Interviste



13
luglio

ALESSANDRO GRECO A DM: “CREDO CHE IL PUBBLICO APPREZZEREBBE UN RITORNO DI FURORE”

Alessandro Greco (foto di Massimo Milanese)

Se oggi avesse 20 anni le proverebbe tutte, dai talent ai concorsi più datati, perché, si sa, quando il talento c’è è inutile far passare troppi treni. Alessandro Greco non è uno di quei conduttori che rimpiange la vecchia tv e non mette alla berlina programmi come Amici e X-Factor, anzi, avendo alle spalle una gavetta iniziata con provini, selezioni e premi, sa bene quanto possano essere utili queste occasioni per guadagnarsi un posto al sole. Ed è proprio da un concorso canoro, forse il primo talent show della storia, che Alessandro ritorna sugli schermi di Rai 1, con la conduzione, stasera alle 21, della finalissima della 55esima edizione del Festival di Castrocaro. Un ritorno sul luogo del delitto per lo  storico conduttore di Furore, che a Castrocaro ha trionfato come intrattenitore in due occasioni.

Con Castrocaro torni su Rai1, qual è la tua emozione?

È quella di un doppio ritorno a casa. Su Rai1, infatti, subito dopo Furore, feci il preserale Colorado, mentre a Castrocaro partecipai e vinsi per ben due volte (quando c’era la  sezione ‘Volti Nuovi’ rivolta agli intrattenitori), nel 1989 da solo e nel 1993 con Emanuela Aureli. Poi negli ultimi due anni ho fatto il giurato, insomma, mi mancava solo la conduzione! Sono molto felice di poter condurre questa finale anzitutto perché sarà in diretta, e per me la dimensione live è davvero congeniale; e poi perché sarà una grande festa della musica, in cui a fine serata eleggeremo il vincitore. I concorrenti, gli assoluti protagonisti della serata, si giocano tutto in quella sera, ci sarà quindi molto phatos, molta energia.

Come è arrivata la proposta di Rai1?

Sicuramente devo ringraziare il direttore della Direzione Intrattenimento Giancarlo Leone e il mio capostruttura Antonio Azzalini. Dico “mio” perché con lui ho fatto praticamente quasi tutti i miei programmi. Inevitabile che accogliessi la chiamata con grande gioia.

Ultimamente si parla tanto di talent. Potremmo definire Castrocaro un talent ante litteram?

Certamente. Castrocaro è stato da sempre l’ideale anticamera alla sezione Giovani di Sanremo. Fino a un po’ di anni fa chi vinceva Castrocaro accedeva di diritto al Festival, ora questa regola non c’è più. Ma permettimi di dire che questa è la 55a edizione di una manifestazione storica, seria e pulita, che offre visibilità e che può aprire delle porte importanti. Vorrei ricordare che da Castrocaro sono usciti nomi come Caterina Caselli, Fiorella Mannoia, Alice, Zucchero e Luca Barbarossa.

E invece cosa ne pensi di Amici e X-Factor? Se avessi vent’anni parteciperesti ai provini?




13
luglio

GIULIA MONTANARINI A DM: FINITA L’EPOCA DELLA SOUBRETTE. HO RIFIUTATO PROPOSTE IMPORTANTI… E ORA MI MANGIO LE MANI

Giulia Montanarini

Dipinta spesso come vamp, legata ad un’immagine patinata di bella da palcoscenico Giulia Montanarini sorprende tutti e rivela un’immagine di sé inedita. Altro che bollicine di champagne, per l’ex soubrette del Bagaglino nella vita le priorità sono l’amore e la famiglia. Dopo la travagliata storia con Alessio Lo Passo conosciuto a Uomini e donne, la Montanarini ha partecipato al reality Blu Blu Beach, in onda il giovedì su La3, mostrando anche tra le onde del mare un carattere genuino e vulcanico che le aveva fatto prendere la decisione di abbandonare il gioco anzitempo, delusa dall’atteggiamento dei compagni d’avventura (con lei tra gli altri Francesca De Andrè, l’ex gieffino Luca di Tolla e l’ex corteggiatore di Uomini e Donne Matteo Guerra). Poi il ripensamento. Non potevamo non cominciare allora da un bilancio di quest’ultima esperienza…

