Big Red



12
gennaio

IL GABIBBO NON E’ UN PLAGIO DI BIG RED. DOPO QUASI 15 ANNI DI CONTENZIOSI, LO STABILISCE CASSAZIONE

Big Red vs Gabibo

Dopo quasi tre lustri di contenzioso il Gabibbo può tornare a dormire sonni sereni. Il pupazzo animato da Gero Caldarelli con la voce di Lorenzo Beccati non è un plagio e può continuare ad esistere. Ci riferiamo alla causa che ha visto contrapposti Antonio Ricci e la Western Kentucky University sin dal 2003. Il motivo? La somiglianza tra il pupazzo di Striscia La Notizia e Big Red, la mascotte sportiva della squadra americana.




8
aprile

DM LIVE24: 8 APRILE 2012. BIG RED CONTRO IL GABIBBO, MOBILITAZIONE DEI PARTECIPANTI ALL’EUROVISION SONG CONTEST 2012

Diario della Televisione Italiana del 8 aprile 2012

>>> Dal Diario di ieri…

  • Big Red VS Gabibbo

Giuseppe ha scritto alle 00:48

Con una nota andata in onda durante la puntata di ieri, Striscia la Notizia ha reso noto gli sviluppi giudiziari dell’accusa di plagio relativa al Gabibbo. “Ricorreremo in appello d’urgenza chiedendo la sospensione immediata degli effetti della sentenza del Tribunale di Milano che ha ravvisato uno sviluppo evolutivo da parte del Gabibbo nei confronti della misconosciuta e muta mascotte di un’Università del Kentucky” (noto come Big Red). “Il Gabibbo, nato all’epoca degli esternatori, è un vero e proprio personaggio che rappresenta il populismo catodico. Significa che in Tv qualunque banale pupazzo, se bercia o arringa moraleggiando, può ottenere il massimo della credibilità e popolarità. Condannarlo per la banalità delle sue forme, che lo rendono simile a decine e decine di altri pupazzi infantili dalla bocca larga, è una vera e propria assurdità”. (fonte Striscia la Notizia.it)

  • Mobilitazione dei partecipanti all’Eurovision Song Contest

Giuseppe ha scritto alle 00:51

Mancano sei settimane dall’inizio dell’Eurovision Song Contest 2012, il concorso musicale europeo che quest’anno si terrà in Azerbaigian, paese vincitore della scorsa edizione. Nell’imminenza dell’evento è in pieno svolgimento una mobilitazione di decine di partecipanti delle passate edizioni, da Danimarca, Finlandia, Olanda, Islanda, Norvegia, Polonia, Ucraina, Regno Unito, Bulgaria e Germania, i quali hanno aderito a un appello di Amnesty International affinchè l’Azerbaigian rispetti i diritti umani, ponga fine alla tortura, consenta la libertà d’espressione e rilasci 14 prigionieri per motivi di coscienza. Lo hanno sottoscritto anche artisti locali, con grande rischio personale. (fonte Agoravox.it)