27
aprile

Santoro torna in tv dalla Gruber: «Non mi sento un reduce. In Rai ora fanno l’1% senza porsi il problema»

Michele Santoro, Otto e Mezzo

Carico a pallettoni, dopo due anni di assenza dalla tv. Desideroso di esserci ancora e di dire la sua ma anche un po’ malinconico, fuori dal suo tempo d’oro (indubbiamente quello dell’antiberlusconismo). Michele Santoro è apparso ieri sera su La7, ospite ad Otto e Mezzo, con un ritorno capace lì per lì di incuriosire ma in realtà legato a toni ed argomentazioni per nulla inedite. Dalle frecciate alla Rai alla retorica su se stesso come personaggio scomodo, il giornalista ha ripercorso alcuni “cavalli di battaglia”.

La tv mi manca e mi sento ancora capace di fornire qualche contributo. Forse un personaggio come il mio è un po’ difficile da governare in questo contesto in cui sembra dominare una sorta di conformismo che si stende sulla tv come una cortina di fumo

ha attaccato subito Santoro. Poi una bacchettata ai Cinquestelle e al loro rapporto con la Rai.

Mi aspettavo che l’era dei Cinquestelle avrebbe portato una lotta contro la censura, una trasgressione violenta all’interno della Rai, invece si sono immediatamente accomodati sulle poltrone e hanno deciso di scegliere uomini adatti a loro, di eseguire un piano di comunicazione generale piuttosto che a riformare il servizio pubblico. Avrei visto bene Marco Travaglio direttore del Tg1, così si fanno le rivoluzioni“.

Santoro, che mercoledì 28 aprile sarà in prime serata su La7 per uno speciale sulla mafia condotto da Enrico Mentana ed Andrea Purgatori, ha poi polemizzato sul servizio pubblico ed i suoi ascolti per il genere informativo.

La Rai? C’è la Rai? L’informazione della Rai, quando c’ero io, era di gran lunga la più forte sull’approfondimento (…) L’hanno demolita perché il problema erano i target. Ma come, nel servizio pubblico il problema sono i target e non l’informazione? Hanno perso il primato, adesso fanno programmi che fanno l’1% e nemmeno si pongono il problema“.

E per il giornalista non sono mancate le occasioni per ribadire, invece, quanto fosse gagliarda la Rai del passato (quella in cui lui stesso era protagonista), in un’atmosfera che Gad Lerner – collegato ieri con Otto e Mezzo – ha definito di “revival da combattenti reduci“. Un’affermazione che ha infastidito l’ex mattatore di Annozero. “Non mi sento un reduce, mi sento uno che ha ancora cose da dire” ha infatti replicato quest’ultimo al collega.

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