Antonio Di Pietro



25
gennaio

FUORI ONDA, CIRINO POMICINO SBROCCA CONTRO DI PIETRO: “MASCALZONE, IGNORANTE!” (VIDEO)

Cirino Pomicino vs Di Pietro, Fuori Onda

Perdincibacco. La Prima Repubblica non si scorda mai, canta Checco Zalone nell’ormai celebre motivetto. E infatti ieri sera ci siamo rinfrescati la memoria. A Fuori Onda, il nuovo talk show domenicale di La7, l’ex ministro democristiano Paolo Cirino Pomicino si è reso protagonista di una sonora sfuriata ai danni di Antonio Di Pietro, l’ex pm di Mani Pulite. E son volate parole grosse.




21
maggio

ANNOUNO: GIULIA INNOCENZI TORNA CON UN REPORTAGE ANIMALISTA. ALBA PARIETTI E DI PIETRO OSPITI FISSI

Giulia Innocenzi

Giulia Innocenzi riparte dai maiali. Stasera la giornalista tornerà in prime time su La7 alla guida di AnnoUno e lo farà con un reportage inchiesta dedicato agli allevamenti intensivi, in particolare di suini, e alla carne. La puntata in onda stasera – la prima di quattro nuovi appuntamenti – è intitolata Carne no?, tema attorno al quale dibatteranno i ventuno giovani opinionisti del talk show assieme ai due ospiti fissi del nuovo ciclo: Alba Parietti e Antonio Di Pietro.

Announo: Alba Parietti e Antonio Di Pietro ospiti fissi

Ad Announo si scontrano mondi diversi: è questa la ricchezza del programma, non sapere quello che avverrà in diretta. E’ la coppia migliore a cui potevamo aspirare” ha dichiarato la Innocenzi annunciando la strana coppia.

Announo: la prima puntata con Farinetti e Veronesi

Nel primo appuntamento, la Innocenzi mostrerà dei veri e propri blitz notturni da lei stessa realizzati, assieme a un gruppo di animalisti, in diversi allevamenti di suini della Pianura Padana, per mostrare le pessime condizioni igieniche e lo stato in cui i maiali vengono allevati prima di finire al macello e poi sulle nostre tavole. Al dibattito in studio contribuiranno l’imprenditore e fondatore di Eataly Oscar Farinetti, l’oncologo Umberto Veronesi e lo scrittore Mauro Corona.


15
novembre

MARCO TRAVAGLIO TIRA LE ORECCHIE ALLA GABANELLI SUL CASO DI PIETRO: ”TENDENZIOSO E POCO PRECISO”

Report su Antonio Di Pietro

Fuoco amico su Milena Gabanelli dopo il servizio che ha fatto sprofondare il gradimento popolare dell’Italia dei Valori, spingendo anzitempo il partito ad una riflessione per la riorganizzazione. A tirare le orecchie a Report per l’inchiesta sull’ex magistrato è Marco Travaglio, che chiarisce quali siano le parti più attaccabili nel lavoro della redazione del programma d’inchiesta di Rai 3.

In una sorta di lettera dal tono amichevole pubblicata su A di Maria Latella, comunque spuria da qualsiasi fervore che il sapiente giornalista ha spolverato negli anni più densi del berlusconismo, Travaglio non nasconde la necessità di verificare meglio alcune fonti e alcuni accostamenti, che nel montaggio serrato della messa in onda in prima serata hanno avuto effetti dirompenti.

Lasciamo però che parlino i passaggi più argomentativi dell’epistola del protagonista di centinaia di monologhi televisivi e teatrali ad una collega di cui riconosce l’assoluto merito e l’estrema autorevolezza d’indagine:

”So bene quanto sia difficile controllare la veridicità, l’accuratezza e la precisione di un’inchiesta condotta da un collaboratore. Può capitare a tutti di sbagliare e quando accade non resta che precisare, rettificare e scusarsi. E’ il caso del servizio di Report, tendenzioso e poco preciso, su Di Pietro.”





4
novembre

DI PIETRO CONTRO CROZZA: “CONTRIBUISCI AL KILLERAGGIO MEDIATICO”. TONINO GRIDA AL COMPLOTTO TV

Antonio Di Pietro

Sapete che c’è? Che adesso Antonio Di Pietro non ride più. Da quando Report ha dedicato una puntata all’uso dei fondi pubblici da parte del suo partito, il leader dell’Idv si è fatto tutto serio. Pare quasi impietrito, e guai a chi osa ironizzare. Ne sa qualcosa Maurizio Crozza, che venerdì scorso aveva sparato due battutine sui suoi presunti affari immobiliari, traendo spunto da alcune notizie riportate da Milena Gabanelli e dal Corriere. “Doveva cambiare il Paese, invece ha cambiato un sacco di case” ha detto il comico nello show Crozza nel Paese delle Meraviglie, su La7. Oh, non l’avesse mai fatto: Tonino lo ha bacchettato sul suo blog.

