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Fabio Fabbretti

di Fabio Fabbretti

16/10/2026 - 15:15

La squadra di Irama - X Factor 2026
© US Sky / Ph. Virginia Bettoja

La squadra di Irama a X Factor 2026

Le Distanze

Le Distanze è un trio nato nel 2020 nel pieno della pandemia. Sono Andrea Manuel Pagella, 20enne genovese, che studia pianoforte moderno e canto da quando ha 6 anni e ammette di aver perso tante feste di compleanno dei compagni di classe perché “nei weekend ero sempre in giro a cantare”; Corinna Lanari, genovese 23enne, che pratica equitazione, ama l’arte (tanto che ha frequentato il liceo artistico e ora è all’Accademia di Belle Arti, dove si sta laureando) e ha scoperto il basso quando alle medie “un insegnante di musica ha detto alla mia classe che c’era bisogno di qualcuno che suonasse il basso nella banda della scuola”; e Saverio Campese, 20enne di Bisceglie (BAT) che, cresciuto in un contesto familiare umile (papà meccanico e mamma casalinga), è stato sempre circondato da due passioni, il calcio e la musica, quest’ultima soprattutto grazie alla madre che ogni mattina “metteva canzoni diverse mentre faceva le faccende di casa”. Subito dopo essersi uniti, partecipano a diversi concorsi musicali: nel 2021 vincono la 34ª edizione di Sanremo Rock, nella sezione Trend, ottenendo anche il premio radiofonico e il secondo posto al Gran Galà di San Marino; negli anni a seguire, sono ospiti alle finali regionali estive di Sanremo Rock&Trend e si esibiscono a Marsciano (Perugia) nel loro primo concerto gratuito aperto al pubblico; vengono scelti dal Firenze Rocks per aprire il concerto dei The Who, condividendo il programma con artisti come Tom Morello e Lucio Corsi; salgono sul palco di Deejay On Stage, dove aprono i concerti di Clara e Alessandra Amoroso; vincono il festival Fatti Sentire.

Lenanie

Lenanie, nome d’arte di Danny Anania, è nato nel 2000 e cresciuto a Prato. Dopo il diploma al liceo delle Scienze Umane, nel 2019 scopre il canto quasi per caso, durante un concerto: è un colpo di fulmine. La danza è un’altra parte importante della sua vita: la pratica sin dai 14 anni, per un periodo della sua vita ha anche insegnato break dance ai bambini. “Se penso al mio sogno più grande al di fuori della musica – dice – non immagino la fama o una vita perfetta, immagino un campo tutto mio, un pezzo di terra da coltivare con le mie mani, da vedere crescere e di cui prendermi cura nel tempo”. Si descrive come molto sensibile, anche se questa caratteristica è per lui “un’arma a doppio taglio: da un lato – racconta – mi permette di vivere le emozioni in maniera intensa e di trasformarle in musica, dall’altro può farmi apparire distaccato o poco coinvolto, anche quando dentro sto vivendo momenti di felicità estrema”. Nel 2024 entra nel roster di Cvlto Music Group, con cui firma il suo primo contratto discografico: “Amo scrivere insieme alla mia squadra, che con il tempo è diventata un vero e proprio gruppo di amici. Per me la musica è anche questo: la possibilità di trasformare un’idea in qualcosa di autentico, insieme a persone con cui ormai condivido molto più di una semplice passione”. Se deve porsi un obiettivo, è molto chiaro: “Non ho la pretesa di avere tutte le risposte, ma mi piacerebbe riuscire ad accompagnare chi mi ascolta, facendolo sentire meno solo. Per me, la cosa più bella sarebbe riuscire ad arrivare al cuore di qualcuno e lasciargli una piccola carezza, anche attraverso una semplice canzone”.

Patrizia

Patrizia Napolano ha 22 anni, vive a Giugliano (Napoli) ed è al terzo anno di università, nella facoltà di Scienze Motorie. Si definisce “determinata, curiosa e molto sensibile, anche se non sempre mi viene naturale mostrare agli altri la mia parte più fragile”. Nella sua vita ha praticato molti sport, ultimo in ordine di tempo il pugilato (“disciplina che sento molto vicina al mio carattere per la sua capacità di unire forza, disciplina e determinazione, insegnando a non arrendersi davanti alle difficoltà”, racconta). Si è avvicinata al mondo della musica intorno ai 14 anni, quando insieme a un’amica ha deciso di frequentare una scuola di musica: “È stato allora che ho cominciato a scoprire la mia voce e a capire quanto il canto riuscisse a rappresentarmi”, dice. Pochi mesi fa sui social ha visto il bando di un’accademia di arti performative: si è iscritta e grazie a questa esperienza è entrata ancora più profondamente nel mondo della musica e dello spettacolo. “Con il tempo ho capito – spiega – che cantare, per me, non significa semplicemente eseguire una canzone, significa riuscire a raccontare qualcosa di me e trovare un modo per arrivare alle persone attraverso le emozioni”. Il suo obiettivo? “Continuare a crescere come artista, imparare, mettermi alla prova e trovare sempre di più un modo personale e autentico di comunicare attraverso il canto. Perché, alla fine, per me la musica non è soltanto qualcosa da ascoltare o da cantare: è un modo per sentirsi compresi, anche senza dire una parola”.

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