Bellissima, entusiasmante. Era tutta un’incognita. Sono stata contattata da Peppe Quintale. Mi ha chiamato e ho risposto che avrei partecipato volentieri, dato che si trattava di imparare ad andare sul catamarano e a fare sci nautico. Una bella avventura fino ad una grande litigata che mi ha fatto cambiare idea. Tutti erano contro di me e Francesca de Andrè. Non ci ho visto più: esiste il gioco ma prima di tutto i rapporti umani.

Non è un pericolo insito in un gioco in cui i personaggi puntano a mettersi in mostra?

Bisogna far parlare di sé per quello che si fa nel proprio lavoro, non per quello che succede all’interno di un reality o della propria vita privata. E’ per quello che mi sono arrabbiata, in un reality comunque devi essere te stesso.

Com’è cambiato il tuo approccio rispetto a La Fattoria?

Anche all’epoca litigavo con tutti perché non appena si vedevano la telecamera puntata in faccia cambiavano faccia, senza la lucina accesa tornavano ad essere naturali. Io non cambio proprio, nella vita privata e nel gioco sono me stessa, non fingo. Anche perché dopo un paio di giorni ci si rivela per quelli che è. Le persone infatti hanno sempre calato la maschera alla fine.

Faresti comunque un terzo reality?

Condivi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Wikio IT
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Netvibes

,


11
luglio

LUCA WARD A DM: “PREFERISCO I CATTIVI, RIMANGONO PIU’ IMPRESSI NELLA MEMORIA DELLA GENTE”.

Luca Ward

Nei panni del perfido Ruggero Camerana ha tenuto con il fiato sospeso i milioni di spettatori de Le Tre Rose di Eva, ansiosi di scoprire se fosse proprio lui il misterioso assassino della serie. Ora in attesa di tornare a febbraio 2013 sul set della seconda stagione della fortunata fiction, Luca Ward si riaffaccia in tv ma in tutt’altre vesti. Toccherà a lui, insieme a Paola Saluzzi, condurre Una Notte Per Caruso, serata celebrativa della musica italiana nel mondo, in compagnia di tanti ospiti, che sarà trasmessa da Marina Grande di Sorrento in prima serata sabato 14 luglio su Raiuno.

Attore, doppiatore e anche conduttore per questo evento: Luca Ward non si ferma mai?

Sì farò anche il conduttore ma devo precisare che quello è un ruolo che spetterà maggiormente a Paola Saluzzi. La mia sarà una conduzione che cadrà spesso nella prosa. Sarò un attore che accompagna il pubblico in questo viaggio.

Quest’anno Una Notte per Caruso assume un doppio significato in seguito alla scomparsa di Lucio Dalla. Gli dedicherete un omaggio particolare?

Intanto abbiamo unito tre grandi: Caruso, Dalla e il bistrattato Buti. Quest’ultimo è stato il primo cantante della Rai, quando la Rai era Eiar, ma lo conoscono in pochi. Per una serie di motivi, legati alla politica, è stato dimenticato. Credo che gli artisti non debbano essere mai dimenticati soprattutto quelli di un tempo che non avevano nessun colore politico. Erano artisti e basta. Poi ovviamente daremo spazio a Lucio Dalla venuto a mancare prematuramente quest’anno.

Una notte per Caruso arriva per te dopo una forte visibilità mediatica. Per molti in questo momento sei il “cattivo” de Le Tre Rose di Eva.  Ti aspettavi tutto questo riscontro?

Devo esser sincero non lo so, anche se la sceneggiatura era fatta molto bene ed era accattivante. In particolare il mio personaggio è stato scritto con grande maestria dagli autori e per questo per me è stato facile interpretarlo. Fino all’ultimo minuto si è creduto che lui fosse il più cattivo di tutti, l’autore di tutti i delitti quando invece difendeva solo la figlia.

