Beppe Grillo



23
maggio

BEPPE GRILLO LANCIA LA SUA RIFORMA DELLA TELEVISIONE E DEMOLISCE I TALK SHOW

Beppe Grillo

Non possono che traboccare di ottimismo i primi discorsi di Beppe Grillo, dopo i trionfi quasi miracolosi dei candidati del Movimento Cinque Stelle alle ultime elezioni amministrative, negli stessi giorni in cui il consenso del nuovo partito è stimato già a due cifre a livello nazionale. Nel post Parma il comico però ingaggia un agone virtuale non solo con Napolitano e Bersani ma anche con il mondo dell’informazione e del talk show. Non risparmia proprio nessuno, come si evince dalla vignetta a corredo del suo scritto: da Formigli a Ferrara, dalla Annunziata a Lerner non c’è margine di tregua.

L’invettiva contro lo stile dell’approfondimento politico sul piccolo schermo non si piega a equilibrismi diplomatici e diventa occasione per ribadire le proposte che Grillo and company vorrebbero avanzare al Parlamento, qualora riuscissero veramente a sedersi tra i banchi di Montecitorio e Palazzo Madama alla prossima tornata elettorale, per riordinare il sistema radiotelevisivo. Può bastare l’incipit dell’ultimo post grillino per comprendere la cifra della sferzata cinque stelle ai giornalisti conduttori di dibattiti:

È sempre più estraniante guardare cicciobombi e labbra turgide, megafoni dei partiti nelle televisioni nazionali, nei telegiornali, nei talk show. Provocano un senso di piccole cose di pessimo gusto, richiamano il profumo di fiori marci, l’odore pungente dei cespugli di bosso lungo i vialetti dei cimiteri. Le sagome che si agitano dietro lo schermo con l’estrema vitalità che talvolta precede le ultime ore di vita rammentano il dodo, l’uccello estinto, o gli ultimi giapponesi che combattevano a guerra finita in qualche atollo del Pacifico dopo il 1945.




10
maggio

BEPPE GRILLO AI SUOI: “NON ANDATE IN TV”. MA ORA I GRILLINI NON POSSONO PIU’ EVITARE IL CONFRONTO

Beppe Grillo

Alle recenti elezioni amministrative i cittadini hanno premuto il grilletto, anzi il grillino. Come dimostra il responso delle urne, gli italiani hanno sparato a zero sui partiti tradizionali e hanno invece premiato quelle forze che si sono fatte interpreti del dissenso popolare. A fare il pieno di voti  è stato in particolare il Movimento 5 Stelle guidato da Beppe Grillo. Il comico genovese ha messo in moto una potente macchina (anti)politica che ha raccolto adesioni in rete, nelle piazze e quindi ai seggi. Ma quasi mai in tv.

Il mezzo televisivo è sempre stato criticato da Grillo, che si è ben guardato dal partecipare ai talk show (se non con interventi registrati!) ed ha invitato i suoi adepti a fare altrettanto. Tale strategia ha permesso al Movimento 5 Stelle e ai suoi candidati di sottrarsi dalle contese autoreferenziali che spesso caratterizzano le arene mediatiche. La mossa si è rivelata vincente ed ora, ad elezioni avvenute, il genovese ha intenzione di andare avanti con la sua crociata anti televisiva.

Dalle pagine del suo blog, Grillo ha infatti lanciato un nuovo anatema e ha messo in guardia i suoi:

Chi partecipa ai talk show deve sapere che d’ora in poi farà una scelta di campo (…) Se il M5S avesse scelto la televisione per affermarsi, oggi sarebbe allo zero qualcosa per cento. Partecipare ai talk show fa perdere voti e credibilità non solo ai presenti, ma all’intero MoVimento” ha scritto.


