Fiction



26
giugno

RAI 1, PALINSESTI AUTUNNO 2013: TUTTE LE FICTION

Don Matteo

A fronte di una stagione alquanto deludente sul piano dell’intrattenimento, in termini di share quest’anno Rai 1 ha puntualmente sbancato con le sue fiction, ormai un vero ed irrinunciabile cavallo di battaglia. Per questo motivo nei palinsesti dell’autunno 2013 ben quattro serate su sette saranno dedicate al genere, nella speranza di bissare il successo ottenuto finora. Nella fattispecie la domenica ci saranno le grandi serie per tutta la famiglia, il lunedì i film tv o le prime puntate delle miniserie evento, il martedì le fiction che strizzano l’occhio al melò e il giovedì quelle più giovani e familiari.

L’azienda pubblica non potrà contare su Il commissario Montalbano e su Un medico in famiglia ma i titoli in programma sono tanti ed interessanti, a partire dalle attese riconferme che il pubblico probabilmente premierà come già avvenuto con le stagioni precedenti. Partiamo dall’altro personaggio simbolo della fiction italiana, Don Matteo, che torna con la nona stagione le cui riprese si stanno svolgendo a Spoleto dopo l’abbandono della storica Gubbio. Arrivano nel cast al fianco di Terence Hill Andrés Giles e Giorgia Surina mentre non ci sarà più Pamela Saino, figlia del Maresciallo Cecchini ovvero Nino Frassica (confermatissimo).

Pronta a tornare anche Una Grande famiglia, di cui Rai 1 trasmetterà da domenica 30 giugno le repliche della prima serie e di cui si stanno svolgendo adesso le riprese della seconda: la storia della famiglia Rengoni ripartirà esattamente da dove l’avevamo lasciato, ovvero dal ritorno di Edoardo (Alessandro Gassman). Dopo un anno e mezzo circa di attesa tornerà anche Veronica Pivetti in Provaci Ancora Prof 5 e finalmente la sua Camilla ritroverà a Torino la passione di sempre, Gaetano (Paolo Conticini): che fra i due scoppi una volta per tutte la passione soffocata?

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16
giugno

SQUADRA MOBILE: UN NUOVO POLIZIESCO PER RACCONTARE I REATI SU DONNE E MINORI

Pietro Valsecchi (Taodue)

Delle forze dell’ordine ormai sappiamo praticamente tutto grazie alla fiction italiana: abbiamo visto all’opera i carabinieri, la guardia di finanza, la guardia costiera, la guardia forestale, il reparto investigazioni scientifiche e per la polizia addirittura abbiamo imparato a conoscere i vari reparti quali la squadra investigativa e i falchi. Adesso impareremo ad usare una nuova espressione, quella di Squadra Mobile, che include le ultime due e ne presuppone delle altre.

E’ questo infatti il titolo della nuova serie in otto episodi da ottanta minuti ciascuno scritti da Barbara Petronio, Ezio Abate e Francesco Balletta che Taodue realizzerà per il 2014. Ancora una volta al centro delle serate di Canale 5 ci saranno i tutori dell’ordine pubblico, poliziotti appunto della squadra mobile che nelle grandi città come Roma è vera e propria divisione, quella che indaga in borghese per inchiodare colpevoli e raccogliere prove nell’ambito di reati quotidiani.

Sarà proprio la vita di tutti i giorni della capitale italiana a fare da sfondo alle storie dei protagonisti e delle vittime che cercheranno di aiutare. Una serie che ha come obiettivo quello di raccontare la cronaca con la messa in scena di casi di femminicidio, infanzia contesa, stalking, persone scomparse e prestando particolare attenzione ai reati che coinvolgono donne e minori.

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16
giugno

IL SANGUE NON SBAGLIA: IL ROMANZO POSTUMO DI ANTONIO MANGANELLI DIVENTA UN FILM TV

Il Sangue non sbaglia

Antonio Manganelli, nato ad Avellino nel 1950 e morto a Roma nel 2013, era dal 2007 il capo della polizia italiana. Una personalità forte, la sua, stimata e ricordata positivamente, che si distingueva non soltanto per la dedizione alla divisa ma anche per la voglia di raccontarla, di analizzarla, condividerla e diffonderla.

Dopo la pubblicazione nel 2007 di un manuale pratico sull’investigazione, Manganelli si dedicò ad una sorta di autobiografia in cui raccogliere le sue esperienze, ma col tempo quell’idea si trasformò in un vero e proprio romanzo a cui si dedicò fino alla fine dei suoi giorni e che è stato pubblicato postumo. E quel romanzo, Il sangue non sbaglia, a breve diventerà un film tv targato Taodue, la cui sceneggiatura è affidata a Daniele Cesarano.

