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Racconto di una Notte… già ‘sognata’ altrove!
di Roberto Mallò
30/04/2026 - 14:41
© ATV
2.5 /5
“Frasi già dette, già riascoltate in mille puntate di una soap opera alla tv“, cantava Max Pezzali in un suo celebre brano. Una massima che fa anche al caso di Racconto di una Notte, la nuova dizi turca di Canale 5 con protagonisti Burak Deniz e Su Burcu Yazgı Coşkun. Più che sorprendere, la serie è un agglomerato di elementi già visti: vendette familiari, amori impossibili e conflitti prevedibili si susseguono e trasformano ogni sviluppo in un déjà-vu continuo.
Mahir e l’innamoramento lampo (e poco credibile) per Canfeza
La storia parte quando il commissario di polizia Mahir Yilmaz (Burak Deniz) torna a Denizli per vendicare il padre Mehmet, assassinato 21 anni prima dal piccolo Savas, ormai diventato un uomo, per ordine del criminale Kürşat Kılımcı (Gürkan Uygun). La sera stessa del suo arrivo, Mahir incontra Canfeza (Su Burcu Yazgı Coşkun), la figlia del suo peggior nemico, e – inizialmente inconsapevole della sua identità – ne resta ammaliato.
Un amore lampo che costa quasi la ‘pelle’ al poliziotto, visto che la ragazza lo ferisce ad un braccio con un colpo di fucile. Invece di denunciarla, come qualsiasi persona farebbe, Mahir pensa alla sua ‘musa’ e la chiama Şehrazat, come la protagonista di Le Mille e una Notte, e vuole addirittura sposarla. Una follia in piena regola, tant’è che viene immediatamente da chiedersi se la pallottola sia rimbalzata sulla sua testa prima di finire sul braccio.
Da quell’istante i luoghi comuni si sprecano: Mahir si trasforma nell‘unico uomo pieno di virtù della serie. I telespettatori capiscono sin da subito che soltanto il poliziotto può salvare Canfeza dalle grinfie dei suoi ‘tiranni’. Costretta dal padre Kürşat al matrimonio con Selim Allame (Eren Vurdem), al quale deve chiedere addirittura il permesso per andare in bagno, la Kilimci non può fidarsi nemmeno dell’altro commissario della città, Orhan, visto che è nel libro paga di Kürşat.
Una delle poche ad appoggiare Canfeza, oltre a Mahir s’intende, è la nonna paterna Ezra (Yıldız Kültür), conoscitrice di tutte le credenze – magiche e non – della loro cultura nomade dei Yörük e ‘dispensatrice ufficiale’ di sventure dalle cosmiche proporzioni. Non a caso, se fossimo nella Kilimci, toccheremo ferro ogni volta che l’anziana apre bocca.
Racconto di una Notte… e di mille cliché triti e ritriti
Tra paesaggi mozzafiato, tra cui le bellissime terrazze bianche di Pammukale, e un ritmo che costantemente rimanda al magico mondo delle fiabe, proprio come il titolo suggerisce, Racconto di una Notte non stupisce di certo per la sua originalità. La serie si affida costantemente ai cliché del genere. Non mancano i cattivi di turno da odiare o i matrimoni combinati che fanno da contraltare alla storia smielata dei protagonisti. Inoltre, tra un flashback e l’altro, le agenzie funebri continuano a lavorare ad un ritmo incessante: solo nella prima puntata tre personaggi hanno tirato le cuoia!
Tra dialoghi scontati, sviluppi prevedibili e frasi da “cioccolatini”, manca una reale caratterizzazione dei personaggi secondari, spesso introdotti come se fossero già noti allo spettatore. In questo senso, l’apparizione della famiglia paterna di Mahir è risultata quasi spiazzante, al punto da dare l’impressione di essere finiti in un’altra serie. Ottima invece la chimica tra i due protagonisti, Burak Deniz e Su Burcu Yazgı Coşkun, così come una regia che sottolinea, in maniera efficace, le emozioni dei personaggi. Buona anche la colonna sonora, che accompagna e valorizza le scene.