Se dovessi scegliere tu il destino del tuo Ruggero Camerana, lo faresti diventare buono o ancora più cattivo?





9
luglio

LAURA BARRIALES A DM: “GUARDI’ FA BENE A RIPRENDERMI IN DIRETTA. NELLA PROSSIMA STAGIONE POTREI TORNARE A LAVORARE IN SPAGNA”

Laura Barriales

Troppo facile sentirsi dire “Sei bella, sei brava, sei la migliore” soprattutto se vieni dal mondo della moda e se hai iniziato la carriera come testimonial per marchi di lingerie. Laura Barriales è una spagnola purosangue di León, caliente al punto giusto da non sopportare, a suo dire, moine e complimenti di circostanza. Preferisce le critiche, anche quelle dure che arrivano in diretta da Michele Guardì a Mezzogiorno In Famiglia. L’importante, dice lei, è crescere professionalmente.

Hai concluso l’ennesima stagione al timone di Mezzogiorno in Famiglia, e sarai confermata anche nella prossima. Soddisfatta?

Si, per me sarà il quarto anno consecutivo, e se mi hanno confermata vuol dire che allora comunico qualcosa ai telespettatori. Ricordo che il primo anno ero terrorizzata. Venivo dalla tv comica, da Scorie, e non ero abituata a parlare ad un pubblico eterogeneo, in un programma così nazional-popolare. Io non c’entravo niente, mi definisco un “cavallo pazzo” e in un contesto tradizionale avrei potuto sentirmi fuori luogo. Invece di puntata in puntata, con molto impegno, con i consigli e le tirate d’orecchie del regista Michele Guardi mi sono integrata perfettamente.

In effetti spesso Guardì ti sgrida o ti corregge in diretta. Te la sei mai presa?

Assolutamente no. Io sono sincera, odio le persone che in questo ambiente ti riempiono di complimenti, ti dicono che sei la migliore e poi appena ti giri sono pronte a darti il colpo di grazia. Guardì fa benissimo a riprendermi, mi sono dovuta confrontare con generi diversi, con i quiz sulle regioni italiane e con città e termini impronunziabili per me che sono spagnola. Se sbaglio è giusto correggermi, soprattutto se lo fa Guardì che è uno dei pochi che dice le cose in faccia.

Qualche conduttrice più spocchiosa non reagirebbe nello stesso modo…

Condivi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Wikio IT
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Netvibes

,


5
luglio

CRISTINA D’AVENA A DM: “LA GENERALISTA DOVREBBE RIPRISTINARE I CARTONI ALLE 20. NON POTREI FARE LA GIURATA IN UN BABY TALENT”

Cristina d'Avena

Da trent’anni è la voce più amata dai bambini di ogni generazione. Come se il tempo non fosse mai passato, Cristina D’Avena continua instancabile a regalare sorrisi intonando i suoi celebri ritornelli. L’abbiamo intervistata alla vigilia del suo ritorno in televisione su Super! (canale 47 del digitale terrestre e 625 di Sky) alla guida di Karaoke Super Show in compagnia di Patrick Ray Pugliese. Cristina ci ha parlato della sua carriera, di sé, e, da emiliana doc, non ha potuto fare a meno di lanciare un grido d’amore alla sua terra, dilaniata dal terremoto…

Quest’anno festeggi trent’anni di carriera. Un riscontro inter-generazionale…

Sono tanti anni, ho accompagnato e continuo ad accompagnare tante generazioni che mi seguono e che mi vengono ancora a trovare ai concerti. I piccoli bimbi di allora sono diventati genitori e portano i loro figli. E’ un’emozione molto forte.

A breve debutterai su Super con Karaoke Super Show. Cosa ti ha spinto ad accettare?

Sono molto curiosa, come una bambina che guarda e scruta. Quando mi hanno chiesto di collaborare ho accettato con molto entusiasmo, adoro le novità. E’un format molto semplice: andiamo nelle piazze e facciamo cantare mamme, papà bambini.

Cos’è cambiato da Cantiamo con Cristina che conducevi su Italia Uno nei primi anni Novanta?

