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#IOSTOCONCATERINA: VIVISEZIONE, IN TV IL RISCHIO DI UN’INFORMAZIONE PARZIALE
di Marco Leardi
30/12/2013 - 16:44

Fanno discutere, gli animali da laboratorio. Ma anche quelli col pc in mano, che nei giorni scorsi hanno insultato su Facebook la giovane Caterina Simonsen, affetta da una rarissima malattia genetica. Sul popolare social network, la studentessa 25enne si era detta a favore dei test medici sugli animali, senza i quali lei stessa sarebbe morta all’età di nove anni. Apriti cielo: all’indirizzo di Caterina sono arrivate offese pesantissime da parte di alcuni estremisti animalisti, scagliatisi in difesa della loro ideologia.
Caterina Simonsen: gli insulti degli animalisti
L’accaduto ha suscitato scalpore e sono stati tanti i messaggi di solidarietà recapitati alla ragazza. Sui social network è persino nato l’hashtag #iostoconcaterina, in difesa della studentessa malata. Il caso Simonsen ha pure richiamato l’attenzione di alcuni tg nazionali, con servizi dedicati. Così, sul piccolo schermo è deflagrato il tema della sperimentazione animale, al quale – in verità – la tv nostrana non ha mai dedicato particolari approfondimenti. Ed è questo aspetto ad imporci una riflessione: una maggior informazione sull’argomento avrebbe potuto placare certe offese brutali rivolte a Caterina? La tv fa davvero la sua parte?
Vivisezione: in tv informazione parziale
Al riguardo, un dato pare inconfutabile: sull’utilità o sulle critiche alla vivisezione, il pubblico è poco informato. Il dibattito scientifico è acceso, ma in tv la discussione viene spesso riportata in maniera semplicistica o parziale. Anche i programmi d’approfondimento medico o di denuncia sociale ne parlano velocemente (o poco), e a far notizia sono solo le proteste degli animalisti, anch’esse presentate in tono sensazionalistico più che divulgativo. Le telecamere, spesso al seguito di qualche improvvisato paladino degli “amici a quattro zampe”, indugiano sulle gabbie dei “poveri cuccioli”, non senza un certo sentimentalismo.
Capita pure che l’inviato di turno avvicini il microfono alla bestiola: “sentite come soffre”. Miao miao, squit squit. Il tutto, senza alcun reale approfondimento sulle ragioni a favore o contro la vivisezione. Eppure, l’argomento meriterebbe di essere trattato con l’adeguato rigore scientifico, perché – come dimostra la storia di Caterina – la ricerca può aiutare concretamente una vita umana.
Non abbiamo le competenze per decretare se la sperimentazione animale sia o meno l’unica strada percorribile, e proprio per questo gradiremmo che il piccolo schermo si approcciasse adeguatamente ad un tema così delicato. Veicolare informazioni approssimative o sposare una tesi (piuttosto che un altra) è un sempre un atteggiamento rischioso. Gli insulti sul web a Caterina ce lo ricordano: stiamo dalla sua parte.
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Marco Leardi dice:
@pea. Tutte parole inutili, le tue. Un dato è certo: i metodi alternativi non possono ancora sostituire del tutto la sperimentazione animale, e mentre noi ne discutiamo ci sono persone che hanno immediato bisogno di cure. Vogliamo negare loro una possibilità di guarigione? Preferisci che a soffrire siano delle persone (con le loro famiglie) piuttosto che due animaletti? Ormai siamo alla follia, e il tuo commento lo dimostra chiaramente. Caterina farebbe volentieri a meno della sua malattia. Se lo vivessi tu quel "teatrino" (e non te lo auguro), forse cambieresti idea.
pea dice:
Io non sto con Caterina. Affatto. Punto 1: l'opinione espressa dalla ragazza non è comprovata da alcun fatto scientifico, come può ella sostenere che senza farmaci testati su animali sarebbe morta da piccola?Equivale a dire che uno malato è ancora vivo perché andato a Lourdes, è una personale convinzione. Punto 2: la vicenda si presta ad una abilissima e finissima operazione di manipolazione mediatica. se sia voluta o no non si sa ancora, certo è che in questi tempi la ricerca con animali sta subendo una revisione a livello normativo, Stop Vivisection ha avuto un exploit di firme, la gente è in maggioranza contro la ricerca condotta su animali....se si aguzzasse un po' l'ingegno e non ci si soffermasse alla mera superficie di questo caso, si comprenderebbe subito che le lobbies del farmaco temono di perdere il loro giro di affari...la ricerca è anche un grande giro di denaro (Telethon etc..) Punto 3: all'opinione di un ricercatore a favore della ricerca con animali, ne corrisponde una altrettanto autorevole ma contro, certo che se i media ignorano questo allora si fa disinformazione......e allora si che c'è il giustificato sospetto che ci sia una abile regìa dietro a tutto Punto 4:la simonsen ha fatto delle dure affermazioni sui carcerati che secondo lei dovrebbero crepare e liberarci dalla loro presenza (anzi lei ha detto che dovrebbero suicidarsi)... per amor di verità perché solo pochi organi di informazione hanno avuto il coraggio di pubblicare queste sue affermazioni????????io avrei paura di incontrare a tu per tu questa tipa, non ama né animali né genere umano. Punto 5 insulti sul web e auguri di morte la gente ne riceve a valanghe e per le ragioni più disparate, non mi pare che diventino gli altri un caso quasi di stato...perché questo si? Perché ci sono tutti gli ingredienti: malata, con la mascherina, sul letto, con gli occhi languidi.... una confezione ben presentata per fare colpo....un bel teatrino.
