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Panariello a Mediaset, a Natale il nuovo show con giovani debuttanti
"Una proposta che non puoi rifiutare", il motivo del passaggio al Biscione. Stoccata alla Rai: “c’è un certo immobilismo. Una volta c’erano i dirigenti che ti chiedevano ‘Che vogliamo fare insieme?’. Ora non c’è più quel contatto lì"
di Daniele De Fusco
09/06/2026 - 16:03
© US Mediaset/ Ph. PrandoniBremec
Che Giorgio Panariello passasse a Mediaset era cosa nota. Che ritornasse sulle reti del Biscione con un one man show anche. Incerta, invece, era la data del debutto.
A svelarlo ci ha pensatomlo stesso Panariello durante il Festival della Tv di Dogliani, dove ha indicato il Natale come periodo di messa in onda previsto e ha fornito le prime anticipazioni sui contenuti del programma:
“In questo periodo scrivo: farò un one man show. Mi circonderò di amici, di persone che vengono a trovarmi. È uno spettacolo di Natale, ma un po’ diverso. Spero di coinvolgere tanti giovani. Ne ho visti di bravissimi in tv e sui social, che però non hanno ancora avuto la grande occasione”.
Negli ultimi anni, Panariello è stato un volto di Rai 1, tra varietà cuciti su misura e la giura di Tale e Quale Show al fianco dell’amico Carlo Conti. L’ultimo impegno a Mediaset risale invece al 2020, quando – in tempo di Covid – accettò di sedere nella giuria di Amici Speciali, lo spin-off celebrity del talent di Maria De FIlippi, pensato per quel periodo particolare. Se non si conta la fiction Tutti insieme all’improvviso, per un impegno più consistente sulle reti Mediaset bisogna tornare al 2012, anno di messa in onda di Panariello non esiste.
In merito alle ragioni del passaggio ha ammesso schiettamente di aver firmato un contratto con Mediaset per due anni dopo aver ricevuto “una proposta che non puoi rifiutare”. Non è mancata, poi, una stoccata all’azienda che in questi anni l’ha ospitato:
“In tv c’è un certo immobilismo. Una volta c’erano i dirigenti, i capistruttura, che ti chiedevano ‘Che vogliamo fare insieme?’. Ora non c’è più quel contatto lì. Io sono rimasto a Agostino Saccà (ex direttore generale della Rai). Non puoi lavorare random. Parli con uno e dopo una settimana non c’è più lui, ce n’è un altro”.
Insomma, un cambio di casacca convinto, ma che nasconde (neanche troppo velatamente) un filo di amarezza.