Interviste



4
giugno

MIRIANA TREVISAN A DM: ALL’ISOLA DEI FAMOSI NON MI HANNO RICHIAMATA PERCHE’ NON CREO SCANDALI E NON SONO PAZZERELLA. VORREI TORNARE IN TV CON UN PROGRAMMA DI VIAGGI

Miriana Trevisan

Come altre sue colleghe non riesce a trovare uno spazio in tv da alcuni anni, ma Miriana Trevisan non sembra affatto “Delusa”, giusto per citare la famosa canzone che Vasco Rossi dedicò a suo tempo alle ragazze di Non è la Rai. Proprio in questa trasmissione cult degli anni 90, la showgirl napoletana ha, infatti, mosso i primi passi nello spettacolo, per approdare subito dopo sul bancone di Striscia la notizia come velina, e negli anni successivi come valletta al fianco di mostri sacri del piccolo schermo come Corrado, Raimondo Vianello e Mike Bongiorno. Tra ricordi di gioventù e progetti futuri, Miriana, da qualche anno felicemente sposata con il cantante Pago e mamma del piccolo Nicola, si è raccontata a noi di DM.

Miriana, ti si vede poco in tv, ma in compenso sei attivissima sul web grazie a Facebook e Twitter…

Si, ci tengo tantissimo ad avere questo contatto quotidiano con i miei fans. Sono felice che esista questa possibilità d’interagire e comunicare con il pubblico, senza doverlo fare necessariamente dalla tv.

Come mai il piccolo schermo ti ha messa un po’ da parte?

Messa proprio da parte no. Siamo in tante a non lavorare, alcune non fanno proprio nulla. Io ogni tanto faccio delle ospitate in trasmissioni come L’Italia sul due, Mattino Cinque o Le amiche del sabato.

Delusa da questo ridimensionamento?

Non sono delusa, nello spettacolo funziona così. Magari ho sbagliato qualcosa anche io. Mi dispiace non esserci e mi farebbe molto piacere tornare, del resto la tv è sempre stata il mio lavoro.

In che vesti vorresti tornare?

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4
giugno

GERARDO PULLI A DM: “CHI PENSA CHE ABBIA VINTO PERCHE’ SONO SOLO UN PERSONAGGIO E’ UN ALIENATO SOCIALE”

Gerardo Pulli

Non è un tipo facile Gerardo Pulli. Il vincitore di Amici 11 sta sulla difensiva, rigetta le etichette e ha un modo di pensare tutto suo che cerca di spiegare come meglio può ricorrendo talvolta anche ad espressioni che non ammettono contraddizioni. Dalla crisi della politica ai concetti di religione e libertà, passando ovviamente per la musica e per il talent show che gli ha regalato la notorietà, il giovane cantautore torinese si racconta a 360 gradi e senza peli sulla lingua a DM.

Com’è passare da illustre sconosciuto a giovane promessa della musica?

Oggi è facile diventare famosi: esci di casa, uccidi tre persone e lo sei. Per me non conta l’esser popolare ma la passione. Poi non è che facendo Amici si diventa qualcuno.

Però hai un album in classifica, quello è sicuramente un primo passo…

Sì. Sono felicissimo perché prima di andare ad Amici il mio obiettivo era di esser ascoltato.

Da cosa nasce questo impellente bisogno di essere ascoltato?

Io ero uno che non parlava tanto. Per questioni caratteriali ero sempre chiuso nel mio guscio, uscivo poco e rimanevo chiuso in cameretta. Con le canzoni dico quello che non riesco a dire di persona. Se facciamo una cena in quattro e qualcuno fa una domanda a tutti, io non rispondo per non mettermi in mezzo. Io parlo scrivendo.

E non hai pensato che  l’esperienza ad Amici poteva farti apparire per quello che non sei?

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31
maggio

TIBERIO TIMPERI A DM: ”CON ME RECORD D’ASCOLTI PER VERDETTO FINALE. LA PUNIZIONE PIU’ GRANDE? LAVORARE CON EMILIO FEDE”

Tiberio Timperi

A dispetto della crisi della tv generalista anche quest’anno con un marchio consolidato come Uno Mattina In Famiglia, Tiberio Timperi è riuscito a portare a casa grandi numeri. Più in generale però, questa stagione è stata particolarmente intensa per il giornalista conduttore. Tiberio ha sostituito temporaneamente, con ottimi risultati, Veronica Maya a Verdetto Finale ed ha condotto, in prima serata su Rai1, il poco fortunato esperimento di Socrate. Proprio le sue ultime avventure televisive sono il pretesto per la nostra chiacchierata.

