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Kong è mortalmente noioso

Il debutto del programma di Fabio Volo non convince. La suggestiva location non salva una prima puntata mortalmente noiosa.

di Daniele De Fusco

14/04/2026 - 13:46

Kong è mortalmente noioso

2.3 /5

A volte c’è bisogno di cambiare prospettiva. Un modo di dire per qualcuno, un reale proposito per Fabio Volo. O almeno questo sembrava promettere il debutto su Rai3 di Kong – Con la testa tra le nuvole. Per il suo ritorno in tv, il conduttore ha infatti scelto un luogo insolito: la cima della Torre Branca di Milano, a 100 metri d’altezza. 

I cambiamenti sostanziali però terminano qui. La nuova trasmissione altro non è che una rivisitazione di ciò che Volo fa ormai da molto tempo a questa parte: riflettere sulle più classiche questioni esistenziali – l’amore, il sesso, la ricerca della felicità – con l’aiuto dell’ospite di turno. 

Sono passati anni da quando Volo balzava agli onori della cronaca per aver scritto un libro pieno di pagine vuote con al centro alcuni quesiti di marzulliana memoria. E tra celebri stroncature e incredibili successi di vendite, dopo più di dieci anni poco o nulla sembra essere cambiato. Fabio Volo continua ad interrogarsi su quello che conta per davvero. Piaccia o non piaccia, lui fa questo anche a 100 metri di altezza. 

Detto ciò, sulla carta, il programma potrebbe funzionare. Il viaggio inizia a terra – dove sono posizionati i Selton, che fanno da accompagnamento musicale -, prosegue in ascensore e si sviluppa tra angoli tematici (musica, cinema) sulla torre. 

Eppure la prima puntata è risultata mortalmente noiosa. Complice l’assenza dell’annunciato Beppe Fiorello, che è stato sostituito dall’entomologo Gianumberto Accinelli, il ritmo è colato a picco. Parlare di sesso e relazioni attraverso il mondo degli insetti non ha aiutato la verve di un Volo apparso ancora troppo ingessato per dare ritmo al confronto. Interessante e ben integrato però l’uso di filmati d’archivio, in questo caso vecchie interviste a persone comuni. Le teche non sono sembrate un vezzo o un semplice tappabuchi, ma finalmente sono state valorizzate. 

Insomma, il debutto non ha convinto e i 20 minuti di trasmissione sono parsi molti di più. Tuttavia non è ancora tempo di sentenze definitive. L’esperienza radiofonica di Volo, la bellezza della location – che la regia ha saputo valorizzare –  e l’arrivo di ospiti più giusti potrebbero ancora rendere questo un buon programma per la terza rete del servizio pubblico. Ci dovrà essere un cambio di passo, perché per ora a restare con la testa tra le nuvole – per noia più che per ispirazione – sono stati soltanto gli spettatori.

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