Commissione di Vigilanza Rai



17
luglio

DMLIVE24: 17 LUGLIO 2013. LA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI NEGLI STUDI DI ESTATE IN DIRETTA

Roberto Fico, Presidente Commissione Vigilanza Rai

Roberto Fico, Presidente Commissione Vigilanza Rai

>>> Dal Diario di ieri…

  • La Commissione di Vigilanza Rai negli studi di Estate in Diretta

Dal Facebook di Marco Liorni: Oggi (ieri, ndDM) commissione di vigilanza Rai nello studio di Estate in diretta. Fico in testa. Gli abbiamo raccontato la scaletta del programma e mostrato lo studio. Sembravano interessati, si mostravano interessati. La commissione vigila.




7
giugno

IL GRILLINO ROBERTO FICO E’ IL NUOVO PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI

Roberto Fico

Grillini di lotta e di governo: ora le mani sulla Rai ce le hanno messe anche loro. Con 29 voti a favore, il parlamentare del Movimento Cinque Stelle Roberto Fico è stato eletto Presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Succederà a Sergio Zavoli. Trentottenne, napoletano, alla conta delle preferenze l’onorevole pentastellato ha incassato anche i suffragi di Pd e Pdl. Anzi, “Pd meno elle” (per usare il gergo grillino). Le schede bianche sono state cinque, un voto è stato assegnato ad Augusto Minzolini, uno all’ex ministro Mariastella Gelmini ed uno alla deputata del Pd Paola De Micheli.

Faremo sicuramente un ottimo lavoro, spero che il faro di questa commissione sia cercare di staccare la politica dall’informazione e dalla tv di Stato (…) Quello che avviene sui palchi non ha niente a che vedere con la Vigilanza. Con me lavoratori e giornalisti liberi saranno sempre tutelati

ha dichiarato Fico nel suo discorso d’insediamento, forse nel tentativo di rassicurare i presenti rispetto alle invettive lanciate nei giorni scorsi da Beppe Grillo contro la tv pubblica. Il comico genovese, infatti, se l’era presa con la giornalista Milena Gabanelli per un servizio di Report sgradito al Movimento e aveva minacciato il conduttore di Ballarò Giovanni Floris: “faremo i conti…”. Solo poco tempo prima il leader grillino si era scagliato contro Rai3, invocandone la chiusura.


2
giugno

BEPPE GRILLO: ANDREMO IN TV, VOGLIAMO LA PRESIDENZA DELLA RAI

Beppe Grillo

Il richiamo della tv nell’Italia di oggi è irresistibile. Che tu voglia cantare, ballare, cucinare, fare politica, vendere il tuo libro, far conoscere la tua ricerca che salverà il mondo o anche solo urlare ai quattro venti il tuo dissenso nei confronti del sistema, anche e soprattutto televisivo, non potrai restare a lungo lontano dal tubo catodico. Ti tocca, c’è poco da fare. E, a quanto pare, a breve toccherà anche al Movimento 5 Stelle.

I grillini, finora invitati a tenersi ben lontani dagli schermi televisivi, stanno prendendo in considerazione l’ipotesi di visitare i già affollati salotti dei talk show e programmi politici, stando a quanto dichiarato dal leader Beppe Grillo in occasione di un comizio a Mascalucia, Catania.

In tv ci andremo con le nostre persone più accorte che spiegheranno tutto quanto stiamo facendo”

E se ne dovrebbero vedere delle belle, tenuto conto che Grillo dal suo blog lancia attacchi alla Rai, “un pozzo senza fondo che nel solo 2012 ha perso 200 milioni di euro e soprattutto ai suoi giornalisti, “che dovranno in futuro rendere conto della loro omertà, dei loro attacchi telecomandati, dei loro silenzi. Sono responsabili più dei loro padroni, di chi li ha assunti, di chi gli telefona (ma sovente non è neppure necessario) per dettargli palinsesto, contenuti e persino le parole e le pause. Non ci sono più le veline, si è passati direttamente alla dettatura“.





