13
febbraio

LUCA E PAOLO SALVANO LA COMICITA’ A SANREMO E SMITIZZANO I MATRIMONI GAY

Luca e Paolo

Alla terza serata, finalmente, un raggio di sole. Luca e Paolo salvano la comicità a Sanremo, che poco ha entusiasmato gli animi con le due precedenti performance di Alessandro Siani ed Angelo Pintus.

Co-conduttori nel 2011 e ospiti all’esordio l’anno successivo, Luca e Paolo mostrano sicurezza e soprattutto una profonda conoscenza dell’atmosfera sanremese. La loro terza volta all’Ariston viene pertanto celebrata con un duetto canoro dedicato alle morti eccellenti. Una scelta spiazzante e crudele, che però centra in pieno la critica nei confronti dei media e sulla retorica del lutto innescata da certi programmi televisivi.

“Quando un grande artista passa a miglior vita sei distrutto perché non te l’aspetti, ma in televisione cominciano gli omaggi: tg, Vita in diretta e poi Giletti. E pure qui a Sanremo si canta Il carrozzone, si riesuma la salma ogni due ore, commemora anche Fazio, officia Gramellini, però solo se il morto è un cantautore. E per il funerale è pronta la diretta, con il commento del telecronista e la moglie che fa l’intervista: c’è sempre una grande donna dietro un grande artista”.

Nella gag con Carlo Conti la satira politica rimane ai margini. Solo un piccolo accenno a Renzi, nemmeno citato direttamente: “Prendi uno di Firenze (il riferimento è sia a Conti che al Premier, ndDM), lo metti in tv a dire cazzate e se le bevono tutti”.

Il pubblico risponde con applausi e calore e pure il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, pescato dalla regia, se la ride quando Luca e Paolo scherzano sull’oneroso collegamento con l’astronauta Samantha Cristoforetti: “Ma ha chiamato lei o la Rai?”. Sul Festival che dire? “Non mi divertivo così tanto dal discorso di insediamento di Mattarella – confessa Kessisoglu – anche se forse Mattarella è stato più divertente”.

E se Sanremo fa ascolti il merito è in gran parte della controprogrammazione, finita in naftalina per una settimana: “Amici non va in onda. Del resto tutto il cast è qua”.

Ironia sul matrimonio gay

Il duo si riaffaccia a mezzanotte in punto. Nel mirino finisce stavolta il matrimonio gay, legalizzato in un lontano (o forse no) futuro. Luca e Paolo stanno per convolare a nozze, manca solo l’arrivo del sindaco. Intanto immaginano come sarà la loro vita una volta pronunciato il fatidico sì. “Se finisco in ospedale devi accudirmi”, ricorda Bizzarri a Kessisoglu. “E se tu muori io eredito!”, incalza ancora Luca. Doveri e non solo diritti. Con epilogo eloquente: “Ma vaffanculo!”.

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15 Commenti dei lettori »

1. Val ha scritto:

13 febbraio 2015 alle 06:46

Vero…non ridevo così dal 1912….mah… Imho Luca e Paolo sono terribili…



2. liberopensiero ha scritto:

13 febbraio 2015 alle 08:46

Fare ironia sui morti, battute sessiste o razziste, non e’intelligente e soprattutto non fa ridere.



3. Viola ha scritto:

13 febbraio 2015 alle 10:03

Penso che l’intervento di Luca e Paolo di ieri sera sia stato geniale, dovrebbero smetterla di partecipare a filmetti da 4 soldi e tornare in tv a far questo, ce n’é tanto bisogno.



4. Viola ha scritto:

13 febbraio 2015 alle 10:11

Liberopensiero, libera il pensiero appunto, l’ironia non era sui morti ma sulla retorica di certa tv quando viene a mancare l’artista di turno.. e le battute non erano sessiste o razziste, quel pezzo voleva sfatare il mito del matrimonio gay, chr in fondo conterrebbe le stesse “fregature” di un matrimonio etero xd Free your mind baby.



5. marcus ha scritto:

13 febbraio 2015 alle 10:31

Cattivo gusto,insulti e parolaccie se questa è la comicità che fà ridere… Siamo messi proprio male anzi malissimo.