Il protagonista del romanzo è l’ispettore Giovanni Galasso, un investigatore di mezza età che rispecchia moltissimo l’autore, sia per i buoni rapporti che mantiene con colleghi e sottoposti che per la passione che mette nel proprio lavoro. Il caso che Galasso deve affrontare è l’omicidio di una benefattrice, l’aristocratica Anna De Caprariis che, nonostante fosse amata e benvoluta da tutti e senza l’ombra di un nemico, viene strangolata in casa sua. Un’indagine che si mischia ai ricordi e agli aneddoti che viene via via spontaneo al protagonista riprendere, raccontando gli anni a Palermo, quelli a Roma e lasciando talvolta spazio a riflessioni politiche e sociali.





14
giugno

ALESSANDRO PREZIOSI SARA’ DON DIANA

Alessandro Preziosi

Sarà Alessandro Preziosi ad interpretare Don Peppe Diana nella fiction Rai dedicata al parroco assassinato per mano della camorra a Casal di Principe il 19 marzo del 1994. Le riprese prenderanno il via il prossimo mese di settembre, mentre la miniserie andrà in onda nel marzo 2014, a vent’anni esatti dalla morte del sacerdote. Era il giorno del suo onomastico, San Giuseppe, quando un killer lo aggredì all’interno della sagrestia della sua parrocchia di San Nicola di Bari sparando cinque proiettili che lo uccisero all’istante. Cinque colpi che misero fine ad una vita coraggiosa, da sempre segnata da una lotta religiosa e civile contro la camorra e la criminalità. La miniserie realizzata per la Rai dalla Aurora Film (Costo totale 3,7 milioni di euro), come ricordato dal produttore Gianandrea Pecorelli al corrieredelmezzogiorno.it, arriva in tv dopo una lunga serie di rinvii.

“È stato un percorso sofferto. Per alcuni anni anche in Rai non si è ritenuto importante dare il giusto rilievo a figure che, come Don Peppe, hanno segnato la storia recente del nostro Paese e sono d’esempio anche per i giovani”.

Soddisfazione ed entusiasmo sono stati espressi anche da Valerio Taglione del Comitato Don Peppe Diana che, nel sottolineare la collaborazione dell’associazione al progetto, ha anche colto l’occasione per muovere delle critiche ad alcune fiction di recente messa in onda, dedicate a personaggi legati alla criminalità.

“Un lavoro del genere lo sollecitavamo da anni. Il comitato ha collaborato alla sceneggiatura. Questa è la migliore risposta a prodotti negativi come la fiction su Pupetta Maresca o il Capo dei Capi, e restituirà al grande pubblico lo straordinario messaggio di amore e coraggio di Don Peppe”.


12
giugno

IL CASO ALDROVANDI: TAODUE PORTA SU CANALE 5 LA MORTE DI FEDERICO

Federico Aldrovandi

E’ una delle pagine più drammatiche e angoscianti della recente storia italiana, raccontata spesso dai social network e in generale on line mentre la tv, eccezion fatta per il dovere di cronaca dei telegiornali, non ne parla tanto quanto fa con gli altri casi di cronaca. Almeno fino ad ora: Taodue ha infatti annunciato per il prossimo anno la realizzazione di un film tv intitolato Il Caso Aldrovandi, che farà conoscere bene anche al pubblico televisivo una storia che nessuno avrebbe voluto mai conoscere.

La morte di Federico Aldrovandi, studente ferrarese di diciotto anni ucciso durante un controllo operato da agenti di polizia nel 2005, e soprattutto il lungo processo che ne è seguito, saranno al centro della sceneggiatura scritta da Stefano Rulli, Malcom Pagani e Alessandro Fiori. A dirigere il film tv, la cui messa in onda farà certamente discutere accendendo anche per la tv i dibattiti e gli scontri che spopolano altrove, sarà Daniele Luchetti, già attore, sceneggiatore e regista cinematografico.

Questo film arriva dopo la condanna a 3 anni e sei mesi di reclusione per i colpevoli, che con ogni probabilità verranno subito dopo reintegrati in Polizia. E potrebbe essere una sorta di megafono per Patrizia Moretti, la madre di Federico, la cui tenacia e forza davanti ai numerosi tentativi di depistaggio verificatisi durante le indagini, è stata fondamentale per arrivare in fondo alla storia. Ai fini della realizzazione del progetto Taodue ha infatti voluto incontrare la donna, che ha sempre combattuto contro il muro di gomma alzato da una parte delle istituzioni e subito attacchi inopportuni per i quali al suo fianco si è pubblicamente schierato il Presidente della Camera Laura Boldrini.





9
giugno

AMBROGIO FOGAR: CANALE 5 OMAGGIA L’ESPLORATORE SCOMPARSO CON UNA FICTION

Ambrogio Fogar

Se oggi la tv generalista riserva ampio spazio ai programmi dedicati all’ambiente, lo dobbiamo un po’ anche a lui. A colui che negli anni ‘80 approdò in tv conducendo Jonathan – Dimensione avventura mettendo a disposizione del grande pubblico tutta l’esperienza e tutte le conoscenze accumulate nella sua vita di esploratore e navigatore.