Com’è il bilancio di questa stagione di Unomattina in Famiglia?

Annata ottima, sempre sull’attualità con il garbo che compete al servizio pubblico. Abbiamo fatto record d’ascolto storici. Niente sensazionalismi o finti pietismi, senza ipocrisia e moralismi: abbiamo fatto il nostro onesto lavoro.

C’è qualche frecciatina a qualcuno per caso?

No, dico solo che ci sono due tipi di televisione: una sensazionalista e una che invece semplicemente dà la notizia lasciando poi a chi sta a casa la possibilità di farsi un’opinione. Noi apparteniamo a questo secondo filone. Non giudico nessuno: in tv c’è posto per tutti. E’ la mia cifra stilistica, vado avanti così.

Il segreto del successo di questo programma è la sobrietà?

Non solo. C’è una squadra molto affiatata e una coppia in armonia. Io e Miriam non siamo un tandem nato per contratto.

Come vedi Miriam? Quale pensi sia la sua marcia in più?

Mi trovo molto bene con lei. E’ molto giovane e brava, si sta dando un metodo, ha preso la strada giusta. Anagraficamente se le magna tutte. Ha la percezione chiara di tutto quello che le accade intorno, ma soprattutto legge, legge, legge. Ha studiato, non è una smandrappata ed ha una spiccata sensibilità. Trovarne di persone così.

La vedi in prospettiva come volto Rai da prima serata?

Sì. Ammesso e non concesso che il prime time sia ancora un traguardo. Ha comunque tutto il tempo. Io le dico sempre: non avere fretta perché te le magni tutte.

Ma le levatacce mattutine del weekend non ti pesano? Spesso vengono vissute quasi come una punizione…

Invecchiando mi cominciano a pesare proprio tanto. Non ho fatto niente per dover essere punito, per me anzi è stato un traguardo. Al tempo stesso mi auguro che da punto di arrivo sia a sua volta un punto di partenza per fare altre cose. Per me la vera punizione è stato dover lavorare con Emilio Fede.

Problemi personali con lui?

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25
maggio

CARLA GOZZI A DM: “RESTO FEDELE A REAL TIME. I NOSTRI POLITICI RAPPRESENTANO MALE L’ITALIA A LIVELLO DI STILE”

Carla Gozzi

Se incontrandovi per strada vi dovesse salutare incrociando gli indici cominciate a darvi un’occhiata. Probabilmente i vostri pantaloni a pinocchietto e la camicia hawaiana con cui li avete abbinati hanno provocato una crisi di panico a Carla Gozzi, costretta a bocciarvi con il suo noto gesto di disapprovazione. Ora la più nota style coaching d’Italia è di nuovo sugli schermi di Real Time, ogni mercoledì alle 21.10, con la sesta stagione di Ma Come Ti Vesti?, show diventato ormai un cult in cui è affiancata dal fido Enzo Miccio.

Più passano gli anni e più i casi di look improbabili di Ma Come Ti Vesti? diventano estremi. Qual è stata la difficoltà maggiore di questa edizione?

Quest’anno Enzo ed io ci siamo dovuti confrontare con persone, soprattutto donne, che avevano già un proprio, discutibilissimo, stile. In passato abbiamo lavorato su signore un po’ remissive, che avrebbero dovuto curarsi solo un po’ di più. In questa edizione invece abbiamo provato a rimettere sul binario del buongusto gente che per anni ha commesso tanti errori in fatto di stile.

Per spingere una persona ad un cambiamento, dopo tanti anni, bisogna essere anche un po’ psicologi?

Certo, lo stile parla di noi, descrive come siamo fatti, chi frequentiamo, il mondo che ci piace. Per far si che le nostre trasformazioni di look abbiano successo dobbiamo capire chi abbiamo di fronte, dobbiamo trovare persone che siano convinte del loro cambiamento e che possano  mantenere il loro nuovo stile nel tempo.

Avete avuto notizie di partecipanti di Ma Come Ti Vesti? che dopo i vostri consigli sono ricaduti nel baratro del cattivo gusto?