Era sempre il karaoke, era basato però esclusivamente sulle sigle dei cartoni. I bambini si sfidavano in due squadre. In questo nuovo format abbiamo invece tre categorie: le canzoni famose dei cantanti italiani, la categoria delle sigle, quella delle canzoni classiche de Lo zecchino d’oro. E’ allargato a più generazioni.

Conoscevi già il tuo partner Patrick Ray Pugliese?

Lo avevo visto solo in tv. Il nostro è stato un incontro piacevolissimo, lo trovo una persona molto educata, simpatica e piena di vita. Carino e vero, mi piace molto.

Com’è il tuo rapporto con la televisione?





4
luglio

CRISTINA PARODI, FRECCIATE A PIPPO BAUDO E AL TG1. E SUL VERISSIMO DELLA PEREGO: “SAPERE CHE CON ME IL PROGRAMMA ANDAVA MEGLIO FU UNA SENSAZIONE PIACEVOLE”

Cristina Parodi

E’ stata per ventidue anni uno dei volti più rassicuranti di casa Mediaset – con la doppia esperienza alla conduzione del Tg5, “interrotta” dalla felice parentesi Verissimo – ma tra pochi mesi Cristina Parodi accenderà il primo pomeriggio di La7. Dalle 14.00 alle 16.00 circa, sulla scia del telegiornale, condurrà una prima parte di trasmissione (ancora da stabilire il titolo) incentrata sui temi d’informazione e attualità, per poi “cedere” dalle 17.45  alle 18.25 alla cosiddetta cronaca rosa, che farà da traino ai menù di sua sorella Benedetta. Il tutto senza “scopiazzare” chi già c’è:

“Quelli che guardano La Vita in Diretta - dichiara la Parodi in un’intervista a Vanity Fair - non si schiodano e noi non correremo dietro a loro. Proporremo storie positive, niente cronaca nera in modo morboso, gossip solo internazionale. Cercheremo opinionisti inediti, per esempio giornalisti stranieri che vivono da tempo in Italia. Puntiamo a un pubblico connesso a Internet e lo inviteremo a interagire con noi in video attraverso un software che si chiama My Cast e che garantisce un’immagine dei collegamenti molto pulita, non tutta tremolante tipo Skype, per intenderci”.

Quando si dice “lasciare il certo per l’incerto”. La conduttrice, infatti, spiega i motivi che l’hanno spinta a salutare il Biscione, nonostante la sua “poltrona” fosse tra le più salde in quel di Cologno:

Condivi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Wikio IT
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Netvibes

,


3
luglio

FILIPPO FACCI A DM: “A LA7 SONO PIU’ LIBERI E CINICI PERCHE’ GUARDANO SOLO AL RISULTATO. ONORATO SE ARRIVASSE SANTORO”

Filippo Facci

Irriverente, cinico, sempre e comunque polemico. Mai banale. Filippo Facci è uno di quei giornalisti che sanno usare la penna come fosse un fioretto in mano a D’Artagnan. Molti lo considerano vicino al centrodestra, lui invece si definisce uno che pensa con la propria testa. Attualmente dispensa le sue stoccate dalle pagine del quotidiano Libero e, televisivamente, sull’emittente di Telecom Italia Media, La7, dove da ieri è approdato al timone di In Onda estate, il talk show di access prime time in programma dal lunedì al venerdì. Un’esperienza che lo vede al suo esordio assoluto come conduttore televisivo, al fianco della collega giornalista Natascha Lusenti.

Filippo, questo per te è un vero e proprio debutto: come ti senti?

Mi sento “normale”. E’ vero, non ho mai fatto il conduttore, anche se sono stato assunto a Mediaset per 12 anni e credo di comprendere qualche meccanismo televisivo. E’ la mia prima volta e questo potrebbe essere il pericolo o la risorsa, perché  normalmente  vengo considerato una persona da moderare e non moderatrice. Però le sorprese non mancano mai…

Al programma hai impresso uno stile particolare. E’ una scelta voluta?