“Se persino una persona come te, che a quelle logiche faziose non ha mai obbedito, contribuisce a divulgare, in perfetta buona fede, le bugie che sono state dette in questi giorni, è segno che la campagna di disinformazione e calunnia ha raggiunto davvero livelli molto allarmanti

ha accusato l’ex pm parlando di “grandissime e sfacciate bugie” raccontate agli italiani e amplificate da “giornali e televisioni compiacenti“. Ma Report non era la quintessenza del giornalismo d’inchiesta? E Crozza non era un simpaticone che faceva scompisciare tutti con la sua ironia? Toccato sul vivo, Di Pietro ha reagito d’impulso, rispolverando pure lo spettro della macchina del fango


11
ottobre

STRISCIA LA NOTIZIA: TAPIRO A DI PIETRO, PER L’ACCUSA DI PECULATO A VINCENZO MARUCCIO (IDV)

Valerio Staffelli, Antonio Di Pietro attapirato

Antonio Di Pietro sarà attapirato? Secondo la banda di Striscia la Notizia sì. Nella puntata del tg satirico di Canale5 in onda stasera, l’inviato Valerio Staffelli consegnerà un tapiro d’oro al leader dell’Italia dei Valori, intercettato per le vie di Roma. E’ di ieri, infatti la notizia che Vincenzo Maruccio, capogruppo dell’IdV al Consiglio Regionale del Lazio e stretto collaboratore di Tonino, sia indagato per peculato.

Al politico ed esponente regionale dell’IdV, in particolare, sono stati contestati assegni, prelievi in contanti e bonifici dai conti del gruppo in suo favore. Di Pietro, accettando il Tapiro, ha detto subito: “Grazie, me lo merito!. Poi, quando Staffelli gli ha fatto notare che Maruccio fosse il suo “enfant prodige” (lo stesso senatore ne aveva infatti sponsorizzato la candidatura con grandi attestati di stima), l’ex magistrato di Manipulite ha risposto: ”Mi è dispiaciuto molto. Spero che possa dare giustificazione del proprio operato“.

Il tapiroforo, infine, gli ha ironicamente aggiunto che ora nell’IdV potrebbero entrare un sacco di “zanza”. E Tonino: “Sai quanti ne ho segati di zanza!“. In questa sua venticinquesima stagione, non è la prima volta che il tg satirico condotto da Ezio Greggio e Michelle Hunziker colpisce i furbetti della politica.





26
maggio

L’AGCOM PIZZICA IL TG3: DI PARTE, ORA PIU’ SPAZIO AL CENTRODESTRA.

Tg3, Bianca Berlinguer

Cartellino rosso contro ‘bandiera rossa’. Tanto tuonò che piovve, e un bel giorno anche l’Agcom si accorse che in tv le informazioni da riequilibrare non riguardano soltanto il centrodestra. In una nota, il Garante ha infatti richiamato il Tg3 di Bianca Berlinguer a dare spazio, entro domani, ad un esponente dello schieramento opposto a quello di Antonio Di Pietro, dopo l’intervista del 20 maggio scorso al leader Idv sul ballottaggio a Napoli. Il provvedimento è stato emanato dall’Autorità a seguito di un esposto presentato da Alessio Butti, capogruppo del Pdl in Commissione di Vigilanza Rai.

A richiamare l’attenzione dell’Agcom è stata dunque l’intervista che il Tg3 rivolse in diretta ad Antonio Di Pietro, senza che alle sue parole seguissero repliche di diversa natura politica. Per bilanciare quei minuti di ‘Tonino show’ la Commissione servizi e prodotti dell’Autorità ha deliberato, a maggioranza, di richiamare il notiziario della Berlinguer a concedere eguale spazio ad un esponente della maggioranza di Governo. Tra i voti favorevoli al richiamo, anche quello del Presidente dell’organo di garanzia Corrado Calabrò.

Lunedì scorso l’Agcom era intervenuta con fermezza contro i principali tg nazionali che avevano offerto una sovraesposizione al premier Silvio Berlusconi. Le multe avevano colpito in particolare il Tg1 e al Tg4 (maggiori info qui). Ma alla luce dei dati resi noti dal Garante a motivazione di quei provvedimenti, qualcosa non tornava. Alcuni infatti notarono che, in quegli stessi giorni,  il Tg3 aveva riservato il 51,89% dello spazio alle opposizioni e solo il 35,83%  a maggioranza e governo (assieme). Non che a Rainews24 le cose andassero meglio: il notiziario di Corradino Mineo aveva riservato il 50,39% dei minuti a disposizione alla sinistra e il 36,45% per cento a Berlusconi e Bossi. Possibile che la solerte Commissione non se ne fosse accorta?