22
aprile

DM LIVE24: 22 APRILE 2012. GUARDARE LE PARTITE AUMENTA IL TESTOSTERONE, GUARDARE I PORNO RENDE CIECHI, GRILLO VS TELEVISIONE, LA TV RIBELLE SU RAI GULP

Diario della Televisione Italiana del 22 aprile 2012

>>> Dal Diario di ieri…

  • Guardare le partite aumenta il testosterone

Giuseppe ha scritto alle 11:31

Guardare le partite in tv fa aumentare il testosterone. Testosterone e cortisolo aumentano durante la visione di una partita, anche se la squadra del cuore non vince. E’ quanto emerge da uno studio congiunto dell’Università di Valencia e della VU University Amsterdam, pubblicato su PLos One. La ricerca e’ stata condotta su 50 tifosi della nazionale spagnola durante la finale 2010 Fifa World Cup contro i Paesi Bassi, che hanno assistito al match con amici o famiglia, in un luogo pubblico o a casa, e si sono sottoposti alla verifica sui livelli ormonali anche in giorni neutri di controllo. I livelli di testosterone (i cui eccessi sono legati all’aggressivita’) e cortisolo (ormone dello stress) erano piu’ alti durante la visione della gara. Mentre la secrezione del primo ormone non ha mostrato legami con il sesso, l’eta’ o il livello di fanatismo, il cortisolo risultava piu’ alto tra gli uomini e tra i fan, aumentando proporzionalmente all’intensita’ del tifo. (fonte AGI)

  • Guardare i porno rende ciechi

Giuseppe ha scritto alle 11:32

E’ provato: guardare porno (anche in tv) rende ciechi. A sostenerlo, una nuova ricerca del Groningen Medical Centre in Olanda che dimostra come la visione di filmati pornografici provochi effettivamente l’arresto di quei processi cerebrali rivolti agli stimoli visivi. In particolare nelle donne. Il team di ricercatori ha sottoposto a scansione le cortecce visive primarie di 12 donne sane in pre-menopausa mentre guardavano due film porno: uno mostrava solo preliminari, un altro scene esplicite. I risultati delle scansioni hanno mostrato che il film più esplicitamente erotico ha portato meno sangue alla corteccia visiva primaria. L’indagine è stata pubblicata su LiveScience e mostra come il cervello, durante la visione del film, indirizzi maggiore energia sul piacere sessuale che sulla ricezione delle immagini. (fonte Quotidiano.net)

  • Beppe Grillo contro i talk show

Giuseppe ha scritto alle 16:15

Beppe Grillo dichiara guerra alle tv: «Mai più a talk show. Sono spazi poco igienici dove chi partecipa viene omologato alle scorie del Sistema. Chi si siede su quella poltroncina, su quella sedia, è alla mercè di conduttori schierati che hanno due obiettivi: lo share e l’obbedienza al partito o allo schieramento di riferimento». Grillo non ha dubbi: «La rivoluzione non sarà televisiva. La televisione è in mano al potere costituito. O ti oscura o deforma il tuo messaggio». (fonte il Messaggero.it)

  • La Tv ribelle su Rai Gulp

Giuseppe ha scritto alle 16:10





23
marzo

DM LIVE24: 23 MARZO 2012. UN PROGRAMMA PER ANNA TATANGELO?, GRILLO PERDE CON FININVEST, BENIGNI A SUPERCINEMA

Diario della Televisione Italiana del 23 marzo 2012

>>> Dal Diario di ieri…

Un programma per Anna Tatangelo?

lu85 ha scritto alle 15:51

Cantante, ballerina, e forse anche conduttrice tv. Anna Tatangelo non nasconde più il desiderio di diventare una showgirl e ammette che le sono già arrivate delle proposte sia da Mediaset sia dalla Rai. Dopo l’esperienza come giudice a “X Factor” potrebbe essere giunto il momento di vederla in prima linea: “Tra un anno un disco, ma prima forse un programma in tv”. (fonte TgCom24)

