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RELATIVISMI: QUANDO UN 12% DI SHARE E’ UN FLOP (BELLISSIMA) E QUANDO E’ UN SUCCESSO (XFACTOR)

di Silvio Vitelli

27/04/2009 - 12:37

RELATIVISMI: QUANDO UN 12% DI SHARE E’ UN FLOP (BELLISSIMA) E QUANDO E’ UN SUCCESSO (XFACTOR)

Bellissima / XFactor

Non è stata una sorte “bellissima” quella toccata al varietà del sabato sera di Canale 5, chiuso in anticipo e accompagnato da una pioggia di critiche, tutt’altro che esaltanti. E’ così che il Bagaglino è stato costretto ad archiviare lo show che ha registrato la peggiore performance in termini di ascolti della sua storia: un’impietosa media di poco superiore al 12% che ha bollato come un grandissimo flop l’ennesima produzione di Pier Francesco Pingitore.

Ma a guardar bene quel dato, viene in mente un altro programma che proprio su quella percentuale di share ha viaggiato per tante settimane: X Factor. Già, proprio quella che è stata spesso definita una trasmissione di successo, un fiore all’occhiello per la Rai e uno dei vanti di Simona Ventura. Perchè allora osannare il successo del talent di Rai Due e allo stesso tempo massacrare la debacle dello show di Pingitore?

E’ noto che gli obiettivi di rete siano diversi, che Rai 2 non possa permettersi di avere gli stessi ascolti di Canale 5, ma esistono altri fattori che vanno oltre questa semplice logica. Primo fra tutti è l’investimento economico alla base dello show, perché sarebbe troppo facile per un programma rispettare gli obiettivi in termini di share quando, per la sua realizzazione, venga richiesta una somma di denaro superiore alla media. A questo si aggiunga il battage mediatico, il cast, la disponibilità di eventuali ospiti e tutti quei “valori aggiunti” che trasformano una produzione da “seconda rete” in una da ammiraglia.

Alla luce di queste considerazioni non pare un vero successo quello di X-Factor, produzione fastosa, che gode di ottima risonanza mediatica, che si avvale di un volto come quello di Simona Ventura e che ha avuto la possibilità di regalare ai suoi telespettatori performances di ospiti importanti. Al contrario, nulla di tutto ciò sembra appartenere a “Bellissima”, una produzione dai costi tutto sommato contenuti e dove l’unico nome estremamente popolare era quello di Valeria Marini, peraltro prevista soltanto nelle prima due puntate.

Perchè, allora, usare due pesi e due misure? Le motivazioni potrebbero essere più d’una. Una prima ipotesi è quella della forza del “luogo comune”. Così, ad esempio, un programma andrà bene già solo per il fatto che prevede la presenza della Ventura, mentre un altro sarà in ogni caso un flop perchè nel cast c’è Martufello.

La seconda ipotesi è quella dell’espressione del potere mediatico. Dal momento che la stampa gradisce il prodotto, va da sè che l’avranno gradito anche i telespettatori, anche se a conti fatti non si rivelassero così tanti.

L’ultima teoria, quella che ci auguriamo sia stata determinante, consiste nella rivalutazione del prodotto televisivo di qualità. Stanchi del trash che ci circonda e ormai rassegnati all’idea che quella spazzatura in ogni caso produca ascolti, ci meravigliamo che un programma fuori da queste logiche riesca a racimolare qualche telespettatore. E se il loro numero dovesse rivelarsi addirittura dignitoso, eccoci pronti a gridare al successo.

Volendo essere ottimisti ci piace pensare che sia quest’ultima la motivazione prevalente. Che questi “relativismi” siano per caso il segnale di un avviato percorso di maturità del pubblico televisivo?

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27 commenti su "RELATIVISMI: QUANDO UN 12% DI SHARE E’ UN FLOP (BELLISSIMA) E QUANDO E’ UN SUCCESSO (XFACTOR)"

  1. Chi parla di X-FACTOR come grande successo mi pare invece un tantino azzardato, in termini di ascolto si è mantenuto su risultati decenti ma niente di eccezionale e comunque nel day-time faceva una miseria.... La nota a suo favore è stata senza dubbio il boom della bravissima Giusy Ferreri, forse senza il suo successo le cose sarebbero andate diversamente!!

  2. @zia assunta Vedi che siamo in 2 ad amare la Isoardi...oltre a Del noce piace anche a me!! Bellissima era purtoppo un flop annunciato per tanti fattori: 1) la ripetitività dello spettacolo 2)la mancanza di due pilastri quali Lionello e Gullotta 3) l'antipatia delle 8 sgallettate 4) punto fondamentale: si è scontrato con uno dei migliori programmi degli ultimi anni..

  3. Secondo me parlare di X-favtor come programma fastoso mi sembra davvero assurdo, si usano persno prese dalla strada per un programma, questi pagherebbero per essere lì, figuriamoci se li pagano.

