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luglio

IL PRESIDENTE DELL’ENTE NAZIONALE CIRCHI SCRIVE A MONICA MAGGIONI: “BIGNARDI, CONDUTTRICE DI PROGRAMMI FAMOSI PER L’AUDIENCE DA 4 AMICI AL BAR”

Elefanti al Circo

L’annuncio dell’eliminazione dalla programmazione di Rai3, del prossimo anno, del Circo con protagonisti animali, fatto via Twitter dal direttore di rete Daria Bignardi, ha suscitato numerose reazioni contrapposte. Se da una parte il Presidente dell’ENPA di Milano Ermanno Giudici e numerose associazioni di animalisti hanno plaudito alla scelta, dall’altra, come prevedibile, grande disappunto è arrivato dal mondo del Circo, ed in particolare dal presidente dell’Ente Nazionale Circhi, Antonio Buccioni. Proprio Buccioni, che lo scorso aprile aveva scritto ai vertici della tv di Stato chiedendo maggiore attenzione nei confronti dell’arte circense da parte della Rai, ha preso nuovamente in mano carta e calamaio, ed ha scritto una nuova lettera, questa volta destinata al Presidente della Rai Monica Maggioni. Nella lettera, Il presidente dell’ENC esprime chiaramente il proprio dissenso sulla scelta di eliminare gli spettacoli circensi con protagonisti gli animali dal palinsesto della terza rete Rai, e non risparmia pungenti critiche a Daria Bignardi e ai suoi trascorsi televisivi “di nicchia”.

“Ho appreso dalla stampa (la notizia è stata lanciata proprio da Davidemaggio.it, ndDM) che il direttore di Rai3, Daria Bignardi, ha annunciato su twitter, rispondendo al presidente di una associazione animalista (ma un direttore di rete del servizio pubblico non dovrebbe anche essere, o quanto meno apparire, minimamente equidistante soprattutto su temi divisivi, sforzandosi di non trattare come telescarti tutti coloro che non la pensano come lei e gli animalisti?) che questo “è l’ultimo anno del circo su RaiTre. Dal 2017 il circo con gli animali non ci sarà”. Si è presa un “brava” dal suddetto presidente, forse accontentandosi della piccola claque, certamente aiutata in ciò da una predisposizione maturata come conduttrice di programmi famosi per l’audience da “4 amici al bar”. L’annuncio della direttrice di rete è ambiguo. Dal 2017 continuerà ad esserci il circo su Rai3, però senza animali?”

Nella lunga lettera Buccioni prosegue affrontando una serie di analisi legate agli ascolti del programma, e al fallimentare esperimento del circo senza animali, già testato in passato da Rai3.

Forse Daria Bignardi non sa, ma lo sanno bene i suoi predecessori, che Rai3 anche in passato ha cercato di produrre puntate di circo senza animali, e non sono mancati nemmeno speciali dedicati al Cirque du Soleil (secondo il luogo comune imperante, il circo che funziona sempre e comunque e che rende felici anche gli animalisti; in fondo a chi interessa che la multinazionale canadese abbia dovuto licenziare 400 dipendenti, in conseguenza di una crisi che è anche crisi di pubblico?). Anche all’epoca (si parla ad esempio della serie di Circo Massimo) gli animalisti applaudirono per questa scelta ma la puntata speciale senza animali registrò un pubblico inferiore rispetto al più apprezzato circo con animali, inviso alla lobby animalista ma amatissimo dal popolo, anche da quello televisivo. Aprire il programma con tigri, leoni ed elefanti in pista alza gli ascolti. E’ un dato oggettivo, che lei potrà facilmente riscontrare. Esiste anche una tesi di laurea su questo aspetto, che mette insieme gli ascolti minuto per minuto e, se vuole, provvederemo a fargliela avere.

Non mancano alcune critiche alla struttura e qualità del circo estivo proposto attualmente da Rai3, i cui ascolti sono effettivamente calati negli ultimi anni, e riflessioni sul successo del Festival Internazionale del Circo, in onda puntuale sotto le feste di Natale, sempre sulla terza rete.