Per ora no. Noi rimaniamo spesso in contatto con i “nostri ospiti” che continuano a chiederci consigli, anche a distanza di anni. Ci mandano lettere soprattutto quando devono partecipare ad alcuni eventi ed hanno il timore di “ricadere” sugli errori del passato.

Invece vi è mai capitato che una puntata andasse “a buca” per un “caso” troppo disperato? Avete mai gettato la spugna?


24
maggio

ROBERTA CAPUA: MISS ITALIA NON IN COSTUME? ALLORA CHIUDIAMOLO PER SEMPRE. MI PIACEREBBE SPERIMENTARE SUL DIGITALE

Roberta Capua

La sua classe unita ad un’eleganza da “miss” ha fatto sempre la differenza tra i tanti volti che popolano il piccolo schermo. Parliamo di Roberta Capua che, accantonata momentaneamente la tv, si gode le gioie della famiglia. Sposata da un anno con l’imprenditore Stefano Cassoli, che nel 2008 l’ha resa madre del piccolo Leonardo, l’ex signora della domenica di Canale5 non sembra avere particolari rimpianti per le scelte fatte e, in attesa di una giusta occasione per tornare dal suo pubblico, si racconta a 360 gradi sulle pagine di DM.

Allora Roberta, quando torni in tv? Il pubblico inizia a reclamare…

Mi fa molto piacere che la gente si ricordi di me e desideri il mio rientro in tv, ma per il momento non ho nessun progetto. La tv, come del resto il nostro Paese, sta vivendo un momento di crisi. Sono diminuite le produzioni, si lavora molto meno rispetto a prima, e a farlo sono sempre le stesse persone.

In passato ti sei misurata sia con il varietà che con la tv di servizio. In quali vesti ti piacerebbe tornare?

Il varietà e l’intrattenimento sono molto divertenti, però il talk è senz’altro il genere televisivo più nelle mie corde. Con In Famiglia e Unomattina ho avuto in passato grandi soddisfazioni. Certo, si tratta di trasmissioni molto impegnative dal punto di vista dei tempi; generalmente sono programmi quotidiani e in diretta. Io ho un bambino piccolo, vivo a Bologna, mi dovrei organizzare. Però nella vita tutto può succedere. Mai dire mai.

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23
maggio

INTERVISTA A VINCENZO CANTATORE: “LA TV MI HA DELUSO, E’ TUTTO MOLTO FINTO. PUNTO ALLA FICTION E AL CINEMA”

Vincenzo Cantatore

Dal ring al set televisivo. E’ questo il singolare percorso di Vincenzo Cantatore, ex campione di pugilato che nella prossima stagione vedremo in due episodi della fiction di Canale 5 R.I.S. Roma 3. Spalle larghe e volto da guerriero, lo sportivo, rimasto deluso dalle precedenti esperienze tv, sogna ora un futuro d’attore per il piccolo e grande schermo. Abbiamo voluto saperne di più.

Da campione della boxe ad attore di fiction, com’è avvenuto questo curioso passaggio?

Il tutto nasce in realtà parecchi anni fa. C’è sempre stato un certo interesse nei miei confronti da parte di varie case di produzione di cinema e tv. Sono stato corteggiato a lungo, ma purtroppo ho sempre dovuto rinunciare per via degli impegni sportivi, che non mi davano il tempo e la possibilità di potermi dedicare ad altro.

Adesso che hai appeso i guantoni al chiodo, puoi finalmente metterti alla prova…

In questi anni, nel tempo libero, mi sono preparato per un’eventuale scritturazione. Ora è arrivata la partecipazione a “R.I.S. Roma 3”, un’esperienza che io considero una prova generale, una sorta di provino. Già due anni e mezzo fa fui contattato dalla Taodue per prendere parte a Distretto di polizia, però dovetti rinunciare per impegni di lavoro presi in precedenza. 

Come è stata questa prima esperienza sul set?

Sicuramente molto divertente. Sono molto grato al produttore Pietro Valsecchi che mi ha coinvolto in questa iniziativa. Stare sul set è un po’ come stare sul ring, però al posto dell’avversario ti relazioni con il regista e al posto del pubblico sei circondato dalla troupe. Sono contento perché ho lavorato con grandi attori e con la Taodue, che è in assoluto la casa di produzione più forte e valida che c’è in circolazione.

Che ruolo avrai in R.I.S. Roma 3?


