Baby Talent



15
gennaio

BABY TALENT ALLA RISCOSSA

Stand Up For Your Country

Non li chiameremmo show d’avanguardia e molte critiche che ricevono sono pure comprensibili, tuttavia il popolo sovrano ha ben dimostrato di gradire. Parliamo dei baby talent, genere rilanciato anni or sono da Ti Lascio Una Canzone – e prontamente ripreso da Io Canto – , che, dopo l’iniziale sbornia, quest’anno non ha trovato spazio nei palinsesti nostrani. Eppure il potenziale c’è e basterebbe guardare all’estero per rendersene conto e rimpolpare – con moderazione, s’intende – l’offerta. Se l’Italia si è focalizzata su baby talent canori poco strutturati (ad eccezione dell’ultima edizione di Io Canto che però aveva una serie di limiti), altrove impazzano programmi con bambini dai meccanismi in qualche modo più evoluti.

Pequeños Gigantes: una sfida a squadre tra bambini

In tal senso il pensiero corre al Messico che ha dato i natali a ben due formati di successo: Pequeños Gigantes e Stand Up For Your Country. Il primo, grande successo anche in Spagna su Telecinco, prevede una sfida a squadre composte da bambini (un capitano carismatico, due ballerini e un cantante) ed è stato opzionato da Endemol Italia. A pensarci, il meccanismo a squadre poteva essere anche la declinazione di Amici Kids, baby spin off del programma di Maria De Filippi che, dopo la registrazione di una zero, non è stato schedulato su Canale 5.

Stand Up For Your Country: padri e figli sul palco

Prossimamente su Telecinco anche Levantáte (Stand Up For Your Country), talent show musicale in cui genitori e figli hanno la possibilità di cantare e/o ballare insieme, mettendo in luce il proprio talento di fronte al pubblico. Dopo varie esibizioni, solo le coppie che riusciranno ad avere una standing ovation del pubblico in studio e dei tre giurati potranno passare alle fasi successive del programma, sino alla vittoria finale. Per partecipare bisogna postare il video dell’esibizione di genitori e figli sul web, ed essere sottoposti a votazione. Nel caso, dunque, di Stand Up – i cui diritti in Italia sono in mano a Magnolia – il web, oltre alla dinamica genitore-figlio, è l’elemento in più.

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