
Margareth Madè
29
agosto
IL PAESE DELLE PICCOLE PIOGGE: PRESTO SUL SET LA MINISERIE RAI CON MARGARETH MADE’ E GIORGIO LUPANO

Margareth Madè
La moglie di un potente boss mafioso, dopo l’assassinio del marito, scappa per salvarsi la vita. Sconvolta, si reca in Kenya alla ricerca di una nuova identità, che trova assistendo come volontaria, bambini, diseredati e malati di Aids. Qui incontra un medico impegnato ad aiutare gli indigeni del posto. Fra i due scoppia l’amore. La donna a quel punto decide di investire tutto il suo patrimonio nella costruzione di ospedali, scuole e centri sociali.
E’ questa la trama de Il Paese delle piccole piogge, la miniserie in due puntate diretta da Sergio Martino e prodotta da suo fratello Luciano per Dania Film. Destinata alla prima serata di Rai 1, la fiction, le cui riprese partiranno proprio in questi giorni nel continente nero, vedrà come protagonista la bellissima Margareth Madè. L’attrice, lanciata sul grande schermo dal film Bàaria e protagonista nel ruolo di Sophia Loren nella fiction La mia casa è piena di specchi, reciterà nel ruolo per il quale inizialmente era stato fatto anche il nome di Maria Grazia Cucinotta. Al suo fianco, nei panni di un aitante medico volontario, l’attore Giorgio Lupano, noto al grande pubblico per il ruolo di Stefano Loi nella fiction Paura D’amare, la cui seconda serie tornerà peraltro sul set il prossimo mese di marzo.
Per i fratelli Martino, registi e produttori di alcune delle più celebri commedie all’italiana degli anni 70 e 80, si tratterà di un ritorno in Kenya, terra nella quale hanno in passato girato la pellicola Deadly Kitesurf ed i film per la tv African Game – Il cacciatore di uomini e Un coccodrillo per amico.
15
marzo
LA MIA CASA E’ PIENA DI SPECCHI (PER LE ALLODOLE)

“L’ingles no sappim ma c’murimm e famm” è una delle battute clou di La mia casa è piena di specchi, biopic dedicato a Romilda Villani, madre di Sophia Loren, in onda stasera con la seconda parte su Raiuno. Poche parole emblematiche perchè sono quelle che aprono a Sophia, interpretata da una mono espressiva Margareth Madè, le porte di Cinecittà, rivelano il temperamento di Donna Romilda e soprattutto riescono a dare l’idea delle tante folies di una miniserie che vorrebbe essere evento ma che di eccezionale ha solo il budget.
Sì, perchè innanzitutto la fame di cui dice di morire Romilda la vediamo solo a parole così come le umiliazioni, le sconfitte e la guerra che Romilda racconta, al padre delle sue figlie, di aver patito. Ciò inevitabilmente sottende ad una grossa manchevolezza nella sceneggiatura della miniserie. Una lacuna che va a sommarsi ai numerosi “non sense linguistici”. Romilda, infatti, agli inglesi si rivolge in napoletano, quasi fosse una lingua universale, mentre con i suoi genitori, vecchietti di Pozzuoli, zona del napoletano in cui il dialetto è assai diffuso e marcato (ricordate Ciairo di Paolantoni -anche lui presente nella fiction?), si rivolge spesse volte in italiano. Parimenti l’accento partenopeo della figlia è presente solo quando studia dizione; a proposito dalla fiction scopriamo una cosa che avrebbero immaginato in pochi: Sophia Loren ha studiato dizione.
Ed è proprio l’attrice italiana più conosciuta all’estero a costituire l’aspetto più kitsch della fiction. A ben 70 anni suonati la nostra diva veste i panni di una donna di 20-30-40 anni. Sarà forse per questo motivo, ossia per l’utilizzo di strumenti digitali “spiana rughe”, che la fiction è costata ben 5 milioni di euro alla Rai; una somma che pone La mia casa è piena di specchi ai primi posti delle miniserie più costose prodotte dalla televisione di Stato nell’ultimo anno. Di certo gli alti costi non sono dovuti alle scene girate in esterna, visto lo scandaloso e pietoso uso dei chroma key, tecnologia che va a sovrapporre attori a sfondi fotografici o filmati, neanche fossimo in una telenovelas venezuelana.
14
marzo
LA MIA CASA E’ PIENA DI SPECCHI: UN’INEDITA SOPHIA LOREN NEI PANNI DI SUA MADRE

«Questa non è una fiction, ma la storia vera della nostra vita». Così Sofia Loren descrive “La mia casa è piena di specchi”, la miniserie che la vede protagonista nel ruolo di sua madre, in onda su Raiuno questa sera, 14 marzo, e domani in prima serata, per la regia di Vittorio Sindoni. Un film liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Maria Scicolone, sorella minore di Sophia, per la quale la Loren sottolinea: «Ci ho messo tanto ad accettare. Il libro di mia sorella è molto bello. Ho detto sì per fare un omaggio a mia madre, che si è sempre battuta per noi».
La fiction racconta la storia di una delle più grandi attrici italiane (Sophia Loren), interpretata da Margareth Madè, che arriva, dopo le innumerevoli vicissitudini che possono coinvolgere una famiglia povera negli anni del dopoguerra, a vincere il premio Oscar nel 1962 con “La Ciociara” (in onda lunedì, sempre su Rai Uno, subito dopo la seconda puntata). Anni in cui la forza, diversa ma complementare, di tre donne, Romilda (la madre), Sophia e Maria (le figlie), permette a ciascuna di loro di realizzare con sacrificio il proprio sogno, pur senza un padre/marito, interpretato da Enzo De Caro, che arriva a non riconoscere nemmeno le sue creature. Nel film Sophia Loren interpreta il difficile ruolo di sua madre Romilda Villani, una donna bellissima che nel 1932 vince un concorso per andare ad Hollywood come sosia di Greta Garbo ma che deve abbandonare i sogni di gloria a causa della sua famiglia: un ruolo particolarmente impegnativo attraverso il quale Sophia Loren rende omaggio alla donna che le ha permesso di diventare una stella del cinema.
«Mia madre era amareggiata perché non ha avuto una vita di donna: sognava di sposarsi con l’abito bianco! È stata infelice: la guerra, la fame, l’elemosina che ha fatto per noi. Si è battuta per darci un nome, una famiglia. Per me si è sacrificata, ero la sua rivincita. Ma parlo per me e non per mia sorella». Maria, infatti, ha vissuto la madre in maniera differente e più travagliata: «Sophia e io abbiamo vissuto nostra madre in modo diverso: è stata una madre con lei e un’altra con me. Grazie alla brillante carriera di Sophia nel cinema, realizzava i suoi sogni. Con me è stata soffocante, involontariamente cattiva, mi ha amato, ma anche sacrificato. Ho avuto una brutta infanzia, a 8 anni ero già un’adulta stanca». Insomma, una donna che ha amato, ma al contempo fatto soffrire involontariamente, le proprie creature, così come molto spesso accade ai personaggi di grande spessore.























Martedi 13 Dicembre 2011 Davide Maggio sarà ospite di 