6. Luca11 ha scritto:

13 febbraio 2015 alle 10:56

Non mi sono sembrati affatto di cattivo gusto.. Anzi..
Bravi!



7. Vince! ha scritto:

13 febbraio 2015 alle 10:58

Da tempo ormai Luca e Paolo combattono una loro personale battaglia contro il “politically correct”. L’intervento di ieri sera è stato ottimo nelle improvvisazioni con Conti e nell’intelligente scenetta del matrimonio gay.
Più difficile da digerire la canzone che, pur volendo attaccare i vivi che li commemorano, finiva per ridicolizzare anche gli illustri cantanti scomparsi.



8. Fra X ha scritto:

13 febbraio 2015 alle 11:19

A me Siani era piaciuto. Pintus invece non so perché non l’ ho seguito in quel momento il festival.



9. liberopensiero ha scritto:

13 febbraio 2015 alle 12:00

Viola, tranquilla la mente per quanto possibile e’ libera, ho capito benissimo il senso, poteva essere tutto ridotto a una semplice battuta, non nella cantilena da scuola media che hanno propinato, non fa ridere, e in piu’ trovo anche giusto commemorare la morte di un grande e non tutti lo fanno per retorica. Prendere di mira Arisa ed Emma, l’ho trovato squallido, la solita storia che non saprebbero parlare italiano o che sono poco intelligenti, anche questo non fa ridere e resta scorretto. Fare ironia sulle unioni per lo stesso sesso, mostrando dei gay razzisti, anche in questo caso l’ironia su una cosa che non esiste puntando l’attenzione sul fatto che forse si cercano diritti senza doveri e’pretestuoso e non fa ridere.Certe sottigliezza le trovo piu’ fastidiose di uno scivolone alla Siani che puo’capitare a tutti.



10. Marcus ha scritto:

13 febbraio 2015 alle 12:25

E’ nel motto di spirito (Freud disse)! Questa tipologia di battute fa scappare sempre la risatina. D’altronde anche Sandra Mondaini, lessi, che in gioventù era solita raccontare barzellette di questo tipo.
Per il resto ci vuole una certa apertura mentale per capire questo umorismo che io trovo molto divertente, pur avendo seguito solo la prima parte del loro intervento.



11. liberopensiero ha scritto:

13 febbraio 2015 alle 12:31

xViola, ho capito benissimo il senso, non hanno certo espresso un pensiero tanto alto, potevano limitarsi a una semplice battuta, non la cantilena propinata che non fa ridere. Come non fanno ridere le battute su Emma e Arisa, che non sono stupide e parlano correttamente in italiano. Anche loro cedono al turpiloquio, per quanto riguarda l’ultima scenetta, visto che in Italia il matrimonio gay, non esiste l’ho trovata pretestuosa nel parlare di ipotetici doveri che non accetterebbero e non faceva ridere.



12. Novanta ha scritto:

13 febbraio 2015 alle 13:29

Scusate, ero sovrappensiero quando ho scritto il commento n°10.
Mi riferivo all’utente “Marcus” ma confondendomi l’ho messo come nome del mio commento.
Scusate ancora.



13. Alessandro ha scritto:

13 febbraio 2015 alle 14:43

Se non Capite la,comicità di Luca e Paolo e Siani vi è sembrato al limite del bullismo vi consiglio di tornare a guardare l’isola dei famosi, forse quella la capite.



14. Giovanni ha scritto:

13 febbraio 2015 alle 14:57

Finalmente una comicità intelligente, che attacca le ipocrisie della società moderna. Non se ne può veramente più di tutti i commenti fintamente sofferti verso gli artisti morti, e non mi riferisco solo alla televisione, ma anche sui social, e non solo dalle persone famose ma anche dalle persone comuni. E poi geniale anche la scenetta del matrimonio gay. Bisogna veramente liberarsi dal fantasma del politically correct, senza però cadere nella mancanza di rispetto (cosa che invece Siani ha fatto, e Luca e Paolo no anche se secondo qualcuno si).



15. kalinda ha scritto:

13 febbraio 2015 alle 15:13

Bravi e divertenti hanno il vantaggio rispetto a Pintus e Siani di avere più esperienza televisiva.



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