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Alex Fontana
Alessandro Davide Fontana, in arte Alex, ha quasi 28 anni ed è di Secondigliano, “un quartiere di Napoli che fa parte della mia storia e della persona che sono oggi”, dice. Diplomato odontotecnico, nella vita ha fatto una quantità incalcolabile di lavori e di esperienze diverse e ognuna di loro gli ha lasciato qualcosa; ultimamente è stato un corriere, ma nel tempo libero si esibisce come artista di strada. A prima vista sembra una persona un po’ chiusa e riservata, ma presto si rivela una persona estremamente amichevole, spontanea, solare, curiosa e desiderosa di condividere. La musica è arrivata nella sua vita molto presto e da allora non se n’è mai più andata: “Durante l’adolescenza – ricorda – mi sono innamorato del Rock ’n’ Roll e, più in generale, del mondo degli anni ’50, ’60 e ’70, sono sempre stato affascinato da quelle atmosfere, dalla loro estetica e soprattutto dalla musica che ha saputo attraversare generazioni. Poi, un giorno – continua – una ragazza con cui mi sentivo mi fece ascoltare una canzone, era Piledriver Waltz di Alex Turner. Fu un momento quasi folgorante. Quella canzone riuscì ad accendere qualcosa dentro di me e da lì iniziai a cantare”. Da allora ha scoperto il Britpop e tutto ciò che gli ruota intorno. “Attraverso la musica riesco a raccontare le mie emozioni, a dare loro una forma, ma soprattutto riesco a sognare e forse è proprio questa la cosa che amo di più della musica: nonostante gli anni, non ha mai smesso di farmi sognare. Ho 27 anni e continuo a farlo con la stessa meraviglia di quando ero ragazzo”.
Alìa
Martina Cerutti, in arte Alìa, ha 19 anni e vive a Desenzano del Garda (Brescia). Dopo aver frequentato il primo anno di liceo musicale, ha scelto di intraprendere un percorso nel mondo dell’estetica, “la mia seconda grande passione: questa scelta – spiega – è nata anche dal desiderio di ritrovare e valorizzare quella parte creativa e artistica che ho sempre sentito, in qualche modo, soffocata da un ambiente troppo legato al classico e al tradizionale”. Si considera una persona “ironica e vivace ma allo stesso tempo profondamente introspettiva, con un mondo interiore che tendo a custodire e a mostrare solo raramente”. In realtà ha diverse passioni: tra le altre, oltre alla musica, la lettura di romanzi e i viaggi, in più “amo assistere agli spettacoli e immaginarmi al loro interno, lasciandomi affascinare dalla scenografia, dalla fotografia e da tutto ciò che contribuisce a creare un’atmosfera”. Per lei la musica rappresenta soprattutto “un senso di appartenenza, uno spazio in cui non mi sento mai sola. Una porta universale attraverso cui rifugiarsi, divertirsi ed esprimersi. È una presenza che so di poter trovare sempre, un luogo in cui tornare ogni volta che ne sento il bisogno. Un po’ come casa”.
Veronica
Veronica Bruganelli ha 20 anni ed è di Fano, in provincia di Pesaro e Urbino. Nella vita si divide tra Urbino, dove studia Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi Carlo Bo, e Roma, dove ogni lunedì frequenta un percorso musicale in una accademia. Canta praticamente da sempre e ha un forte legame, sin da bambina, con la musica: quando aveva solo 7/8 anni circa ha iniziato a prendere lezioni di canto “affinché potessi migliorare e concretizzare ciò che ero solita fare da sola in casa, per conto mio”. Tra le altre sue passioni c’è la pittura: “Dipingo principalmente quadri astratti mettendo su tela qualsiasi tipo di emozione o sensazione”, racconta. Di fatto, la musica e l’arte sono da sempre il suo modo più naturale di esprimersi e di dare forma a ciò che sente; fare musica significa soprattutto trovare uno spazio in cui poter essere se stessa e raccontare quello che vive.