lalella dice:
Il bello è che il lavoro e la capacità di un ricercatore (mio figlio è un ricercatore) che fa dei test sugli animali consiste proprio nel mantenere in vita l'animale stesso e non torturarlo... !!!!
eDen dice:
io spero vivamente che la povera Caterina si accorga solamente che la stanno strumentalizzando...
Giuseppe dice:
Marco, su una cosa concordo: l'informazione televisiva italiana su questo (e quasi tutti gli altri temi che dividono l'opinione pubblica) è sempre stata inadeguata. Per scelta, per timore di apparire schierata, ha sempre preferito l'ipocrisia e abbracciato la mentalità dominante. Tuttavia non ci si deve illudere che un maggior rigore scientifico nell'affrontare la materia possa essere dirimente: l'approccio scientifico non ha né la possibilità concettuale nè il fine di scegliere al posto della nostra coscienza individuale. Offre solo strumenti utili il cui uso dipende solo dalle nostre scelte. Scegliere la vivisezione per salvare la propria vita facendo soffrire e sopprimendo altri esseri viventi può apparire inevitabile (mors tua vita mea) solo da un punto di vista soggettivo. E, purtroppo, non sussistendo una visione oggettiva della questione, qualsiasi nostra scelta potrà essere sempre messa in dubbio. Ma, anche se dubbiosi, almeno saremo ancora vivi.
Marco Leardi dice:
@mariano. infatti abbiamo parlato di "estremisti animalisti", proprio per non generalizzare. Nessuno ha detto che Caterina detenga la verità assoluta e anzi, abbiamo auspicato che in generale si faccia un'informazione corretta sull'argomento. Detto questo, impossibile non solidarizzare con la ragazza. Ripeto: avanti con i test sugli animali, almeno finché non ci saranno metodi alternativi scientificamente affidabili.
tania dice:
@ Marco Leardi infatti ho scritto " spero" perche si usano ma non completamente in quanto costano troppo,sono generici o perche danno risultati con tempi lunghi ed e' per quello che ho parlato anche di " singola cellula" che e' ovvio che non serve a molto se non a nulla,c'e' molto da fare ma un giorno credo si possa arrivare a delle soluzioni su cui si sta gia lavorando.
sarà dice:
le idee son proprio poche e confuse..la vivisezione è cosa diversa dalla SA.. a chi teme per il proprio gatto:i ricercatori non sono sadiche ed atroci persone che uccidono tutti i gattini trovati per strada..usano certi animali (allevati in ambienti protetti) nei limiti dello stretto necessario.. che poi..anche i farmaci per gli adorati animali domestici sono stati testati su altri animali! (dal collare anti pulci a tutti i vaccini e terapie..)
Marco Leardi dice:
@daniele. Dunque la sperimentazione dovrebbero farla sulla pelle delle persone? Finché non ci saranno metodi alternativi scientificamente affidabili, non ho alcun dubbio: avanti con i test sugli animali. Non ho competenze specifiche in materia ma, se non sbaglio, i metodi alternativi non sono ancora in grado di sostituire completamente la sperimentazione animale, perché una singola cellula non è un organismo intero. E le variabili da considerare sono molteplici
xxx dice:
Quando ,per vostra sfortuna vi capiterà un figlio come Caterina.Vedremo se avrete il coraggio di Guardarlo negli occhi e dirgli : --Mi Spiace ma non possiamo mica sperimentare il farmaco che ti salverà la vita su di Bobby (l 'animale)...mi sa che dovrai MORIRE-- N.B Se vi ammalate mi raccomando non usate nessun tipo di medicina sarebbe contro i vostri PRINCIPI (O sono solo all 'occorrenza). Saluti XXx