradito la sintesi del Tg1 e ha dichiarato il proprio disappunto ai microfoni di Radio Radicale. Ne è nato un piccolo scontro con Minzolini.

Io mi auguro che aver messo Fli all’opposizione sia stata una maliziosa svista” ha detto Della Vedova, che ha poi aggiunto sibillino “se dovesse continuare questo trattamento sarebbe inqualificabile e inaccettabile perché strumentale e infondato, e la Commissione di vigilanza e il Cda Rai dovranno esserne investiti”. Ancora uno sgambetto e i finiani chiameranno l’arbitro. Ma Minzolini che, come noto, non si fa mettere all’angolo e si rafforza a furia di prenderle, non ha fatto attendere la sua replica: “Non è accettabile che si pretenda di suggerire anche come strutturare il racconto politico violando così l’autonomia dei singoli giornalisti. Tutti i giornali dicono che, con l’astensione di Fli il governo non ha più la maggioranza. Forse sono loro che non hanno capito bene cosa fare”. Sottolineando la confusione che regna tra le fila dei finiani, Augusto sembra aver colto nel segno. E la prova, ancora una volta, ce l’ha data la tv.

Bastava guardare Linea Notte dell’altro ieri per rendersene conto. Nella trasmissione condotta da Bianca Belinguer rissa sfiorata tra Maurizio Lupi (Pdl) ed Enzo Raisi (Fli). La lite si è scatenata sul sottosegretario Caliendo e sull’inopportunità della sua presenza ad una cena con faccendiere Flavio Carboni, non propriamente uno stinco di santo. “Potresti fare un patto con Di Pietro”, “Fai demagogia”: i due esponenti di centrodestra se ne sono dette di tutti i colori in diretta, e il dibattito si è acceso ulteriormente dopo la telefonata dello stesso Caliendo, intervenuto per difendersi. Accanto a loro, le telecamere catturavano un Enrico Letta impietrito come una bella statuina. Ad agosto la politica in tv si fa rovente, ma non per tutti.