19
maggio

PAOLA FERRARI A DM: “NON CREDO CHE MIO SUOCERO ACQUISTERA’ LA7. LA RAI POTREBBE TROVARE I SOLDI PER IL CALCIO TAGLIANDO I CACHET DELLE STAR”

Paola Ferrari

Il “calcio spezzatino” e l’avanzare di Sky e Mediaset Premium non hanno scalfito la sua Domenica Sportiva. Paola Ferrari può dirsi soddisfatta: lo storico talk show domenicale, nella stagione appena conclusa, è addirittura cresciuto negli ascolti con un picco record che ha sfiorato il 18% di share. Proprio un bilancio sulla DS dà il la ad una chiacchierata a tutto tondo con la giornalista che a DM non esita a rivelare la sua massima ambizione professionale

E’ stata un’annata fortunata questa per La Domenica Sportiva…

Sì, abbiamo chiuso due punti sopra la media dell’anno scorso e con la puntata del 6 maggio abbiamo realizzato uno straordinario 17.91%. Un dato assai significativo perché non veniva raggiunto da anni dal programma e sappiamo come nelle ultime stagioni il calcio sulla tv generalista sia cambiato. Una grande soddisfazione, frutto di tanto lavoro, non solo mio ma di tutti noi che la creiamo lavorando e discutendo insieme attorno ad un tavolo. La nostra non è più una trasmissione sportiva, sarebbe riduttivo considerarla tale, ma un talk che dura più di due ore.

C’è qualcuno tra i tuoi ospiti fissi che ritieni indispensabile?

Non potrei fare a meno di Ivan Zazzaroni; con lui ho un rapporto particolare, anche nei momenti di difficoltà è pronto a darti una mano. Più in generale non lascerei andare via nessuno: con Marco Civoli e Fulvio Collovati siamo amici di lunga data, mentre con Gene siamo diventati una coppia non dico comica ma quasi. Baconi ci dà una chiave tecnica-tattica fondamentale perché la trasmissione, pur avendo dei momenti più leggeri, deve avere la sua autorevolezza. L’obiettivo che ci siamo posti, quando abbiamo tolto la moviola, era di spiegare il calcio agli italiani e credo che siamo riusciti a raggiungerlo avendo offerto un prodotto molto credibile dal punto di vista tecnico ma anche un prodotto che permette di passare del tempo divertendosi. C’è stata anche una fascia di pubblico non proprio calciofila che ci ha seguito.

Malgrado il successo la Domenica Sportiva potrebbe esser messa in discussione dal mancato acquisto dei diritti tv in chiaro della Serie A da parte della Rai.


17
maggio

PAOLO RUFFINI A DM: “VORREI CONDURRE LA CORRIDA. BELEN COME MARILYN MONROE”

Paolo Ruffini

A vederlo non si direbbe. Eppure Paolo Ruffini, teledipendente dichiarato, sogna un futuro da conduttore alla vecchia maniera. Proprio come il suo idolo sin da quando era piccolo: Corrado Mantoni, indimenticato padrone di casa de La Corrida e de Il Pranzo è servito.  Nell’attesa di coronare il suo sogno, il conduttore e attore livornese si divide tra Stracult (ogni lunedi in seconda serata su Raidue) e le parodie di Sto Classico (ogni martedi in prima serata su Italia1) spin off del suo fortunatissimo Colorado, la cui nuova edizione andrà in onda il prossimo autunno con o senza (non è dato saperlo) la prima donna Belen Rodriguez. Proprio a proposito della sensuale argentina Paolo conia un inedito paragone: Belen come Marilyn Monroe…

Paolo hai debuttato su Italia 1 con Sto Classico. Com’è andata?

Devo ammettere che ero molto curioso quando mi è arrivata la proposta che mi ha subito entusiasmato; l’idea delle parodie non è nuova ma è stata declinata in una maniera assolutamente originale. Questo  è avvenuto grazie ad una parte tecnica straordinaria che si avvale di una regia e di costumi quasi cinematografici. Inoltre hanno partecipato attori molto bravi che non provengono solo da Colorado. Abbiamo avuto guest cinematografiche come Nicoletta Romanoff, Dino Abbrescia, Enzo Salvi, Biagio Izzo e personaggi  tv come Gerry Scotti e Juliana Moreira.

E’ stato un bel rischio quello che ti sei assunto.

Sì, però, meno male. In questo periodo, poi, vacci a capire qualcosa in materia di ascolti, ormai è difficilissimo.