2
maggio

CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO TRA PAR CONDICIO, SATIRA E SPETTACOLO. NERI MARCORE’ E LUCA BARBAROSSA CANTANO “IMMUNITA’” (VIDEO)

Luca Barbarossa, Neri Marcorè

Sul palco arrivano Albano e Romina, e al Concerto del Primo Maggio si cambia registro. Il ritmo lento della par condicio lascia spazio a quello rock dell’ironia. Ovviamente il duetto canoro non è mica quello originale (ussignur, ci mancava solo), ma quello parodistico realizzato dalle imitazioni di Neri Marcorè e Luca Barbarossa. Ieri pomeriggio il conduttore dell’evento musicale di Piazza San Giovanni e il cantautore hanno rispettato le promesse della vigilia, offrendo al pubblico un momento di satira pungente, ad personam. Durante un’esibizione hanno infatti proposto il brano “Immunità“, remake di “Felicità”, successo del 1982 cantato da Albano e Romina.

L’anno prossimo a Sanremo si sa già chi vince. C’è un duo, Alfano e Romina“. Luca Barbarossa imbraccia la chitarra e, nel bel mezzo del Concertone, provoca Neri Marcorè. Il bravo conduttore si trasforma in comico, camuffa la voce ed inizia la gag: musica. “Immunità è votare una legge che ti progegge, immunità, ti cancella un reato con un decreto, immunità (…) l’evasione fiscale diventa legale con l’immunità“. La canzoncina scalda subito la grande piazza, strappa sorrisi perchè è evidente che si riferisca a qualcuno che la par condicio impedisce di nominare: Silvio Berlusconi. Barbarossa e Marcorè stanno al gioco, e rincarano la dose : “Immunità, è abbreviare il processo e buttarlo nel cesso (…) senti che bello che è varare una legge che è solo per me, ed in galerà ci va chi protesterà“.

Uno dei momenti più frizzanti della lunga diretta trasmessa ieri da Rai3, efficace soprattutto perchè giocato sul filo del rasoio della par condicio. In seguito Marcorè ha anche ironizzato sulle incoerenze di un personaggio politico d’opposizione rimasto senza nome, ma con la voce identica a quella di Antonio Di Pietro. Per un anno al Concerto del primo maggio non tira aria di comizio, non c’è la solita propaganda militante, e lo si nota subito. L’evento torna ad essere innanzitutto uno spettacolo televisivo e di piazza, impreziosito dalla partecipazione straordinaria di artisti del calibro di Lucio Dalla, Francesco De Gregori ed Ennio Morricone.


12
aprile

BERLUSCONI VA AL PROCESSO (DI BISCARDI) ED E’ SUBITO SHOW. ORA SILVIO CAMBIA STRATEGIA: DRIBBLERA’ I GIUDICI A FAVORE DI TELECAMERA

Silvio Berlusconi

Forse li ha fregati anche stavolta, diavolo d’un Cavaliere. Un tempo i suoi detrattori si sgolavano e, come fosse un mantra, ripetevano allo sfinimento quel grido di battaglia: “fatti processare!“. Sembrava infatti che Silvio Berlusconi non avesse alcuna intenzione di frequentare le aule di giustizia e che preferisse difendersi solo davanti alle telecamere. “Andrò in tv a spiegare l’anomalia italiana” aveva promesso Sua Emittenza. Di recente, però, il premier ha modificato la strategia e ha deciso di presentarsi in tribunale, coniugando l’incombenza processuale alla sua nuturale inclinazione allo show. Una mossa in fondo prevedibile - che però ha spiazzato tutti - un’occasione per tg e programmi d’approfondimento per raccontare in presa diretta il match di wrestling politico-giudiziario più avvincente del secolo.

Silvio vs giudici: adesso il primo a buttarsi nella mischia è lui, il Presidente del Consiglio. Rigorosamente accompagnato dalle telecamere, ieri Berlusconi era così lanciato da presentarsi – incredibile dictu – addirittura a due processi: quello Mediaset, a Milano, e quello di Biscardi, sull’emittente 7Gold. Che sia al Palazzo di Giustizia o (collegato) in tv, il premier sfrutta ogni occasione per offrirsi all’attenzione mediatica ed è proprio questa la novità della sua tattica. Sua Emittenza sa come muoversi quando gli obiettivi sono puntati su di lui. Ieri al Palagiustizia ha improvvisato uno show e risposto pacatamente alle domande dei giornalisti; qualche ora dopo ripeteva il medesimo copione intervenendo al programma sportivo di Aldo  Biscardi. Battute a braccio (stavolta sul Milan) e dichiarazioni ai cronisti. “Ormai mi hanno condannato a farmi processare tutti i lunedì, come potevo sottrarmi al Processo del lunedì del mio amico Biscardi?” ha detto.

Certamente il Cavaliere avrà preferito la parentesi calcistica a quella giudiaria, ma agli occhi dei telespettatori i due appuntamenti non sono stati poi così diversi. In fondo lo scopo era proprio identico: al Processo di Milano le sue affermazioni servivano ad eccitare la combriccola di tifosi politici convenuti per l’evento, al Processo di Biscardi erano rivolte ai tifosi sportivi che lo seguivano dalla poltrona di casa. Così Silvio ha inaugurato la sua personale strategia del ‘dribblig a favore di telecamera’, da sfoderare nelle prossime partite contando anche sull’aiuto indispensabile della difesa (Ghedini o Zambrotta, a seconda del campo di gioco).


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