15
marzo

Che Tempo Che Fa, lettera di Luciana Littizzetto ai «cretini che girano ancora per strada»

Fazio e Littizzetto - Che Tempo Che Fa

Fazio e Littizzetto - Che Tempo Che Fa

Nella nuova puntata di Che Tempo Che Fa, dedicata in gran parte alla pandemia da Coronavirus, con gli interventi di esperti e dottori a fare il punto della situazione, si è inserita come ogni domenica Luciana Littizzetto. In collegamento via Skype da casa, la comica torinese si è rivolta ai “cretini che girano ancora per strada” come se nulla fosse, nonostante i divieti.

La lettera di Luciana Littizzetto a Che Tempo Che Fa

“Caro cretino, fior fior di stupido. Tu che te ne vai in giro tronfio dicendo che tanto è solo una brutta influenza e che fa più male il wifi. Tu che ti proteggi con la castagna in tasca e una bella spremuta d’arancia. Tu che chiudono gli impianti sciistici in Italia e vai a sciare in Francia. Tu che quando chiudono i pub organizzi un rave sulla spiaggia con gli altri bimbi minch*a come te. Tu che pensi abbia ragione Boris Johnson, il primo ministro inglese, che dice che tanto vale ammalarsi tutti per creare l’immunità di gregge. E chissenefrega se nel gregge qualcuno finisce a pecora. Mi rivolgo a te, anello di congiunzione tra l’uomo e la morchia. Tu che non sei un medico, non sei un infermiere, non sei un farmacista, non sei uno del 118, e non sei nemmeno uno dei preziosi operatori della nettezza urbana. Tu che non hai un cane da portare giù e neanche una nonna da tirare su. Tu che non devi andare da nessuna parte però ci vai. Allora ascolta, se proprio senti il bisogno di uscire di casa, segui il mio consiglio: vai, ma vai a cagare! Se trovi occupato, aspetta, che in quel posto lì dovrebbe esserci anche Christine Lagarde (capo della Bce, ndDM). L’ho mandata lì anche lei con tutto il cuore prima di te”.

Con queste parole, che vogliono strappare sì qualche risata ma anche far riflettere, la Littizzetto condanna il menefreghismo e l’irresponsabilità di chi, evidentemente, non ha ancora afferrato la gravità della situazione. L’importante, dunque, è continuare a parlarne, senza cadere in facili allarmismi né in inutili conforti. Come ha ammesso anche Fabio Fazio, ora non contano nemmeno gli ascolti, conta esserci. E lui c’è, offrendo da qualche puntata un servizio sul Coronavirus di un certo spessore.

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