4
gennaio

PAR CONDICIO, SERGIO ZAVOLI ACCUSA: “SGARRO PALESE E GRAVE”. SALTA L’OSPITATA DI MONTI DA GILETTI

Mario Monti, Unomattina

Più che il Professore, stavolta Mario Monti è sembrato Pierino la peste. Zitto zitto, sobrio sobrio, nel giro di venti giorni il premier uscente si è fatto ospitare per ben due volte a Unomattina, proprio all’inizio della campagna elettorale. Tale situazione, però, non è passata inosservata al Presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli, che ieri avrebbe tuonato: “dobbiamo chiarire con l’azienda se i direttori di reti o di testate decidano da soli chi invitare“, parlando di “atteggiamento recidivo e inquietante” e lamentando uno sgarro alla par condicio “palese e grave.

Sull’onda delle parole pronunciate dal Presidente dell’Authority, il quale – va precisato – non si è mai riferito esplicitamente al Premier, è saltata l’intervista che Monti avrebbe dovuto rilasciare a Massimo Giletti nel corso de L’Arena di domenica prossima, 6 gennaio. Le dichiarazioni di Zavoli sono state rilasciate durante la seduta della commissione di Vigilanza, che ieri ha approvato a larghissima maggioranza la delibera sul regolamento per l’applicazione della par condicio sulle reti Rai, apportando ad essa alcune modifiche. Tra le più significative applicate alla bozza iniziale, la cancellazione del “diritto di tribuna finale” a Monti in quanto premier uscente.

Nella delibera della Vigilanza è stato inoltre meglio specificato l’ambito di intervento concesso a chi ha un ruolo istituzionale ed è allo stesso tempo candidato. Da parte sua, Zavoli ha anche ricordato i contenuti della lettera da lui inviata al DG Rai Gubitosi (con relativa risposta) in cui si raccomandava di garantire una situazione di equilibrio anche nella fasce antecedente alla presentazione delle liste, secondo quanto indicato dalla delibera del 2008 sulla par condicio e dall’atto di indirizzo del 2003.


12
luglio

ANNA MARIA TARANTOLA PRESIDENTE RAI: VIA LIBERA DALLA VIGILANZA

Anna Maria Tarantola

Via libera ad Anna Maria Tarantola e ai suoi ’super poteri’. La commissione di Vigilanza parlamentare riunitasi questo pomeriggio ha dato il suo voto favorevole alla nomina del nuovo Presidente Rai, ratificando l’assenso espresso martedì scorso dal CdA. Ora, per completare la procedura per l’assegnazione dell’incarico dirigenziale, il Consiglio di Viale Mazzini dovrà prendere atto della decisione arrivata poco fa dalla Vigilanza.

I voti favorevoli ad Anna Maria Tarantola sono stati 31, sei i commissari assenti, due le schede bianche ed una nulla. Un risultato, questo, tutt’altro che scontato: sulla nomina del nuovo Presidente Rai, infatti, si giocava una partita connotata politicamente, con il Pdl che aveva annunciato battaglia sull’assegnazione di ampi poteri al nuovo vertice della tv pubblica. Il Governo, infatti, aveva espresso l’intenzione di affidare alla ex manager di Bankitalia (e al futuro DG Luigi Gubitosi) il potere di firma sui contratti fino a 10 milioni di euro e il potere di nomina e rimozione dei dirigenti di primo e secondo livello.

Su questi temi il centrodestra aveva promesso un braccio di ferro durissimo, minacciando di mandare all’aria la votazione odierna. Tuttavia, alle 14.30, il capogruppo al Senato del Pdl Maurizio Gasparri, aveva varcato il portone della Vigilanza con il pollice alzato, come a lasciar intendere che tutto andava bene e che la fumata bianca sarebbe arrivata. Così è stato: Anna Maria Tarantola è il nuovo Presidente Rai.





2
marzo

PAR CONDICIO IN RAI, IL PDL PROPONE I CONDUTTORI A ‘TARGHE ALTERNE’. E SANTORO: SIAMO AL MINCULPOP.

