27
febbraio

E’ Arrivata la Felicità 2: la malattia qui è una forzatura

Claudia Pandolfi

Claudia Pandolfi

Che la fiction italiana racconti le storie del pubblico, è vero. Che metta in scena i problemi delle persone comuni così come delle minoranze, anche. Ma ogni fiction ha un suo registro, un suo mood, e i temi trattati vanno tarati anche e soprattutto in base a quello: per questo la scelta di incentrare la seconda stagione di E’ Arrivata la Felicità sul cancro, seppur nobile e ricca di buone intenzioni, non convince.

E’ arrivata la Felicità 2: un tema troppo cupo per una fiction leggera

L’idea di raccontare la malattia col sorriso e puntare sulla voglia di guarire, di non lasciarsi abbattere, è bellissima, ma impraticabile: Angelica – il personaggio di Claudia Pandolfi, che ha scoperto di avere un linfoma di Hodgkin – può ridere, può mostrarsi combattiva, può ballare, può fare l’amore, può restare bella nonostante le cure e vincere la sua battaglia, ma la tristezza e l’apprensione restano ad ogni scena.

E’ un po’ quello che è accaduto in tre stagioni di Braccialetti Rossi, ma lì l’obiettivo era chiaro fin dall’inizio e tu spettatore, se decidevi di guardare le puntate, sapevi cosa aspettarti. Sapevi che avresti pianto, che il dolore messo in scena avrebbe toccato qualche corda del tuo passato o di quello di qualcuno a cui vuoi bene, che saresti stato un po’ in apnea, temendo per la vita dei personaggi che avevi imparato a conoscere.

E’ Arrivata la Felicità, invece, si è presentata due anni fa al pubblico di Rai 1 come l’erede di Tutti pazzi per Amore, una serie spensierata, sopra le righe, da guardare per rilassarsi. Dove potevano essere toccati anche temi delicati ed importanti ma alla base c’era una grande leggerezza, che faceva sorridere. La prima stagione non è stata un capolavoro, è stato un racconto carico di cose già viste e sopra le righe, ma si è difesa; la seconda, invece, ha preso un’altra direzione, quella del tema sociale, che proprio non si sposa con l’eccentricità, le canzoni e il caos.

In conclusione la scelta degli autori, che per taluni sarà stata coraggiosa e commovente, è stata una forzatura, forse un modo per nobilitare il tutto, l’esagerazione che all’esordio del progetto ci augurammo non si verificasse mai.

Condivi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Wikio IT
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Netvibes

,



Articoli che potrebbero interessarti


I Promessi Sposi
Pechino Express 2018: bye bye Promessi Sposi, tra i concorrenti meno simpatici di sempre


I Bastardi di Pizzofalcone 2
I Bastardi di Pizzofalcone 2: una fiction che rompe gli schemi e cambia i tempi. Osando.


I Ridanciani
Pechino Express 2018: il trionfo dei Ridanciani e l’addio definitivo ai Mattutini


Una Pallottola nel Cuore 3
Una Pallottola nel Cuore 3: Proietti porta su Rai 1 una routine piacevole, ma che potrebbe dare di più

2 Commenti dei lettori »

1. alla ha scritto:

28 febbraio 2018 alle 18:01

Assolutamente d’accordo. La prima serie era frizzantina, simpatica. Questa ha catapultato il pubblico in una serie d’angosce mal celate con battute e forzature varie.
Infatti non ha tutto questo successo…



2. SANDRA ha scritto:

28 marzo 2018 alle 09:51

e’ arrivata la felicita’ e’ una fiction carinissima fatta di attori bravissimi, e’ un offesa verso i telespettatori che pagano fra l’altro un canone non metterla in prima serata
vergogna



RSS feed per i commenti di questo post

Lascia un commento


Se sei registrato fai il login oppure Connetti con Facebook

Per commentare non è necessaria la registrazione, tuttavia per riservare il tuo nickname e per non inserire i dati per ciascun commento è possibile registrarsi o identificarsi con il proprio account di Facebook.