  • Grillo condannato

Giuseppe ha scritto alle 17:36

“La Corte d’Appello civile di Roma ha condannato Beppe Grillo per aver diffamato la Fininvest in un suo articolo pubblicato sul settimanale Internazionale nel gennaio 2004. Il comico genovese, leader del Movimento 5 stelle, dovrà versare all’azienda della famiglia Berlusconi un risarcimento di 50 mila euro. “L’azione della società – spiega un comunicato della Fininvest – si riferisce a uno scritto dal titolo Il caso Parmalat e il crepuscolo dell’Italia. In esso i modi di operare della Fininvest venivano accostati a quelli del gruppo alimentare, il cui gigantesco crack finanziario era in quelle settimane al centro delle cronache internazionali”. La Corte d’Appello di Roma ha respinto in particolare la tesi difensiva di Grillo, che invocava la finalità satirica dell’articolo: non di satira si trattava, hanno stabilito i giudici, bensì di vera e propria diffamazione.” (fonte LiberoQuotidiano.it)

  • Benigni a Supercinema


14
giugno

SANTORO PROPONE LA SUA RAI: GUGLIALMI, FRECCERO E GORI DIRETTORI DI RETE. SI ALL’ISOLA DEI FAMOSI. CHI PAGA IL CANONE ELEGGA IL CdA.

Michele Santoro

Il terremoto in casa Rai è più vivo che mai, dalla turbolenta approvazione dei palinsesti autunnali alla vicenda Santoro che ancora tiene prepotentemente banco. E questa volta è lo stesso giornalista a far registrare una scossa tutt’altro che d’assestamento, a margine della conferenza stampa di presentazione di “Tutti in piedi, entra il lavoro“, la manifestazione che venerdì 17 giugno celebrerà a Bologna i 110 anni dalla nascita della Fiom.

L’occasione è ghiotta per tornare a discutere di Rai e del momento che sta attraversando la tv di Stato. Ma più che puntare il dito, il giornalista lancia un vero e proprio monito:

“I tempi dell’editto bulgaro, in cui bastava chiuderci in una stanza e buttare via la chiave, sono finiti. Per sempre. Ora l’emergenza è un’altra: è il futuro della Rai, della sua qualità strategica, della sopravvivenza di una delle ultime grandi aziende di questo Paese”.

Dunque riparte da dove Annozero aveva chiuso, con quella difesa della Rai che lavora e quell’accusa ai partiti politici di aver minato la libertà di fare servizio pubblico. Ma, aggiunge, “non è sufficiente dire che i partiti devono uscire dalla gestione della Rai, bisogna anche cambiare il modo di fare televisione. Per esempio, devono tornare davvero a contare gli autori, con la loro esperienza e la loro capacità di produrre programmi”. Prima ancora degli autori, però, secondo Santoro vanno completamente rivisti i criteri che portano alla nomina dei vertici dell’azienda. Ed è qui che lancia la provocazione:





18
settembre

IL RITORNO IN TV DI BEPPE GRILLO PASSA PER LE ODIATE FREQUENZE DEL DIGITALE TERRESTRE.

Beppe Grillo

Sbarca sul digitale terrestre il nuovo canale satellitare musicale del gruppo Dada Play.me che, presentato a Roma il 24 settembre. Ad aprire le danze sarà il comico-blogger-predicatore Beppe Grillo che, sul palco dell’ippodromo di Cesena, sarà il mattatore dell’evento “Woodstock 5 stelle” come annunciato dal sito internet di TV Sorrisi e Canzoni.

La due giorni musicale è prevista per il 25 e 26 settembre e vedrà partecipare, tra gli altri, artisti del calibro di Flavio Oreglio, Francesco Baccini, Samuele Bersani, Max Gazzè, Sud Sound System, Daniele Silvestri e Fabri Fibra. Ai momenti musicali seguiranno dibattiti e discussioni di tema ambientale, che Grillo sarà bravo a stimolare.

Il comico (e tutte quelle altre cose) genovese, dunque, torna in televisione dopo un anno e mezzo dall’ospitata che lo vide protagonista nel programma “Exit” di Ilaria D’Amico. Ad essere sinceri, quella volta Grillo non fece una grande figura, dimostrando di non conoscere le regole per affrontare un civile confronto con chi la pensa diversamente da lui. Le cose andarono male: Grillo partì con un’invettiva-monologo e abbandonò il collegamento con la trasmissione, suscitando la mortificazione della conduttrice, che si affrettò a scusarsi con i telespettatori.