“Se negli ultimi anni Estate al Circo ha perso un po’ di smalto non lo si deve certo agli animali ma ad un concerto di fattori, in primis struttura e qualità del programma. La invito poi ad analizzare il “fenomeno” Festival Internazionale del Circo di Monte-Carlo, trasmesso nelle sue varie edizioni in varie parti del mondo e anche da Rai3. Il Festival monegasco, presieduto da S.A.S. Stephanie di Monaco, è l’equivalente dell’Oscar del cinema per il circo e presenta da sempre il meglio anche in fatto di numeri con animali. Perché il pubblico televisivo lo apprezza? Per la stessa ragione per la quale i circhi continuano – checché se ne dica – ad essere frequentati da moltissime famiglie: per vedere animali, clown e giocolieri. Senza animali il circo non può chiamarsi tale e, soprattutto, il pubblico lo snobba. Grandi e note famiglie circensi italiane ci hanno provato a non fare esibire gli animali, ma sono andate incontro al fallimento, tornando poi sui loro passi. E dunque – per tornare al motivo di questa lettera – che fa la direttrice di Rai3, lavora per abbassare l’audience della rete che è stata chiamata a pilotare e per sentirsi dire “brava” dall’animalista di turno?

Buccioni prosegue poi puntando il dito contro l’ipocrisia della tv, che vorrebbe eliminare il circo con animali, ma non trasmissioni come La prova del cuoco, dove gli animali fanno una fine ben peggiore, o la messa in onda del Palio di Siena.

“C’è inoltre un tema di giustizia o ipocrisia. “La prova del cuoco” – per citarne uno – continuerà anche nel 2017 oppure il programma verrà chiuso perché in quel caso (e, mi creda, va un po’ peggio per quegli animali) polli, conigli, maiali e ogni abitante della fattoria, anzi dell’allevamento, finiscono in padella? E quanti altri show con animali si vedono in Tv? E quante pubblicità che “sfruttano” animali esotici? E gli sport di equitazione? E il Palio di Siena, che il 2 luglio su Rai2 ha ottenuto il 9,15 % di share (a conferma che i grandi eventi legati alla tradizione e all’identità dell’Italia, e che in questo caso hanno come protagonisti i cavalli, pescano in un grandissimo bacino di estimatori)?”

Infine l’invito alla Maggioni a non assecondare le scelte del direttore di Rai3, ma al contrario rilanciare in tv il circo in termini di qualità, considerando anche gli ottimi risultati sul fronte costi-risultati.

“La Rai pensa di applicare un atteggiamento discriminatorio “punendo” solo i circhi con animali (per di più facendosi un danno in termini di audience)? E allora dove andranno a finire la giustizia e il servizio pubblico? Immolate, forse, sull’altare della ipocrisia e di uno stomachevole politically correct che, sono quasi certo, risulteranno indigesti anche a lei e dunque non ci penserà nemmeno ad assecondare l’epurazione del circo classico da Rai3, ma semmai fornirà l’input per rilanciarlo in termini di qualità, facendo così schizzare in alto anche lo share. Senza dimenticare che il circo su Rai3 è un appuntamento storico, che peraltro ha dato ottimi risultati anche nel rapporto costi-risultati. Da ultimo, mi consenta di aggiungere che, ad oggi, il circo con animali in Italia – oltre a vivere grazie al pubblico pagante (e non, mi creda, all’elemosina di Stato) – viene inquadrato in una legge (n. 337/68) che all’art. 1 così recita: “Lo Stato riconosce la funzione sociale dei circhi equestri e dello spettacolo viaggiante. Pertanto sostiene il consolidamento e lo sviluppo del settore”. Ritengo superfluo aggiungere qualsivoglia considerazione, soprattutto rivolgendomi al presidente della Rai”.

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10 Commenti dei lettori »

1. GC ha scritto:

23 luglio 2016 alle 13:30

Ma infatti…gli animalisti hanno rotto le balle!!!



