Ennio Morricone



4
maggio

NAPOLI MILIONARIA: MASSIMO RANIERI E IL TEATRO TORNANO IN TV. SI RIPETERA’ IL SUCCESSO DI “FILUMENA MARTURANO”?

Massimo Ranieri

Sul teatro in tv esistono da sempre due principali scuole di pensiero. C’è chi sostiene che il teatro, per sua natura, nulla abbia da condividere con il piccolo schermo, e debba pertanto essere apprezzato nella sua forma originale, e chi invece al contrario, crede che anche un mezzo come la tv, dai tempi e stili certamente differenti, possa dar spazio ad adattamenti di opere teatrali. A quest’ultima scuola appartiene di certo Massimo Ranieri, pronto a tornare questa sera su Rai1 con Napoli Milionaria, celebre commedia di Eduardo De Filippo.

Un secondo appuntamento molto atteso da pubblico e critica che già hanno applaudito e premiato Filumena Marturano. La commedia con protagonisti lo stesso Ranieri e Mariangela Melato, lo scorso 30 novembre, ottenne ben 5 milioni 714 mila spettatori e uno share del 20.43%. Un successo pronto a essere bissato da Napoli Milionaria, secondo adattamento di quattro opere teatrali del grande De Filippo.

Protagonista della commedia in tre atti sarà ancora una volta Massimo Ranieri che, oltre a firmare la regia teatrale e curare l’adattamento in italiano del testo con Gualtiero Peirce, darà vita a Gennaro Jovine, figura chiave della storia. Con lui, Barbara De Rossi, nei panni di Amalia Jovine ed Enzo Decaro che interpreterà l’avvenente Errico Settebellizze. Completano il cast: Luigi Petrucci, Fabrizio Nevola, Ester Botta, Clara Bindi, Piero Pepe, Tommaso Bianco, Antonia Truppo, Stefania Di Nardo, Diego Vanditti, Luigi Pisani, Enzo Garramone, Pasquale Russo, Francesca Colapitetro e Daniela Rapisarda.




2
maggio

CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO TRA PAR CONDICIO, SATIRA E SPETTACOLO. NERI MARCORE’ E LUCA BARBAROSSA CANTANO “IMMUNITA’” (VIDEO)

Luca Barbarossa, Neri Marcorè

Sul palco arrivano Albano e Romina, e al Concerto del Primo Maggio si cambia registro. Il ritmo lento della par condicio lascia spazio a quello rock dell’ironia. Ovviamente il duetto canoro non è mica quello originale (ussignur, ci mancava solo), ma quello parodistico realizzato dalle imitazioni di Neri Marcorè e Luca Barbarossa. Ieri pomeriggio il conduttore dell’evento musicale di Piazza San Giovanni e il cantautore hanno rispettato le promesse della vigilia, offrendo al pubblico un momento di satira pungente, ad personam. Durante un’esibizione hanno infatti proposto il brano “Immunità“, remake di “Felicità”, successo del 1982 cantato da Albano e Romina.

L’anno prossimo a Sanremo si sa già chi vince. C’è un duo, Alfano e Romina“. Luca Barbarossa imbraccia la chitarra e, nel bel mezzo del Concertone, provoca Neri Marcorè. Il bravo conduttore si trasforma in comico, camuffa la voce ed inizia la gag: musica. “Immunità è votare una legge che ti progegge, immunità, ti cancella un reato con un decreto, immunità (…) l’evasione fiscale diventa legale con l’immunità“. La canzoncina scalda subito la grande piazza, strappa sorrisi perchè è evidente che si riferisca a qualcuno che la par condicio impedisce di nominare: Silvio Berlusconi. Barbarossa e Marcorè stanno al gioco, e rincarano la dose : “Immunità, è abbreviare il processo e buttarlo nel cesso (…) senti che bello che è varare una legge che è solo per me, ed in galerà ci va chi protesterà“.

Uno dei momenti più frizzanti della lunga diretta trasmessa ieri da Rai3, efficace soprattutto perchè giocato sul filo del rasoio della par condicio. In seguito Marcorè ha anche ironizzato sulle incoerenze di un personaggio politico d’opposizione rimasto senza nome, ma con la voce identica a quella di Antonio Di Pietro. Per un anno al Concerto del primo maggio non tira aria di comizio, non c’è la solita propaganda militante, e lo si nota subito. L’evento torna ad essere innanzitutto uno spettacolo televisivo e di piazza, impreziosito dalla partecipazione straordinaria di artisti del calibro di Lucio Dalla, Francesco De Gregori ed Ennio Morricone.


