28
gennaio

C’è Grillo, polemica sui 30mila euro di diritti. Freccero precisa: «Non vedo lo scandalo, il programma è costato davvero poco»

Beppe Grillo

Polemica su polemica. Lo speciale , in onda questa sera su Rai2, continua a far discutere. In un primo momento, le critiche si erano concentrate sulla decisione del direttore della seconda rete, Carlo Freccero, di dedicare una puntata del nuovo format “C’è…” ai 40 anni di carriera del comico genovese (nonché padre del Movimento Cinque Stelle). Ora, invece, a suscitare nuovi attacchi è la notizia che il servizio pubblico verserà circa 30mila euro di diritti d’autore all’artista ligure. O meglio, al suo storico agente.

La cifra in questione, trapelata da organi di stampa, verrà probabilmente versata dalla Rai alla Marangoni Spettacolo, ovvero all’agente storico di Beppe Grillo, per l’uso di alcuni datati spezzoni dei suoi show. Lo ha specificato la stessa azienda di Viale Mazzini in una nota in cui – a seguito delle polemiche – si legge la seguente precisazione:

Per il format di Rai2 ‘C’è’, così come per tutti i programmi simili, la Rai – al pari degli altri soggetti del sistema televisivo – versa il dovuto per la cessione in licenza dei diritti di diffusione televisiva. Tale corrispettivo viene destinato alla società titolare dei diritti dell’artista“.

Alle critiche, che in ambito politico erano valse a Carlo Freccero l’ingenerosa definizione di “ultrà di Grillo e Salvini coi soldi pubblici” (attribuitagli dal deputato Pd Michele Anzaldi), ha puntualmente replicato lo stesso direttore di Rai2, parlando di “un normalissimo atto di acquisizione di diritti“.

Per fare questo programma, abbiamo dovuto acquistare i diritti degli spettacoli che lui ha fatto dopo l’ultima cacciata dalla Rai. Sono pochi spezzoni per un costo appunto di circa 30.000 euro. Non vedo davvero lo scandalo. Vi assicuro che il programma di Grillo è costato davvero poco, perché i diritti dei suoi programmi Rai sono della Rai. E quindi non abbiamo dovuto acquistare molto materiale. L’analogo programma su Benigni, che ha acquistato, da un certo anno in poi, tutti i diritti dei suoi show in Rai (lasciando alla Rai il diritto del solo passaggio in diretta), costerà giustamente molto di più. E pure lì, dov’è lo scandalo? Io il programma di montaggio su Grillo, così come quello su Celentano e su Benigni, l’ho pensato perché non ho programmi pronti da trasmettere. E devo salvare la rete. E l’ho messo di lunedì per controprogrammare Celentano. Mi aspetto il 5-6%. Sono filmati che hanno già visto tutti. Spesso disponibili anche su YouTube. La polemica mi pare esagerata

ha dichiarato Freccero all’Adnkronos. In mattinata, anche Matteo Salvini era intervenuto sulla querelle televisiva: “Sono sicuro che li darà in beneficenza, non ha bisogno di quei 30mila euro Beppe Grillo” aveva commentato il vicepremier su Rtl 102.5.

Condivi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Wikio IT
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Netvibes

, , ,



Articoli che potrebbero interessarti


Beppe Grillo
Rai 2: dopo il successo con Celentano, il 28 gennaio «C’è Grillo». Poi speciali su Benigni, Funari e Tortora


Carlo Freccero.
C’è Grillo, Freccero scatenato: «E’ costato 40mila euro, quanto un caffè di Fazio. Ciannamea (palinsesti Rai) ragiona in maniera leninista»


Carlo Freccero
Carlo Freccero: «La mia Rai 2 inizia adesso. Da Fazio mi aspetto l’8%. Ventura a nozze con i fichi secchi ma ce la farà. Detto Fatto spostato per tutelare Rai 1»


Adriana Volpe
Adriana Volpe tuona di nuovo contro Freccero: «Una Rai 2 in ginocchio e non si fa niente»

8 Commenti dei lettori »

1. pietrgaf ha scritto:

28 gennaio 2019 alle 16:18

Non vedo il problema.. solo perchè Grillo è il guru di un movimento politico? Ma di solito i personaggi tv (comici compresi) vengono pagati per le loro ospitate o serate in tv. Lui si presenta per uno spettacolo, non per fare un comizio



2. Drew ha scritto:

28 gennaio 2019 alle 16:29

Ma poi tutti i comici hanno evidenti indirizzi politici e i loro show strizzano l’occhio a quelle idea, cosa facciamo proibiamo loro spettacoli in tv?



3. luca05 ha scritto:

28 gennaio 2019 alle 16:52

ma l’assurdo è dover pagare 30mila euro un leader fondatore di partito per pontificare in tv…
pagare per cosa poi?? per riciclare spezzoni del vecchio materiale d’archivio……un roba che il vecchio BLOB fa gratis da trent’anni…così come anche l’estivo Techetè…
e meno male poi che lo slogan era “fuori la politica dalla Rai”….



4. Drew ha scritto:

28 gennaio 2019 alle 17:08

Ma immagino che anche Blob per musiche, filmati e il resto di proprietà non Rai dovrà pagare dei diritti eh

Grillo non occupa al momento ruoli politici, continua a fare il suo lavoro. Sì può ovviamente trovarlo divertente o meno, ma non trovo così assurdo che abbia speciali come cantanti, attori o altri comici e che debba essere pagato per questo



5. aaaaa ha scritto:

28 gennaio 2019 alle 17:09

tra Celentano e Grillo, mi spiace, ma scelgo… Neeson. :D



6. Roberto ha scritto:

28 gennaio 2019 alle 18:55

Per i passaggi in tv la Siae riconosce un tot al minuto, che sono più alti se si tratta di prima serata



7. sameoldstory ha scritto:

29 gennaio 2019 alle 00:18

la cosa assurda è la prima serata per roba vecchia vista e stravista. freccero ripaga chi l’ha messo là, storia vecchia come il mondo



8. soralella ha scritto:

29 gennaio 2019 alle 05:26

E’ tutt’altro che usuale per me essere d’accordo con i deputati del Pd, ma “ultrà di Grillo e Salvini coi soldi pubblici” è la definizione più appropriata che si possa dare di Freccero in questo momento.
Posto che da sempre i vertici Rai li sceglie la politica, non ricordo di aver mai visto nessuno che un secondo dopo il suo insediamento si dedica con tanto zelo a ripagare chi lo ha messo lì. Siamo ancora certi che la rimozione di Luca e Paolo non abbia a che fare con la gag su Toninelli? Io non ci giurerei.



RSS feed per i commenti di questo post

Lascia un commento


Se sei registrato fai il login oppure Connetti con Facebook

Per commentare non è necessaria la registrazione, tuttavia per riservare il tuo nickname e per non inserire i dati per ciascun commento è possibile registrarsi o identificarsi con il proprio account di Facebook.