Parliamo di Ambrogio Fogar, anche autore di numerosi resoconti di viaggio, alla cui biografia Taodue ha deciso di dedicare una serie televisiva in quattro puntate da cento minuti ciascuna che dovremmo vedere sugli schermi di Canale 5 nel 2014. Principale referente del progetto Fogar è il regista Giovanni Veronesi, che ha portato avanti un lungo studio sul personaggio insieme a Francesca Fogar, già autrice di vari spettacoli teatrali incentrati sulla figura del padre.

Se normalmente siamo abituati a vedere fiction biografiche suddivise in sole due puntate, questa volta si raddoppia perché la vita di Fogar, nato a Milano nel 1941 e lì morto nel 2005, è stata molto intensa e ricca di avventure incredibili e di avvenimenti impossibili da tralasciare. Dalla traversata dell’Atlantico del Nord in solitaria del 1972, quando dovette fare a meno anche del timone a causa di un’avaria, ai 74 giorni in mare aperto passati al largo delle Isole Falkland dopo che la sua imbarcazione era affondata, fino alla conquista a piedi del Polo Nord. Fogar è stato un uomo che non si è mai dato per vinto, anche quando un incidente nel 1992 lo costrinse sulla sedia a rotelle: cinque anni dopo, pur nelle sue condizioni, partecipò al giro d’Italia in barca a vela.

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4
giugno

MA IL CIELO E’ SEMPRE PIU’ BLU: RAI 1 REPLICA LA FICTION SU RINO GAETANO

Rino Gaetano (Claudio Santamaria) - Ma il cielo è sempre più blu

Rino Gaetano (Claudio Santamaria) - Ma il cielo è sempre più blu

“Chi vive in baracca, chi suda il salario, chi ama l’amore e i sogni di gloria, chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria. Chi mangia una volta, chi tira al bersaglio, chi vuole l’aumento, chi gioca a Sanremo, chi porta gli occhiali, chi va sotto un treno“. Così scriveva e cantava Rino Gaetano nel 1975 e a distanza di quasi quarant’anni il commento dolce amaro che l’artista fece dell’Italia nel suo brano Ma il cielo è sempre più blu risulta quanto mai attuale.

Rai 1 questa sera omaggia l’artista calabrese scomparso nel 1981, a due giorni di distanza dall’anniversario della sua morte, avvenuta il 2 giugno, e replica la fiction Rino Gaetano – Ma il cielo è sempre più blu andata in onda in prima visione nel 2007 per la regia di Marco Turco, con Claudio Santamaria nel ruolo del protagonista e prodotta da Claudia Mori.

La miniserie in due episodi, che questa sera verrà trasmessa in un’unica puntata, racconta la vita del cantautore dagli esordi al successo e ha riscosso a suo tempo un grande consenso di pubblico, mentre è stata duramente criticata dalla famiglia dell’artista, in particolar modo dalla sorella Anna, che contestò l’inserimento nella narrazione di circostanze non rispondenti al vero, come la storia d’amore tra Rino e la sua manager interpretata da Laura Chiatti, e al contrario l’omissione di avvenimenti importanti come l’imminente matrimonio con la fidanzata, a cui dà il volto Kasia Smutniak.


23
maggio

CASA CECILIA: QUANDO LA FICTION ITALIANA NON AVEVA BISOGNO DI FORMAT SPAGNOLI

Locandine della serie Casa Cecilia

C’era un tempo in cui l’Italia non aveva bisogno di format spagnoli come Medico de Familia o Los Serrano, per dare vita a serie di successo come Un Medico in famiglia e I Cesaroni, entrambe accomunate, oltre che dalla casa di produzione Publispei, da un soggetto incentrato sulla vita e le disavventure quotidiane di una “tipica” famiglia italiana. Correva, infatti, l’anno 1982, quando sugli schermi di Rai1 prendeva il via Casa Cecilia, prima sit-com italiana.

La serie diretta da Vittorio De Sisti aveva per protagonista la famiglia Tanzi, composta da Cecilia, interpretata da Delia Scala, di ritorno in tv dopo alcuni anni di assenza, da suo marito Aldo, interpretato da Giancarlo Dettori, e da tre figli, Terry (Stefania Graziosi), Ugo (Davide Lepore) e Gabriele (Claudio Mazzenga), di età e caratteri differenti. Con loro (ma solo in alcuni episodi) c’era anche la nonna, cui dava il volto niente meno che Alida Valli.

Le vicende della famiglia Tanzi spaziavano dai problemi adolescenziali dei figli, a quelli di coppia, con il capofamiglia Aldo, scrittore di gialli di scarso successo, costretto ad occuparsi del menage familiare in sostituzione di sua moglie Cecilia, affermata dentista. Come nella tradizione delle migliori sit-com, ogni puntata prevedeva solitamente la presenza di alcune guest star. Tra i tanti personaggi che parteciparono agli episodi si ricordano Pippo Baudo, Sylva Koscina, Nando Gazzolo e Ugo Pagliai.

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