Seconda intervista nell’ambito del progetto di ricerca ”Web 2.0 e Innovazione: il ruolo dei blog nell’entertainment televisivo“. Dopo Massimo Donelli (per leggere la sua intervista clicca qui) è la volta di Luca Zanforlin. Quarantacinque anni, ferrararese, autore di punta del talent più celebre del piccolo schermo. Tra le sue creature, però, ci sono anche Meteore, Il Brutto anatraccolo e Gay tv, esperienze lavorative che hanno preceduto la sua consacrazione professionale avvenuta grazie ad Amici di Maria De Filippi, di cui è autore fin dalla prima edizione. La multimedialità della trasmissione, che nel web 2.0 ha trovato un ottimo alleato, insieme all’indiscusso talento autorale, è alla base della decisione di coinvolgere Luca Zanforlin nella ricerca. Di seguito potrete leggere il suo contributo.
Luca, come giudichi il livello di innovazione della televisione italiana? E nello specifico il livello di innovazione in Fascino?
Bé si sa la televisione è sempre in ritardo rispetto alla realtà che la circonda, ma è anche normale e giusto che sia così, la gente vuole riconoscersi in quello che vede, la novità deve essere sedimentata per essere capita. Con questo non voglio dire che non ci debba essere uno spazio per la sperimentazione, anzi è importante che ci sia ma capisco anche che venga recepita con piu difficoltà. La Fascino produce intrattenimento per la tv e quindi come tale si allinea alla richiesta del mercato, e di innovativo ha sicuramente il fatto che i suoi programmi siano più vicini al pubblico. I programmi sono piu scritti dai protagonisti che dagli autori, sparisce quindi il copione e l’autore si limita a scalettare gli ingredienti della puntata. Inoltre la conduzione è vista più come tramite per la comprensione del programma che protagonista dello show.
Ci sono dei blog che consulti più spesso? Perché?
A seconda del tempo che ho disposizione, comunque Davide Maggio e tv blog sono quelli che seguo di più.
Quali (anche tutte) tra queste caratteristiche di un blog: numero di utenti, modus operandi (inteso come grado di tempestività, serietà, incisività), profilo socio-demografico della comunità, numero di anteprime; ritieni essenziali?
Bè tutti questi insieme, ognuna di queste caratteristiche è rivelatrice d’informazioni.
Quando consulti un blog oltre ai cosiddetti post ti soffermi anche sui commenti?
Certo che sì.
E la lettura di un commento o di un articolo pubblicato su un blog ha mai influenzato o potrebbe influenzare una tua scelta?
Non è ancora successo ma non lo escludo, semmai lo registro come imput; quello scritto sui blog non è ancora una verità assoluta ma solo l’espressione di una (per ora) élite di utenti.
Amici è uno dei programmi che va per la maggiore sul web 2.0. Quanto e se conta questo nella realizzazione di un programma?
No, ribadisco quello scritto prima, a tutt’oggi la tv italiana non trova una diretta rispondenza con il popolo dei blog, è giusto registrare e conoscere ciò che tale mondo esprime ma da qui a farne una verità assoluta certo che no. I blogghisti sono per lo più giovani attenti e con molto tempo libero e a volte con strumenti superiori al telespettatore medio, analizzano quasi chirurgicamente un programma cosa che solitamente il telespettatore non fa. Attenzione non sto dicendo che il telespettatore medio è meno intelligente del blogghista ma forse fruisce la tv piu come “compagnia” e “divertimento” che come prodotto da analizzare.
Come ti poni nei confronti del tam tam di anteprime ed indiscrezioni su programmi e personaggi (nel tuo caso su Amici) originato e amplificato dalla blogosfera?
Credo sia normale e faccia parte dell’antagonismo che esiste tra i vari blog: chi sa prima le cose, prima le pubblica acquistando così più prestigio per il mondo dei blog.
Per concludere, la letteratura ci dice che il web 2.0, compresi i blog, possono aiutare il processo innovativo delle aziende. Pensi che questo valga anche per la televisione? Perché?
Quando il numero dei telespettatori davanti ad un programma tv si avvicinerà al numero dei blogghisti che scrivono commenti sullo stesso programma, forse, ma non credo che questo possa succedere domani.
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