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BAILA NON PUO’ ANDARE IN ONDA. E’ UFFICIALE

Redazione

di Redazione

26/09/2011 - 09:28

BAILA NON PUO’ ANDARE IN ONDA. E’ UFFICIALE

Barbara D'Urso

Roma, 26 set. (Adnkronos) – Il giudice del Tribunale Civile di Roma, Gabriella Muscolo, ha inibito a ”RTI Reti Televisive Italiane s.p.a., Endemol Italia S.p.A., Roberto Cenci e tutte le parti resistenti, la trasmissione” di ‘Baila’. La sentenza arriva a poche ore dalla messa in onda dello show, condotto da Barbara D’Urso e previsto per questa sera in prima serata su Canale 5.

Le motivazioniSecondo il Tribunale Civile di Roma, i due show, ‘Baila’ e ‘Ballando con le stelle’ ”appaiono l’uno riproducente l’altro”, e ”pertanto a una delibazione sommaria ricorre la contraffazione di Ballando, e il relativo illecito per violazione del diritto di proprietà intellettuale”. Secondo il giudice, infatti, ”Ballando è caratterizzata da una creatività sufficiente a differenziarla da altre gare di ballo, creatività i cui caratteri di individualità sono principalmente l’accoppiamento di persone non note con personaggi noti, la selezione e l’eliminazione con la combinazione di una giuria del voto popolare e l’aggiudicazione di un premio”.

Elementi che, secondo il Tribunale, ”sono presenti anche nella concorrente trasmissione ‘Baila”’ che, rispetto a ‘Ballando’, non possiede caratteristiche di differenza tali da poterle attribuire ”un gradiente creativo autonomo e diverso”. Per queste ragioni il giudice Muscolo ha stabilito lo stop alla messa in onda di ‘Baila’.

I legali al lavoro – Alfonso Signorini annuncia all’Alfonso Signorini Show che in questo momento il direttore di Canale5, Massimo Donelli, è con i legali di Mediaset per valutare come procedere.

Roberto Cenci commenta all’Alfonso Signorini Show: “se senti la mia voce capisci che noi abbiamo lavorato sino a tardi per andare in onda questa sera. Ci rimango male su quello che e’ questa sentenza. Abbiamo lavorato questi mesi per differenziarci da quel programma. Bisogna leggere la sentenza per vedere cosa vieta. Sono un po’ arrabbiato. L’unica speranza che ho è che non perdano il lavoro 250 persone. Sinceramente non me l’aspettavo. Non sono in grado di dirvi se andremo in onda o no”.


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136 commenti su "BAILA NON PUO’ ANDARE IN ONDA. E’ UFFICIALE"

  1. adesso l'accanimento verso il premier ha raggiounto anche il campo televisivo, ma in che paese viviamo? il programma delle papere della aureli, ne vogliamo parlare?

  2. Ora spero che la stessa sorte tocchi ad "io canto" e "verdetto finale" che sono l'esempio palese, insieme a Baila, di scopiazzamenti televisivi

  3. l'unica vera colpa di baila è quella di andare in onda su mediaset, quindi sulle reti del presidente del consiglio.

  4. caro roberto cenci se ti dispiace lasciare a casa 250 persone la prossima volta cerca di creare programmi diversi da quelli già esistenti

  5. è inutile parlare, insultare e gridare se non sappiamo esattamente la motivazione depositata dal Giudice!

  6. Povera Barbara! che je tocca fa per guadagnasse la pagnotta ora? La foto del post è spettacolare.

  7. la carlucci gia mi stava sul XXXXX figurati adesso...

  8. io spero che vadano in onda lo stesso .... fregandosene della sentenza ... cosa pagano una multa... amen con tutti gli introiti pubblicitari...

  9. Perchè secondo te Amici è uguale ad XFactor..? Amici è il reality mondiale sul canto che tutti i paesi han copiato? :-D Poi le offese gratuite...

  10. @giuseppe: il lavoro è anche questo. Non solo andare a spaccare le pietre la mattina alle 6. E non sto parlando di Costantino Vitagliano che così non avrà la possibilità di ballare e farsi vedere (chi se ne frega), ma parlo delle maestranze tecniche che hanno un normalissimo stipendio come tanti operai e che lavorano allo studio.

    1. Alex: ma scusa tanto, la legge sul diritto d'autore parla chiaro. Se una persona ha ragione di temere che i propri diritti vengano violati, va dal giudice e il giudice decide. In questo caso, così è stato fatto. E credo che la Carlucci si sia esposta anche tanto (con tutti gli aspetti negativi del caso). Io credo che piu' che per il caso specifico la sentenza serva finalmente per mettere un paletto a tutte le copie imperanti nella tv.