1
maggio

CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO: OGGI SUL PALCO ANCHE ENNIO MORRICONE E FRANCESCO DE GREGORI

Concerto del Primo Maggio

Il Primo Maggio chiassoso e bivaccante del “Concertone” non manca mai. Le tradizioni vanno pur sempre rispettate e così, come ogni anno, oggi pomeriggio in diretta da Piazza San Giovanni a Roma andrà in onda la Festa dei Lavoratori in musica. L’evento, patrocinato da Cgil, Cisl e Uil, verrà trasmesso su Rai3 a cominciare dalle 15.o5 con un’anteprima. Alle 16 inizierà il concerto vero e proprio e stavolta, a presentarlo sul palco, ci sarà Neri Marcorè. L’artista dovrà affrontare l’esperienza con la sua verve ironica e mai offensiva, ma anche con lo spettro della par condicio sempre appresso. Sarà una grande festa dell’Unità (d’Italia), e infatti anche il tema di questa edizione - ”La storia siamo noi. La storia, la patria, il lavoro” – sarà ispirato alla storico centocinquantennale.

Al Concertone del Primo Maggio 2011 ci saranno Lucio Dalla e Francesco De Gregori, ma anche l’Orchestra Roma Sinfonietta con il contributo straordinario del direttore premio Oscar Ennio Morricone che eseguirà la sua “Elegia per l’Italia“. Poi una sfilza di artisti, alcuni dei quali abituè dell’evento. Saliranno sul palco:  Subsonica, Caparezza con Tony Hadley e Alborosie, Gino Paoli, Daniele Silvestri, Peppe Servillo e Fausto Mesolella, Modena City Ramblers, Bandabardò con Peppe Voltarelli, Edoardo Bennato, Paola Turci, Eugenio Finardi, Enzo Avitabile con Raiz e Cò Sang, Giuliano Palma & The Bluebeaters con Nina Zilli, Rebecca, Autoreverse, Bandervish, Erica Mou, Paolo Belli con Qbeta e Tinturia, Enrico Capuano, Chiara Civello, Lucariello, ’Nduccio, Luca Barbarossa ed Edoardo De Angelis.

In onore alla sua tradizione squisitamente militante, il Primo Maggio musicale di Piazza San Giovanni ospiterà anche alcuni interventi dal palco. Sono attesi, a riguardo, i contributi di Gherardo Colombo, che parlarà di democrazia, una performance inedita di Ascanio Celestini e la partecipazione di Anna Bonaiuto, Claudio Santamaria, Sonia Bergamasco, Marco Presta, Carlotta Natoli. Inoltre verrà trasmesso un videomessaggio inviato dello scrittore Andrea Camilleri. Anche Radio2 seguirà il Concerto con una diretta che inizierà alle 14 e si protrarrà fino a mezzanotte.





28
aprile

CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO: GRANDI OSPITI MUSICALI E LO SPETTRO DELLA PAR CONDICIO.

Concerto del Primo Maggio

Fervono i preparativi per il grande classico della festa dei lavoratori. Per il Concerto del Primo Maggio, la cui conduzione è affidata quest’anno a Neri Marcorè, due grandi sfide: la manifestazione a poche fermate di metro’ per la beatificazione-evento di Giovanni Paolo II e il cappio dell’equilibrio pre-elezioni che determinerà in qualche modo l’impostazione dello spettacolo. Il presentatore ha già infatti dichiarato: ‘La parte dedicata alla satira sarà molto sacrificata dalla par condicio. Anche se la satira dovrebbe essere libera.’

Un bel parterre di ospiti per l’evento che sarà trasmesso da Raitre e da Radiodue, un cast nutrito più che mai di cantanti di esperienza piuttosto che di band underground. Sul palco di piazza San Giovanni saliranno personaggi del calibro di Ennio Morricone, Edoardo Bennato, Gino Paoli, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Daniele Silvestri, Capareza, Eugenio Finardi. Interverranno anche Andrea Camilleri e Ascanio Celestini, due autori che ultimamente si sono schierati abbastanza nettamente contro il governo e che dallo storico appuntamento della sinistra suoneranno a loro modo la carica.

