
Paolo Ruffini
Simpatico, esuberante, comico di professione. Ma anche introspettivo, profondo e… sentimentale! Paolo Ruffini è una rivelazione: alle risate dello show comico di Italia 1, Colorado, il 34enne livornese affianca tutta una serie di attività che svelano un lato inedito della sua personalità. Una generosa attenzione verso gli altri che bene viene riassunta dal titolo del suo primo romanzo, fresco di uscita nelle librerie: Tutto bene. Lo interrompiamo mentre ascolta un brano, poco prima della registrazione di una puntata di Colorado. “Amo collaborare e non competere” ci dice, ripetendo un passo del testo che leggeva. E, per dirla alla Lubrano, la domanda è sorta spontanea:
Non sei mai stato in competizione con nessuno?
Purtroppo nella vita non ho fatto nemmeno tanto sport e forse la mancanza di competizione deriva proprio da questo.
Cos’è importante nella vita?
Ridere, che secondo me fa bene alla salute ed è un antidoto naturale e gratuito, e poi fare l’amore.
Fare l’amore o fare sesso?
E’ uguale. Come diceva Venditti, non c’è sesso senza amore. Credo, comunque, che chi fa l’amore sia fortunato rispetto a chi fa sesso.
Lo dici perché sei felicemente sposato?
Infatti. E mi ritengo fortunatissimo. Il matrimonio è stato una cosa che ho fortemente voluto e mi fa sentire molto più al sicuro. Proprio per questo capisco le lotte delle coppie omosessuali.
Sul palco fai il comico. Nella vita invece?
Nella vita non lavoro. Fare il comico è un mestiere e non mi fido molto dei miei colleghi che fanno ridere anche nella loro quotidianità. Certo, spero che se qualcuno viene a cena con me non si rompa le scatole…
Chi ti fa ridere di più?
Fiorello e Christian De Sica, per esempio. Ti fanno morire dal ridere ma puoi farci anche un discorso serio. D’altro canto per far ridere dev’esserci da parte del comico un bel momento di riflessione prima. Tutti i più grandi buffoni sono buffoni ragionati.
Hai realizzato un documentario dal titolo emblematico: ‘Ansia.no‘. Sei ansioso o ti preoccupi dell’ansia degli altri?
Beh, un po’ ansioso lo sono. Ritengo, al tempo stesso, che gli anziani siano un valido antidoto, anche se spesso ci si dimentica di loro. Non a caso se n’è accorta anche Maria De Filippi, il mio mito assoluto, facendo ballare gli anziani a Uomini e Donne.
Perché il tuo mito è Maria De Filippi?
