46 anni, ravennate ma con origini siciliane, inizia la propria carriera con DeeJay Television nel 1987 per arrivare negli anni 2000 ad essere consacrato, in Rai, Re del Quiz con la tuttora imbattibile Eredità. Forte dei successi ottenuti, viene “scippato” alla tv di Stato nel 2006 per dare nuova linfa al preserale di Canale5, ma si è ritrovato ad affrontare uno dei periodi più bui della propria carriera visti i risultati non convincenti dei quiz show sperimentati (Formula Segreta e 1 Contro 100) e, soprattutto, a causa del clima ostile che ha “accompagnato” il presentatore in quel di Cologno Monzese. Criticato aspramente anche sulle pagine di questo blog, abbiamo pensato, a distanza di anni, di ripercorrere insieme al conduttore la sua parentesi sulla tv commerciale, anche alla luce degli ancor meno esaltanti altrui tentativi di trovare una valida alternativa all’ormai vetusto game show dell’ammiraglia del Biscione. Lo abbiamo fatto a poche settimane da quello che non può altrimenti essere definito se non un “ritorno a casa”. Parliamo chiaramente di Amadeus che DM ha avuto il piacere di incontrare, complice Giovanna Civitillo, nei giorni scorsi a Milano. Ecco cosa è venuto fuori dalla nostra chiacchierata…
Proprio così. E posso garantire che sarà un ritorno definitivo. Voglio andare in pensione con la RAI. Dovranno cacciarmi loro. Alla presentazione dei palinsesti Rai sono arrivato per primo (Baudo secondo), prestissimo. Non puoi capire quanto sia felice. Era tanta la voglia di tornare in RAI in maniera ufficiale e fortunatamente ho ritrovato tutti (dal cameramen al Direttore, ai colleghi) pronti a darmi il bentornato.
Si, mi ha abbracciato e mi ha detto: “Sono contenta che tu sia tornato”.
A livello umano si. Appartengo a quella categorie di persone che si e’ fatto tutta la gavetta partendo da una radio di quartiere a Verona e nella vita non ho mai guardato i soldi, ho sempre privilegiato il lato artistico. Per la prima volta ho dato importanza anche ai soldi. Avevo 43 anni e volevo passare alla cassa, non solo alla gloria. Poi c’era un progetto. Se mi avessero proposto semplicemente un contratto di due anni ma senza che ci fosse stato un progetto alle spalle, probabilmente avrei fatto una scelta diversa.
[Interviene Giovanna: ma perché io non lo so. Dove li metti tutti questi soldi Ama]
E’ stato un contratto in linea con quello che possono prendere gli altri conduttori di punta del Biscione. Certo, mi hanno pagato per lavorare due anni e alla fine ho lavorato sei mesi. Diciamo che, considerate le prestazioni, non posso lamentarmi.
Il format è di Magnolia e non potevo portarlo via. Ci sono dei format, tra l’altro, che vengono associati dal telespettatore alla rete sulla quale vanno in onda ed è giusto che rimangano sulla rete nella quale sono nati. E’ come se la gente li avessi “sposati” col logo dell’azienda.
1 Contro 100 è rimasto talmente incompiuto che si può fare da qualsiasi parte.
[interviene Giovanna: ahi voglia... Ama ha sempre “sponsorizzato” Mediaset. Ero io che non volevo lasciare l’Eredità. E lui “ma no, vedrai…”.]
Io ho conosciuto la Mediaset veloce di Giorgio Gori e di Mario Brugola. Era un’altra cosa. Per carità, sono passati 12, 13, 14 anni da quella Mediaset ma ho fatto tante edizioni del Festivalbar, Matricole, Meteore. Ricordo che Giorgio Gori mi chiamava per propormi dei format. Era un’azienda frenetica, insomma. E sono andato via da quella Mediaset per due ragioni: da una parte ho sempre avuto il pallino della RAI (in gita scolastica andai appositamente a scattarmi una foto col cavallo di Viale Mazzini) e in secondo luogo perché non riuscivo a lavorare a Canale5, rimanendo “ancorato” a Italia1.
Ero ospite a Furore e mi avvicinò Carlo Freccero e mi disse “Vuoi venire a fare 13 prime serate su Raidue come unico conduttore? Ma non c’è un contratto, ti paghiamo solo per queste 13 prime serate. Avrei, dunque, guadagnato di meno ma dissi si immediatamente.
