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Everybody Loves Diamonds è un diamante grezzo

Redazione

di Redazione

17/10/2023 - 11:12

Everybody Loves Diamonds è un diamante grezzo

Kim Rossi Stuart in Everybody Loves Diamonds (US Prime Video)

2.8 /5

La metafora può risultare scontata oppure molto pertinente, eppure l’impressione è che Everybody Loves Diamonds sia un diamante grezzo: la nuova serie Prime Video, infatti, ha tanto potenziale ma non del tutto espresso. Ispirata a una storia vera – il colpo del secolo ai danni del World Diamond Center di Anversa – vira verso una direzione autonoma, ambientando la storia 20 anni dopo i fatti realmente accaduti e procedendo liberamente nel racconto. La serie punta ad avere un respiro internazionale ma rimane imprigionata negli schemi delle produzioni tricolori.

La vicenda è un buon punto di partenza ma è resa ancora più surreale – e poco credibile, va detto – dal fatto che l’impossibile colpo del secolo venga messo a segno da una banda di ladri così improvvisata e incasinata. Tipicamente italiano. E italiano è anche il mix di generi, heist e commedia, tra tensione e gag divertenti, come pure la colonna sonora che si arricchisce di una buona dose di successi nostrani.

La parte della commedia è quella che riesce meglio, nella migliore delle tradizioni nostrane, anche se la recitazione risulta un po’ sopra le righe, a tratti caricaturale e macchiettistica. L’impianto narrativo funziona, stuzzica lo spettatore: il racconto procede su due linee temporali che lasciano gradualmente scoprire come è stato preparato il colpo e chi ha tradito il protagonista. Eppure, spesso i due piani tendono a ingarbugliare i fili del racconto e in questo non è d’aiuto l’espediente non troppo originale della rottura della quarta parete che, invece di chiarire il punto di vista dei personaggi, crea confusione.

La regia e la fotografia funzionano, il ritmo è incalzante, la storia avvincente e il colpo di scena dietro l’angolo, la ricostruzione del colpo è interessante e si avvantaggia dell’attualizzazione della storia grazie al contributo delle più recenti tecnologie. Tante le carte giocate, le dinamiche tentate, sviluppate però non nel modo più vincente e convincente.

Come il vero protagonista di questa storia, anche il personaggio interpretato da Kim Rossi Stuart è un ladro buono, che non usa le armi e che, con “destrezza superlativa”, ruba a chi possiede troppo. Peccato che non abbia messo in conto i poteri forti che nell’oscurità manovrano ogni cosa. In fondo, Notarbartolo ne esce come un grande: un grande antieroe forse un po’ troppo ingenuo. Ecco, le premesse erano ottime, ma la serie pecca forse di un po’ di ingenuità.

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