Le polemiche ovviamente non mancheranno, considerato l’obiettivo delle organizzazioni sindacali di martellare sul rapporto fondamentale nel nostro sistema democratico tra libertà e lavoro: un messaggio che non sarà sicuramente gradito alle parti della maggioranza che hanno rilanciato a vario titolo esigenze di riforma proprio dell’articolo 1 della Costituzione che questo concetto esprime in maniera chiarissima.


30
novembre

FILUMENA MARTURANO: RAIUNO DIVENTA TEATRO CON MARIANGELA MELATO E MASSIMO RANIERI NEI PANNI DI DON MIMI’.

Filumena Marturano

“Non è il teatro che torna in tv dopo 33 anni, ma la tv che diventa teatro. Con queste parole il direttore di Raiuno, Mauro Mazza, ha presentato ieri al Teatro Eliseo di Roma, con Massimo Ranieri, Mariangela Melato, Ennio Morricone e tutto il cast, il nuovo ambizioso progetto di Raiuno: riportare in tv, a distanza di decenni, il teatro di Eduardo De Filippo. Un esperimento che prende il via stasera alle 21,10 con la prima delle quattro commedie eduardiane, scelte nel vasto repertorio dell’artista per l’attualità dei temi trattati, Filumena Marturano.

Nelle vesti dell’ex prostituta con un bisogno disperato di avere una famiglia troviamo Mariangela Melato che in passato rifiutò il ruolo più volte a causa del suo sentirsi “troppo milanese” per la parte. Ora la Melato è più matura e pronta ad affrontare la sfida. A convincerla proprio l’elemento più innovativo e discusso della rivisitazione firmata da Massimo Ranieri: la traduzione dal napoletano all’italiano del testo originale del 1946.  Accanto all’attrice lo stesso Ranieri che, cimentandosi nel doppio ruolo di regista e inteprete, veste i panni di Don Mimì.

Ma l’adattamento della commedia eduardiana al contesto televisivo non si esaurisce con la scelta del linguaggio, che abbandona il dialetto napoletano a favore di un italiano che renda la commedia comprensibile a tutti; a completarlo anche la scelta della forma e dei ritmi. Con mix tra teatro, fiction e film, la Filumena Marturano di Ranieri si propone come un prodotto nuovo, mai visto prima. Scelte che fanno discutere e che rendono il progetto tanto impegnativo quanto rischioso; ad abbassare il rischio flop la collocazione strategica nella serata del martedì.





15
marzo

PANE E LIBERTA’, LA FAVOLA BELLA DI GIUSEPPE DI VITTORIO

Pane e Libertà

“Nessuno dovrà più morire per un pezzo di pane”: questo il giuramento solenne, la straziante dichiarazioni d’intenti che, ancora bambino, Giuseppe Di Vittorio pronuncia, fra le lacrime, di fronte a un piccolo compagno di lavoro morente. Una lezione, la sua, di struggente umanità e straordinaria intelligenza politica posta al centro di una fiction “Pane e libertà” che Raiuno trasmetterà domenica 15 e lunedì 16 marzo.

In una società, quella italiana dello scorso secolo, dominata da rapporti sociali arcaici e iniqui, dove la vita di un povero diavolo vale qualche sacco di fave, dove la soddisfazione dei bisogni primari, pane e libertà per l’appunto, diviene oggetto di una costante rincorsa, va in scena l’eterna lotta fra oppressi e oppressori, tra signori e “cafoni”. Alla frustrante rassegnazione dei braccianti meridionali, condannati, da secoli, a una vita di sudore, stenti e sofferenze, ben esemplificata da motti quali “mondo è e mondo sarà”, “solo Dio e il padrone ci danno da mangiare”, (espressioni di tragico disincanto che tanto c’hanno fatto pensare al verghiano “chista è la vita”), Di Vittorio tenta, caparbiamente, di opporsi, offrendo loro, finalmente, la speranza di un cambiamento.

Intrappolati in claustrofobici reticoli sociali di chiaro stampo feudale, i contadini pugliesi trovano, grazie al carismatico “sindacalista della moto rossa” , il coraggio di ribellarsi, di non togliersi più servilmente la coppola di fronte al padrone, di reclamare rispetto per la loro dignità di uomini e lavoratori. Per quanto, oggi, tali conquiste appaiano (o almeno lo si spera) patrimonio inalienabile e sicuro della nostra società, allora, non poteva dirsi certo lo stesso e l’importanza della lezione Di Vittorio alberga proprio nell’idea alta, nobile e decisamente anticonformista per il tempo che egli ha dei rapporti sociali e politici.