2
aprile

L’EMILIO FURIOSO ABBANDONA ANNOZERO: GRILLO E’ LA VERGOGNA DELLE VERGOGNE

Chi poteva inaugurare il nuovo ciclo di Annozero, dopo l’esilio elettorale, se non il vero ed unico alterego di Michele Santoro? Emilio Fede, naturalmente. L’inimitabile patron del tg più super-partes della tv commerciale, si è concesso ai microfoni del talk show più alter-partes della tv di Stato, andando (come prevedibile) su tutte le furie.

Dopo la messa in onda del comizio politico del comico Beppe Grillo, tenutosi qualche settimana fa in occasione  delle ultime elezioni regionali, il direttore del Tg4 ha cominciato a mostrare alcuni chiari segni di indifferenza accompagnati da smorfie di noia. E non appena il conduttore lo ha coinvolto nella discussione, Fede, che non aspettava altro, si è fortemente scagliato contro Grillo e i suoi grillini:

“Sono veramente esterrefatto, la mia educazione e il rispetto per l’informazione hanno fatto si che sono rimasto qua… Grillo è un imbecille, metaforicamente parlando [...] E’ la vergogna delle vergogne”.

Il Fede-pensiero si conclude con un’affermazione che in molti avrebbero voluto proferire: “Saprei bene dove buttare Grillo con il suo canotto, nel fiume Lambro”. Ed infatti, l’Emilio nazionale pare proprio un ‘Lambro’ in piena, che straripa completamente dopo le parole di Andrea Scanzi, giornalista de La Stampa ed autore del libro Ve lo do io Beppe Grillo, che, intervistato dalla neo-annozerina Giulia Innocenzi riguardo il successo elettorale dei grillini, sentenzia:


3
aprile

QUEL “PORTENTO” DI GRILLO: A VOLTE RITORNANO (…E SE NE VANNO)

Beppe Grillo, Ilaria D’amico, Orlando Portento, Barbara D’Urso

Nelle ultime 24 ore, il sonno di Ilaria D’Amico non sarà stato certo tra i più tranquilli. Ma non azzardatevi a offrirvi come possibili consolatori. Gli allarmanti sbalzi d’umore, celeri come i cali di temperatura di questi giorni, disturberanno ancora per molto tempo le notti della bella conduttrice. La giustificata euforia per essere riuscita a riportare in video Beppe Grillo nella sua trasmissione di La7, Exit, ha lasciato, ben presto, spazio al rammarico assoluto, che l’ha portata addirittura a pentirsi urbi et orbi a mezzo stampa, molto probabilmente inginocchiata sui ceci.

Causa di questo improvviso ravvedimento è stata l’ospitata, simile ad un’apparizione, del comico genovese che, inizialmente invitato per parlare della privatizzazione dei servizi pubblici, ha spiazzato tutti con un monologo corrosivo che non ha risparmiato nessuno, ospiti in studio compresi, terminato con un’uscita di scena tanto brusca, neanche gli avessero riferito dell’arrivo dei vigili per spostare l’auto in seconda fila.

L’argomento originario (la privatizzazione dei servizi pubblici) viene esaurito nello stesso tempo impiegato da Michael Phelps a percorrere i 100m farfalla, e nel successivo, e ben più lungo monologo, l’unico comune denominatore con la privatizzazione dei servizi pubblici è stato il bicchiere d’acqua tenuto in mano da Grillo. Dalla Parmalat alle borse, dai politici al caso Telecom; proprio durante il ”passaggio in rassegna” di quest’ultimo caso, la D’Amico tenta di interrompere il comico. D’altronde, si sa, La7 appartiene al Gruppo Telecom. Probabilmente il motivo principale degli incubi notturni della D’Amico potrebbe essere proprio questo.