  4. Sul relativismo dei numeri ricordiamo anche l'esempio di OPERAZIONE TRIONFO, ottimo successo di Italia 1 del 2002 in termini di ascolto, ma denigrato per tutta una serie di giochi di potere interni a Mediaset e mai veicolato come successo, addirittura considerato semi-flop! LA PUPA E IL SECCHIONE invece è stato venduto come un successone anche se in termini numerici si è trattato di un buon successo, non certo così grande come è stato fatto credere. Gli esempi potrebbero essere tantissimi... Su BELLISSIMA va da sè che si trattava di un flop annunciato, una debacle su tutti i fronti. Qui mi domando se dietro alla messa in onda (in periodo di garanzia) di questo show non vi siano cmq interessi di altro tipo (politici, ad esempio...) chissà...

  5. CIAO, I RELATIVISMI SONO LEGATI, COME SCRITTO SU QUESTO INTERESSANTE POST, A VARI FATTORI: 1. OBIETTIVI DI RETE ma ancor di più gli "obiettivi di target commerciale" piuttosto che quelli del pubblico "universo" - discorso valido per Mediaset ma anche per la Rai (soprattutto quando un programma, come X Factor, è smaccatamente rivolto a un target giovane e appetibile dal p.d.v. commerciale) dunque la composizione del pubblico gioca un ruolo fondamentale nel decratare un successo. 2. TAM-TAM MEDIATICO E INDOTTO ovvero la forza di penetrazione sul sistema media del prodotto televisivo che può diventare cult anche quando i numeri non sono totalmente favorevoli (stampa, forum, blog, internet, radio, discografia...). Su questo punto X Factor ha decisamente interessato l'opinione pubblica e il costume nazionale creando anche interesse su altri sistemi "sociali" (e di marketing) come ad esempio il mondo della discografia e non solo. 3. QUALITA', concetto non misurabile ma legato al gusto del prodotto e dei suoi contenuti, alla capacità di veicolare novità e originalità. DETTO QUESTO E CONSIDERANDO CHE IN TV I NUMERI SONO (QUASI)TUTTO, OCCORRE RICORDARE CHE GLI STESSI NUMERI CMQ VANNO INTERPRETATI, DA SOLI CI DICONO POCO.

  6. anche in altri post ho espresso i miei dubbi su X Factor. il risultato raggiunto secondo me va bene (ovviamente si può fare di più) ma ritengo che i costi siano di molto superiori ai ricavi pubblicitari e quindi il progetto X Factor tanto apprezzato da Marano si è rivelato un insuccesso in termini aziendali, non in termini di risonanza mediatica. io non sono molto d'accordo che venga riproposto a settembre: i costi saranno nuovamente esorbitanti ma, pur non essendoci troppa concorrenza, il pubblico sarà stanco di rivedere un prodotto lasciato in pausa solo pochi mesi. Marano ha tentato di portare nuove idee alla rete ma ora è arrivato il momento di cambiare la figura di riferimento e spero che ciò avvenga presto.

  7. ma XF va su RaiDue!!! è ovvio che fa molto meno di Canale5, XF è inoltre sopra la media di rete, mentre Bellissima mooolto al di sotto di quella di Canale5! e poi guardiamo il targer: quello di XF è ottimo: in gran parte giovane, ricco e istruito! XF è un grande successo, Bellissima un grande flop!

  8. Grazie per i complimenti, del tutto inattesi (credevo che avrei suscitato le ire dei numerosi fan di x-factor). Noto poi con piacere che le teorie sul potere della stampa e quella sul prodotto di qualità continuano a dividere anche qui nei commenti. @fosfe: concordo sul fattore della composizione più o meno "pregiata" del pubblico, anche se poi quasi sempre questo si ripercuote sul giudizio della stampa @Marco82: effettivamente la mancanza di rinnovamento nello show del Bagaglino si faceva sentire pesantemente

  9. Secondo me la verità che traspare da un po' tutti gl'interventi è che non si possono giudicare i programmi solo dagli ascolti. Questa logica che può essere considerata valida dalle televisioni commerciali (ma anche qui fino a un certo punto: Canale 5 negli anni 80' aveva ascolti molto più bassi dal colosso Rai eppure influenzava il costume e la società in maniera molto più profonda), si perde per i canali del servizio pubblico che dovrebbero badare di più alla qualità. L'andamento degli indici d'ascolto dovrebbe essere esaminato come un flusso nel tempo: solo così diventerebbe davvero indicativo. Molte trasmissioni osannate da pubblico e critica (faccio esempi a caso Le Iene, Che tempo che fa', persino Striscia la notizia) iniziarono in sordina con bassi ascolti e poi sono via via cresciute, mentre è sempre capitato che trasmissioni brutte perdessero ascolti nel tempo. Altre trasmissioni invece variano notevolmente ascolti da puntata a puntata a seconda degli ospiti presenti (quindi il programma aggiunge di per sè poco o nulla); i reality e le fiction infine incrementano spettatori nelle ultime puntate. Gli ascolti di un giorno solo il più delle volte invece sono poco indicativi.

  10. ma era ovvio il flop di siliconatissima sempre le solite cose e le solite faccie,davvero inguardabile troppo volgare