Quando sono stato contattato da Marano mi ha detto: “Ho pensato per te ad un rientro nazional-popolare. Devi tornare nelle case degli italiani”. Per quanto mi riguarda, non credo esistano rientri dal basso. Non ho mai detto, ad esempio, “io faccio il preserale di Raiuno (o Canale5) e dunque accetto esclusivamente proposte per prime serate e nient’altro”. Se fai una cosa fatta bene, puoi farla su qualunque rete e a qualunque orario. In questo caso, poi, lavoro con un uomo di televisione. E, vista l’approssimazione che c’è di questi tempi, essere a contatto con una persona che conosce perfettamente la tv (Michele Guardì, ndDM) soddisferà certamente la mia “sete di conoscenza”.
Avevo fatto sei anni di preserale. Due anni di Quiz Show e quattro di Eredità, quasi sempre vincendo contro la concorrenza. Sempre contro Passaparola, un po’ meno contro il Milionario anche se parliamo di altri “film”. (All’inizio il Milionario faceva il 35% di share e Quiz Show lo contrastava al 30%. Mario Brugola, nel frattempo diventato dirigente RAI, scelse bene in quel caso perchè voleva contrastare Chi Vuol Essere Milionario con una cosa simile. E in Europa di simile c’era Quiz Show. Si ripropose, così, anche in Italia la stessa situazione tedesca che vedeva contrapposti Il Milionario e Quiz Show. ) Ma tornando a noi… Mediaset mi corteggiava già da due anni e risposi di no. Speravo, dunque, che la RAI in qualche maniera mi premiasse facendomi fare qualche prima serata importante. Non è accaduto e mi sono detto “forse non mi reputano adatto” e a quel punto, preserale per preserale, passo dall’altra parte.
Ogni tanto rido perché Grasso quando critica qualcuno o qualcosa, spesso mi trova d’accordo. Allora vuol dire che quando parla male di me c’ha ragione. Scherzi a parte, il critico è giusto che ci sia ma non può essere sempre e comunque con tutti. Dopo un po’ viene da pensare che non sia una critica ma un gioco al massacro. Grasso elogia principalmente personaggi di scarsa rilevanza mediatica. Come dire, faccio questo mestiere da DeeJay Television dell’88. Se tu in 20 anni mi massacri e basta…
Io non ne ho mai sentiti. Il problema è che se venissi criticato 99 volte su 100, ma ci fosse almeno una critica positiva, allora, pur rimanendoci male, potrei valutare e far tesoro delle critiche (negative) che mi sono state mosse. In questa maniera, invece, risulta un po’ difficile.
Eh si, preferisce evitare di parlare in alcuni casi.
In realtà non era il programma per il quale ero stato preso. Ero stato preso per Cluless che è un programma di Triangle. Sono stato in Polonia per registrare la puntata zero, il programma è stato acquistato da Mediaset (ed è ancora in forza a Mediaset) ma all’ultimo momento si è deciso di non farlo perché l’immagine del conduttore era un po’ forte.
In Cluless il ruolo del conduttore è molto forte. Praticamente avrei dovuto porre delle domande per le quali c’erano in palio diverse buste che contengono dei soldi. Spettava però al conduttore contrattare col concorrente la busta da portare a casa. Sostanzialmente il conduttore poteva bluffare (ad. es. poteva dire al concorrente “questa busta non contiene niente, la trituriamo? Magari la busta, però, conteneva 100.000 euro). Siccome ero stato sino a quel momento molto familiare, non è sembrato opportuno. Come dire, sembrava che andassi a Mediaset per fare…
Ecco, esattamente. Questa decisione tra l’altro si è presa all’ultimo momento, insieme a Santucci e Vicario con i quali abbiamo poi inventato Formula Segreta.
E’ stato chiuso 1 Contro 100 che faceva il 21%, Formula Segreta col 16 è stata proprio sotterrata.
Il pomeriggio di Canale5 era vuoto. Mi era stata tolta Tempesta d’Amore, anzi per la verità mi era stata messa contro. Il programma avrebbe necessitato di un rodaggio di un intero anno. La gente doveva abituarsi ad una cosa nuova. Tra l’altro ancora oggi incontro persone che mi chiedono del programma. Mi sarebbe piaciuto incontrare la dirigenza sperando di sentirmi dire ciò che Del Noce mi disse per l’Eredità: “vai tranquillo. Scopriremo se l’Eredità funziona dopo almeno 6 mesi”. E cosi’ vale per tutti gli altri. Vado via con l’amaro in bocca perché 1 Contro 100 avrebbe potuto tranquillamente alternarsi col Milionario. Senza mandare in pensione Gerry Scotti, per carità.
L’ho saputo leggendo te. A me non è mai stato detto nulla, anzi credo che si sia fatto di tutto per tenermi la cosa nascosta. Un’ulteriore motivo che mi ha convinto ad andar via. E’ come scoprire che il tuo migliore amico t’ha fatto cornuto di nascosto.
[La seconda parte dell'intervista giovedi 2 luglio alle 12...]
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