ballottaggio



3
dicembre

BERSANI VINCE LE PRIMARIE. IMPACCIATO IN TV MA FORTE ALLE URNE: ECCO COME HA ‘ROTTAMATO’ RENZI

Pierluigi Bersani

Tre passi avanti e uno indietro. Una bella giravolta e oplà: il centrosinistra si è ritrovato al punto di partenza. Un classico. Con il 61% dei voti, Pierluigi Bersani ha vinto le primarie di coalizione e ha rottamato il competitor Matteo Renzi, che ha ottenuto solo il 38,8% delle preferenze. Dopo un mese e mezzo di campagna elettorale e dibattiti tv sull’argomento, la compagine democratica ha quindi scelto di confermare un esponente dell’establishment alla guida della propria corazzata, nonostante si facesse un gran parlare di rinnovamento e di sol dell’avvenire.

Cambiamo, facciamo, disfiamo. Rottamiamo. Ad ascoltare i talk show e a leggere i social network, sembrava che il popolo del centrosinistra fosse pronto a chissà quale rivoluzione. Invece, dati alla mano, a spuntarla è stato ancora il compagno Bersani, forte di un consenso che sembra essersi addirittura consolidato. Nell’era della comunicazione e dei Tweet, gli elettori democratici hanno preferito il leader televisivamente più impacciato, quello con meno followers. Quello che su Rai1, alla vigilia del ballottaggio, ha parlato di passerotti, tacchini e scioperi dei chierichetti. Ma anche di equità e solidarietà.

Il suo rivale Matteo Renzi, molto abile a gestire le sue apparizioni mediatiche, è invece rimasto scornato. La sua strategia virale e aggressiva ha difettato in qualcosa, ma è pur vero che nulla è perduto e che il tempo gli darà delle soddisfazioni politiche. Vedrete… Oggi, però, a cantare vittoria è Bersani e, come osservatori, proviamo anche a capire cosa non abbia funzionato nella tattica televisiva del rottamatore. La risposta è semplice.




16
maggio

ELEZIONI AMMINISTRATIVE, MENTANA: “BRECCIA DI PISAPIA A MILANO”. SORPRESE E TESTA A TESTA DAI SEGGI

Proiezioni elezioni a Milano

Allora, chi vince? A poche ore dalla chiusura dei seggi, le proiezioni  elettorali per le Amministrative 2011 regalano sorprese, annunciano testa a testa e ballottaggi che in alcuni casi pesano come un macigno. Una conferma che questo voto ha più che mai un riflesso a livello nazionale. Il dato più camoroso viene da Milano, dove i dati attesterebbero il candidato di centrosinistra Giuliano Pisapia al 46,5%, davanti all’avversario Letizia Moratti, ferma al 42,8% (Fonte: Istituto EMG). Secondo il direttore del Tg La7 Enrico Mentana, in questo momento in diretta con uno Speciale Elezioni, queste cifre  suggerirebbero che nel capoluogo lombardo c’è stata una “Breccia di Pisapia”. Si andrà dunque al ballottaggio ma prima di decretare vincitori e vinti bisognerà aspettare che lo spoglio delle schede sia concluso, ha commentato il giornalista.

Le stesse percentuali trovano eco e analisi nell’approfondimento condotto da Francesco Giorgino su Rai1. Nello speciale della prima rete, dove si parla spesso e volentieri in politichese, è intervenuto anche il direttore del Tg1 Augusto Minzolini il quale ha attestato che “a Milano il centrodestra non è andato bene”. Con questi risultati – ha aggiunto il responsabile della testata – facciamo un passo indietro, perché la sinistra riformista rimarrebbe troppo legata ad una frangia radicale. Il risultato meneghino, annotiamo noi, arriva a seguito campagna elettorale poco virtuosa, fatta anche di dichiarazioni inopportune come quella che Letizia Moratti fece settimana scorsa a Sky Tg24. Il sindaco uscente accusò l’avversario di furto, senza che questi avesse possibilità di replica (qui i dettagli sull’episodio).

Con quella affermazione “inspiegabile” la Moratti “ha perso voti”, ha detto Maurizio Belpietro in collegamento con La7. Secondo Aldo Cazzullo, stuzzicato da Mentana, la sconfitta milanese appartiene a Silvio Berlusconi, che “ha il limite di incaponirsi sugli errori” e “ha impostato una campagna elettorale all’insegna del dileggio dell’avversario”. L’attenzione dei talk show dedicati alle elezioni si concentra ovviamente anche sui risultati degli altri capoluoghi in lizza: Napoli, Torino e Bologna.