La mia ambizione è quella di sparire, e in questo sono d’accordo con Natascha Lusenti. Non devo farmi notare, non devo spiazzare: la mia bravura sarà quella di saper tirar fuori dagli ospiti ciò che possa interessare al telespettatore, che oggi è molto diverso dalle aspettative degli addetti ai lavori. Non ho paura di essere didascalico o di spiegare daccapo cose che basta perdersi una puntata per non ricordare già più.

Quindi non ti vedremo battibeccare con Natascha Lusenti come accadeva l’anno scorso con la coppia Telese – Costamagna?

Neanche per idea, non è la nostra intenzione e la riterremo una cosa negativa e poco professionale, se esiste ancora questa espressione. In verità il tipo di programma che faremo lo sappiamo solo venti secondi dopo l’inizio della diretta, ma non ci sarà una contrapposizione basata sul fatto che siamo un uomo e una donna, né tantomeno ci sarà alcuna attribuzione di conduttore di destra o di sinistra.

Di recente hai scritto che l’informazione televisiva è affetta da “cretinismo bipolare”. Cosa intendi con questa espressione?

Condivi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Wikio IT
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Netvibes

, ,


3
luglio

SARA VENTURA A DM: “IL TELERATTO AL PROCESSO DI BISCARDI? UN GRANDE VANTO. FAREI L’ISOLA DEI FAMOSI CON MIA SORELLA SIMONA IN STUDIO”

Sara Ventura

La parentela è solo un dettaglio. Perché una come Sara Ventura non puoi definirla semplicemente “la-sorella-di-Simona”: sarebbe riduttivo. Il suo curriculum, infatti, racconta di una carriera fatta di gavetta e passione, con un percorso professionale del tutto autonomo rispetto a quello di Mona sua, anzi Nostra. Da anni Sara è il volto femminile del Processo di Biscardi, il tempio del moviolone e delle ‘bbombe’ di mercato, ed è anche, grazie alla trasmissione mattutina La Famiglia Giù al Nord, una delle voci  più conosciute di Rtl 102.5, la radio che secondo recenti rilevazioni Gfk Eurisko è la più ascoltata della Penisola, con oltre 6milioni e mezzo di ascoltatori al giorno. 

Sara, che effetto fa trasmettere dalla radio più ascoltata d’Italia? 

E’ un enorme piacere, un onore. Io sono a Rtl dal 2003, quando non eravamo ancora primi, e sono cresciuta professionalmente con loro. Mi hanno insegnato a fare la speaker e ho trovato una grande famiglia in un momento in cui non avevo ancora una mia identità. Invece adesso posso dire c0n assoluta certezza e vanto: sono una speaker, amo la radio e so cosa voglio fare. 

I dati confermano che la radio è un mezzo molto seguito, credi che  il pubblico inizi a preferirla alla tv? 

Secondo me no. Noi, ad esempio, abbiamo la peculiarità di essere la prima radiovisione italiana perché trasmettiamo contemporaneamente in radio e in tv, quindi l’utilizzo della vista è facoltativo. Ci sono molti locali sempre sintonizzati sul nostro canale, perché Rtl ha tutto: le informazioni sul traffico, le news, i programmi leggeri o al servizio del cittadino, e devo dire che questo modo di fare radio-televisione è azzeccato. Non penso ci sia voglia di non vedere la tv, ma forse la televisione non è ancora così completa e non propone ancora programmi a 360 gradi. 

A proposito di televisione: da anni co-conduci il Processo di Biscardi. Come vivi questa esperienza a fianco di Aldo? 

E’ la mia più grande soddisfazione. Io ho iniziato a lavorare nel ‘93 a Sei Milano, un’emittente giovane curata da Benetton e Fabrica, dove ho mosso i primi passi. Nel ‘96 cominciai l’esperienza con Biscardi, ed era un Aldo completamente diverso da quello che mi trovo adesso perché era molto difficile per una donna inserirsi nel contesto del suo programma. Io avevo solo 21 anni e non avevo nemmeno il coraggio e la spocchia di zittire persone più grandi di me. Ero proprio una buona. Fu un’esperienza traumatizzante. 

Racconta…