2. sboy ha scritto:

23 luglio 2016 alle 17:17

“ma un direttore di rete del servizio pubblico non dovrebbe anche essere, o quanto meno apparire, minimamente equidistante soprattutto su temi divisivi, sforzandosi di non trattare come telescarti tutti coloro che non la pensano come lei e gli animalisti?”

Sacrosante parole!



3. lordchaotic ha scritto:

23 luglio 2016 alle 21:18

bah io non capisco cosa ci sia di divertente nel circo.. boh



4. comare ha scritto:

24 luglio 2016 alle 00:50

Ma cosa c’entra l’animalismo con i circhi? Giuro che certe esternazioni lasciano di stucco. Ditemi che certa gente lo fa apposta per trollare perché davvero boh. Il circo è un’istituzione innaturale, superata, inutile e per ignoranti. L’unico circo ammissibile è quello che basa su talenti come il Cirque du soleil. Comque quelli che difendono robaccia come corride tirando in ballo l’animalismo. Ma in quale secolo vivete? La Bignardi ha fatto benissimo e la foto che accompagna questo post spiega tutto: tristezza e mentalità medioevale che nel 2016 non è tollerabile.



5. GC ha scritto:

25 luglio 2016 alle 13:29

@comare
1)Non ho affatto difeso il circo (anche se non ci trovo niente di male) ma ho detto che gli animalisti rompono le balle, ovvero la verità: fanno 1338584890 denunce all’anno, delle quali 2-3 veramente sensate
2) Non puoi definire il circo “robaccia”. Come ti sentiresti se fosse dispregiato così il tuo lavoro?



6. comare ha scritto:

27 luglio 2016 alle 02:50

GC qualunque attività basata su sfruttamento e maltrattamento NON è un lavoro. Usiamo altri termini. Per quanto riguarda gli animalisti, renditi conto che nella maggior parte dei casi quella che tu cataloghi superficialmente come rottura di balle, invece è semplcemente buon senso, rispetto e civiltà.



7. GC ha scritto:

27 luglio 2016 alle 13:06

@comare Ma non è sempre così: il circo non è sempre (anche se, ahimè, a lo è) sinonimo di maltrattamento. Che nel 2016 non sia proprio la cosa più moderna e più bella del mondo.



8. GC ha scritto:

27 luglio 2016 alle 13:07

@comare Ma non è sempre così: il circo non è sempre (anche se, ahimè, a lo è) sinonimo di maltrattamento. Che nel 2016 non sia proprio la cosa più moderna e più bella del mondo lo riconosco, ma ci sono cose peggiori per i poveri animali piuttosto che finire nei circhi.



9. GC ha scritto:

27 luglio 2016 alle 16:25

…(anche se, ahimè, a volte lo è). Il mio smartphone salta le parole…



10. Eduardo ha scritto:

15 ottobre 2016 alle 11:08

Quoto @comare in tutto e per tutto! Inoltre ho tre osservazioni per il solito furbacchione di turno, ovvero il presidente dell’ENC:

1) i circhi equestri sono anche sfruttamento delle persone e dell’immigrazione clandestina (v. operazione della polizia chiamata “Golden Circus”);

2) se il circo con animali è un “tema divisivo”, non dovrebbe essere trasmesso. Punto e basta, perché non si può dare ragione né ad uno né all’altro. Un’altra soluzione sarebbe compensare lo spazio dedicato al circo, con altrettanto spazio di approfondimento contrario allo sfruttamento degli animali. L’ENC gradirebbe?!

3) Indubbiamente una trasmissione televisiva sul circo che sfrutta gli animali è più grave di una trasmissione che insegna a cucinare gli animali morti… perché presupposto della prima è il divertimento degli spettatori che potrebbero benissimo dilettarsi con altro.

In conclusione ritengo che la lettera del presidente di ENC trasudi di meschinità e volgarità. Tuttavia non mi sento di giudicarlo perché ovviamente fa solo il lavoro che deve fare: è stato nominato proprio per difendere i Circhi! Evidentemente la RAI ha scelto di caratterizzare i propri canali in un certo modo (almeno uno di questi), e non credo che qualcuno esterno alla RAI possa giudicare con senno la cosa.



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