Michele Santoro, Bruno Vespa

Conduttori a “targhe alterne” per garantire la par condicio in tv. Qualcuno la bollerà all’istante come una provocazione bizzarra, da carnevale, ma la proposta avanzata ieri dal Pdl in Commissione di Vigilanza Rai ha tutta l’aria di essere seria. Anzi serissima. Secondo Alessio Butti, relatore di maggioranza della bozza,  l’occupazione delle serate televisive di martedì e il giovedì sarebbe infatti diventata una anomala “rendita a vantaggio di alcuni conduttori“, perciò una situazione non proprio all’insegna del pluralismo. Bisogna quindi cambiare registro… Michele Santoro e Giovanni Floris stiano in campana: il riferimento allo sbilanciamento a sinistra riguarda soprattutto loro.

Così, per evitare che una voce prenda il sopravvento o abbia più risonanza delle altre, il Pdl ha pensato ad un avvicendamento di giornalisti con diversa formazione culturale per i talk show che occupano le fasce migliori del palinsesto. In questo modo Annozero e Ballarò non sarebbero più le reginette incontrastate del prime time giornalistico. Secondo la relazione di Butti, potrebbero infatti essere sostituite a turno da “altri spazi informativi e/o di approfondimento affidati ad altri conduttori, da posizionare negli stessi giorni (martedì e giovedì), alla stessa ora (prima serata), sulle stesse reti e con le stesse risorse esistenti secondo una equilibrata alternanza settimanale“. Una proposta originale, senza dubbio.

Tra i giornalisti ‘filo-govenativi’ che potremmo quindi trovare in prima serata, magari proprio al posto di Santoro, ci sono Giuliano Ferrara (che il 16 marzo esordirà con Radio Londra dopo di Tg1 delle 20, ndDM), il presentatore de L’Ultima Parola Gianluigi Paragone, ma anche Bruno Vespa. Nella norma proposta da Butti ci sono anche regole che attribiscono  responsabilità civili e penali ai conduttori. In particolare, si stabilisce che “qualora non si giunga a formalizzare un accordo con il conduttore, la Rai provveda a stipulare contratti in cui sia individuata con chiarezza la responsabilità del conduttore e le relative sanzioni in ordine all’attendibilità e alla qualità delle notizie diffuse“. Secondo alcuni, un riferimento alle vicende di Milena Gabanelli e ai bisticci del suo Report con l’azienda.


16
marzo

IL CDA RAI CONFERMA LO STOP AI TALK SHOW: LA PALLA PASSA ALLA COMMISSIONE DI VIGILANZA

Nulla da fare. Il Consiglio di Amministrazione della Rai ha confermato, nella riunione d’urgenza convocata ieri dal Presidente Paolo Garimberti, la delibera approvata il 1° marzo scorso: tutti i talk show politici resteranno sospesi fino alla conclusione del periodo elettore. La decisione, votata a maggioranza (5 voti contro 4) nonostante l’auspicio di Garimberti nel trovare un “punto di incontro” e la lettera del Presidente dell’AgCom Corrado Calabrò, cozza con la sospensione del Tar del Lazio del provvedimento varato dall’AgCom per le emittenti private, anch’esso basato sul regolamento predisposto per la Rai dalla Commissione di Vigilanza.

In altre parole, mentre Sky, Mediaset e Telecom Italia Media potranno proporre regolarmente programmi di approfondimento politico conformi alla legge sulla par condicio, la Rai sarà l’unica a doversi affidare alle sole tribune elettorali. Il CdA ha comunque dato mandato al Direttore Generale della Rai Mauro Masi di illustrare la situazione alla Commissione di Vigilanza (il cui Ufficio di Presidenza è convocato per oggi alle 13.30), a cui spetta quindi la “decisione” finale.

Il Presidente della Rai Paolo Garimberti rispetta la decisione della maggioranza ma si dichiara amareggiato “per la divisione” in Consiglio di Amministrazione e per la “mancata ripresa dei talk show”. Il Presidente della Vigilanza Sergio Zavoli, che insieme a Mauro Masi avrà il compito di trovare urgentemente una strada alternativa, ha espresso tutta la sua contrarietà alla delibera: “Si attendeva una scelta diversa in ordine all’invito di ripristinare i programmi d’approfondimento nel periodo elettorale, per i quali era gia’ stata ritenuta non obbligata la loro soppressione”.

Dura anche la reazione di Giovanni Floris: