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GABRIELE BELLI, IL TRANS DEL GRANDE FRATELLO 10: DOPO LE FOTO, ECCO UN VIDEO
di Davide Maggio
31/10/2009 - 14:30

Partiamo da un punto fermo. Vi abbiamo svelato con un anteprima esclusiva l’identità del trans del Grande Fratello 10. Oggi siamo in grado di fare qualcosa in più. Possiamo, infatti, confermarvi al 90% l’ingresso di Gabriele Belli, lunedi prossimo all’interno della casa di Cinecittà. D’altro canto, l’aver mostrato nella diretta della premiere un’immagine del concorrente FTM da bambina, non poteva certamente far cambiare all’ultimo minuto le carte in tavola.
Ma non finisce certamente qui. Vi avevamo parlato di alcune immagini che avrebbero mostrato Gabriele quando era ancora Elettra. Ed oggi siamo pronti a farlo. Il trans del Grande Fratello 10, infatti, non è nuovo al piccolo schermo. Ha avuto modo di raccontare la propria storia nel gennaio 2009 in un reportage del programma Iride, condotto dalla nostra guest-redattrice Irene Pivetti su Odeon Tv. Proprio quel video è stato essenziale per le nostre indagini sul concorrente più discusso dell’edizione celebrativa del reality show principe di Canale5.
Qualora pensiate, però, che le nostre anteprime sul Grande Fratello siano terminate qui, vi sbagliate di grosso: lunedi, alle 15, pubblicheremo un’indiscrezione assolutamente stuzzicante su un altro concorrente del Grande Fratello. Nel frattempo, godetevi il video.
CLICCA QUI PER IL VIDEO:
[Testo tratto dall’intervista a Gabriele Belli realizzata per il programma Iride di Odeon Tv]
“Io sono nato a 35 anni, vuol dire che un giorno, dopo 35 anni di prigionia in un guscio, ho deciso di rompere la corazza che mi nascondeva e ho deciso di venir fuori. Questo venir fuori significa rinascere, guardare il mondo con occhi nuovi e significa che il mondo mi deve guardare e deve riconoscere chi sono davvero. Prima ero in un corpo di femmina, oggi sono un uomo. Orgoglioso di essere un uomo, forse non un maschio, ma sicuramente un uomo. E’ iniziato con me, quando ero un bimbo e mi guardavo intorno e vedevo il mondo con gli occhi di un bambino che voleva una fidanzata, crescere, diventare un padre, avere una moglie. E ogni giorno la vita mi rimandava delle risposte differenti. Io sono nato perchè un giorno, anche se avevo tutto nella mia vita di prima, un lavoro, una compagna, una buona posizione sociale, mancava me stesso. Ero seduto sul divano, mi sono toccato il viso e mi sono accorto che mi mancava la barba, la pelle rovinata di uomo. Che mancavo io. Ho deciso che dovevo trovare una soluzione, dovevo uscir fuori a qualunque costo. L’alternativa era morire, perchè non si poteva più andare avanti così. Ho cercato e sono stato fortunato a trovare una persona che in realtà mi vedeva come ero dentro e mi ha detto ‘si, fallo’, e da questo ho cominciato giorno per giorno a piccoli passi a trovare i puntini che mi hanno portato a questo”.
“La mia trasformazione è iniziata parlando con uno specialista, uno psichiatra che appena mi ha visto mi ha quasi dato una sorta di sollievo, mi ha illuminato dicendomi ‘lei è un chiaro caso di disturbo ginandroide, si chiama disturbo di identità di genere, non si preoccupi ragazzo mio, adesso la aiutiamo’. Ho cominciato con lui a raccontare i miei disagi, il mio dolore e mi sono sentito per la prima volta, nonostante il mio aspetto ancora tradisse altro, visto, compreso: ho avuto il coraggio di andare avanti. Dopo sei mesi ho cominciato ad assumere ormoni e a contare ogni istante che mi potesse portare ad avere un aspetto sempre più maschile, e soprattutto la gioia più grande, vedere spuntare ogni giorno un pelo in faccia, o sul corpo. E’ incredibile quanto le persone comincino a riconoscerti e a darti credibilità proprio quando ti spuntano i primi peli in faccia. E’ un percorso dove degli specialisti, per via della legge che ti menzionavo prima, vivisezionano il tuo corpo. E’ quasi un’inquisizione sulla tua mente, sulle tue sicurezze. Io sono stato fortunato, ho incontrato specialisti comprensivi e umani al di là della loro professionalità, ma so di casi di persone che vengono portati quasi a desistere. Proprio perchè bisogna essere sicuri a livello legale, al mille per mille, che la persona vuole questa cosa, viene messa di fronte a tante e tali difficoltà che bisogna avere una forza di carattere e un equilibrio non indifferente. La persona di fronte allo specchio è Gabriele Dario, il nome che mi sono dato con orgoglio, ed è Elettra, la persona che mi ha accompagnato come corpo e mi accompagnerà comunque tutta la vita. E’ il corpo che mi ospita, il corpo al quale io comunque devo la vita, e non posso prescindere da questo. E’ il corpo che mi ha fatto soffrire, che ho odiato, che mi ha portato all’orlo della follia, ma è comunque il mio corpo”.
“La nostra realtà è una realtà sconosciuta, soprattutto quella dei transessuali maschi è una realtà invisibile, e in generale la realtà dei transessuali nella collettività sociale è assimilita alla prostituzione, a degli essere alieni e notturni. In realtà esistono delle ragazze splendide che lavorano, che vorrebbero lavorare senza discriminazioni, e questo a volte le porta sui marcipiedi, non tutte ma talune si; e poi esistiamo noi, l’altra faccia della luna. Ragazzi socialmente più inseriti solo perchè, come dico io banalmente, con quattro peli in faccia rassicuriamo gli altri che siamo uomini comuni. Ma non siamo uomini comuni, siamo uomini con un passato assolutamente diverso, e abbiamo bisogno di dirlo, abbiamo bisogno di un orgoglio che sia alla luce del sole, che non sia legato semplicemente a dei momenti plateali di esibizione, come può essere un Gay Pride, che ha una sua valenza ma che non spiega realmente tutte le motivazioni, tutto il dolore, tutta l’importanza di questa vita”.
“Gabriele si sentiva un cavaliere, era un uomo che voleva dare nella vita il meglio di uomo, anche sobbarcandosi delle responsabilità che oggi come oggi in realtà sono obsolete e fuori moda. Però mi vedevo così, come un cavaliere senza paura che avrebbe affrontato qualsiasi drago nella sua vita per arrivare a se stesso e per poter confortare la propria famiglia e la propria compagna. Ci sono ancora oggi momenti di disperazione, momenti in cui pensi di non farcela, ti chiedi perchè. Non ci sono ancora arrivato, ma ho visto negli occhi di persone prima di me questa consapevolezza di essere sereni davvero. Io ancora oggi posso dire con sincerità e umiltà che ho momenti di tristezza, di amarezza, in cui mi chiedo perchè io. Ma mano mano vedo dall’altra parte un bicchiere mezzo pieno, pieno di un’esperienza stupefacente, che mi da la possibilità di traslare, di passare da un mondo all’altro e di conoscere le sfumature di entrambi questi mondi, che sono il il femminile e il maschile, incontrarli tutti e due e soprattutto viverli come a nessun uomo e a nessuna donna è dato fare nella vita comune”.
“Noi siamo semplicemente un disturbo di identità di genere trattato nel DSM4 come una patologia mentale, quindi è paradossale che in questo momento la persona che ti sta parlando è considerato psichiatricamente instabile, o comunque non sano. Ed è paradossale che questa patologia sia curata a livello giuridico, quando in realtà non esiste; se io sono stato già visto come un disturbo, perchè devo rivolgermi ad un giudice per chiedere la riattribuzione del mio sesso? Leggo nel mio corpo il dolore, anche assumere un ormone che mi sta dando la libertà, in qualche modo cancella quei tratti che mi hanno reso prigioniero. E allo stesso tempo è un corpo che soffre, con il quale faccio i conti tutti i giorni, con i muscoli che tirano, hanno i crampi, che prendono un volume diverso, con un disagio di un corpo che mi guarda dall’esterno verso l’interno e mi chiede perchè, e con un interno, la mia identità, che mi chiede ‘perchè hai fatto questo a me?’ Queste sono le due nature che si scontrano. Anche questo ci rende diversi”.
“Sicuramente il mio è un corpo che aveva un problema con la mia identità, perchè non la rispecchiava assolutamente, al quale sono stati legati a livello sociale degli stupidi limitanti, e questa cosa ha inferto dolore alla mia anima. Ma sono più convinto di dire che senza un’anima che respira e che vive, un corpo non è niente. In questo momento il corpo sta soffrendo, ma mai quanto quello che ha sofferto la mia anima e la mia identità”.
“La mia conquista più grande? La mia barba. Anche quando mi sento solo, mi sento triste, toccarmi il viso e sentire che non è liscio, ma pieno di impurità, e che la barba mi cresce, mi rassicura. E’ come un padre che parla al proprio figlio; mi coccolo. Come un padre che guarda un bambino e dice ‘si figlio, la vita è dura ma non ti preoccupare, ci sono io al tuo fianco’”.
[Ha collaborato Biagio Chianese]
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feebbie dice:
intolleranza, ignoranza ( dell'argomento), aggressivita', fobia, astio. Io mi sono operata a 45 anni 4 mesi e 3 giorni. ergo stai aggredendo anche me, seppur indirettamente.Mi spiace dirtelo, ma dovresti ( vincenzo ed anche le altre argute persone cariche di cotanta critica) informarvi MEGLIO sull'argomento, prima di sparare sentenze dal sapore medioevale. L'ordine di chi? poi lasciamo stare il criptico messaggio di abbreviazioni fanciullesche della infata francesca che scrive parlando dei "poveri genitori", Gabriele non li ha avuti, cara.L'hanno abbandonato, cara. Da piccolissima, CARA. Gemella, gabrielòe e' UN trans, io ero UNA trans, riuscitre a non capire nulla malgrado vi si spieghi eh
Luca dice:
Vincenzo cosa fignificano: "avere un ordine - diseducativo - si deve finirla? Vuole dire tenere separati i calzini dalle mutande? Andare a dormire dopo carosello? o qualcosa d'altro??? Se non erro 80 anni fa dei tizzi che giravano con l'orbace, più o meno usavano le stesse loro parole.
Vincenzo dice:
Ma quale intolleranza qua si tratta di avere un ordine. Se ti senti uomo o donna realmente fai quel che devi e sii uomo e punto, basta.Non c'è bisogno di sensazionalismi. Inutile che vai a dire sono Elettra.O sei l'uno o sei l'altro.A me sinceramente mi pare tanto una presa per il culo e lui/lei come preferisce a questo punto a seconda del momento,si è reso solo ridicolo. E poi parliamoci chiaro io credo in queste scelte quando sono fatte in tenera età.Questo ha 40 anni ormai.Si è fatto una vita da donna e alla fine dei conti si sente uomo perchè ha la barba..ma per cortesia! Smettiamola con ste cazzate.E' anche diseducativo per quelli che lo guardano.Mette confusione e si deve finirla con questo circo di gente che è un po di qua e un po di là.Scegli un posto e rimanici per coerenza. E cmq è andato lì perchè aveva già tentato di andare in tv e non se lo sono filato..e ora ci ha provato con il Grande Fratello che ha preso al volo l'occasione perchè gli serviva "il fenomeno" per attirare i soliti stolti.
Christian dice:
Io ritengo che i più grandi omofobi e transofobi sono gli stessi omosessuali e transessuali che vivono la loro condizione in maniera latentente.., l'intolleranza è generata dalla paura, e si ha paura di un qualcosa che non si vuole conoscere o sapere perchè altrimenti sconvolgerebbe la propria labile esistenza.............. Il gf è un modo per fare soldi facili ma è anche un veicolo molto veloce e diretto attraverso il quale trasferire un messaggio alla massa..., e io credo che gabriele lo stia utilizzando in tal senso.....
GEMELLA dice:
RAGA ANCHE SE E UNA TRANS E SEMPRE UN ESSERE UMANO DA NON DISCRIMINARE PERCHE SIAMO VERAMENTE DEI VIGLIACCHI.GABRY SI IL MIGLIOR TI VOGLIAMO BENE BY KI TI VUOLE BENE!!!!
FRANCESCA dice:
MA QUALE UOMO MA SE LA NATURA LA FATTA FEMMINA PERCHE DEVE DIVENTARE UOMO E UNA DECISIONE MLT DIFFICILE DA PRENDERE PERCHE CAMBIARE SESSO NN E FACILE NE X LUI E NE X I SUOI GENITORI PURTROPPO I SUOI DVN ACCETTARE X FORZA LA SUA DECISIONE..CMQ E UNA VERGOGNA.
Vincenzo dice:
Quello che intendo è che questo povero tizio andava protetto. Lui magari avrà accettato per i soldi ma io dico amici vicino con un po di senno non ne aveva? La sua stessa compagna. In questo modo lui rimarrà per sempre il trans e punto.Può chiamarsi come gli pare,può essere la miglior persona del mondo ma oramai quello per cui sarà ricordato è solo che un trans. Ma questo è il bene che volete a chi vi sta vicino.Se fossi stato io un suo amico di certo gli avrei detto continua a lavorare invece di diventare lo spaventa passeri del grande fratello. E se ci è voluto andare a tutti i costi allora torniamo al discorso di prima.I soldi.
feebbie dice:
Quindi io che sono molto esposta e la mia faccia e' apparsa decine e decine di volte su TV Nazionali, quotidiani , riviste e radio sono una pupazza a vita? e' questo che intendi?
vincenzo dice:
Febbie pensala come vuoi. Quel che voglio dire è che voi dite di voler bene il vostro amico,se fosse così lo preteggereste.Dovrebbe avere una vita il più normale possibile ed è evidente che ora non potrà più averla. Sarà un pupazzo a vita.La cosa che mi dispiace è si sta parlando di una prsona e che voi continuate a fare gli amici difensori ma non vi accorgete che applaudite solo alla preda buttata in pasto all'arena sperando di far rumore. Gli amici servono ad aprirti gli occhi quando qualcuno ti sta prendendo per i fondelli,dovreste proteggerlo da un circo come il Grande Fratello che non farà altro che renderlo un fenomeno da baraccone.Bah. Questa cosa è davvero triste e poi io sarei il superficiale.Andiamo bene!
feebbie dice:
@Vincenzo. Io dico che hai sei seri problemi caro vincenzo, ribadisco il concetto che la tipologia di motivazioni che adduci non sta in piedi. allora se Gabriele non e' un uomo perche' e' andato al GF, parimenti non lo e' nessuno degli altri concorrenti maschi... o no, vincenzo? Lo chiami fenomeno da baraccone, allora rientro anche io in quella categoria? Perche' offendi e denigri tanto Vincenzo? Per me hai solo dei problemi nei confronti di qualsiasi persona che faccia cose che tu non puoi lontanamente sognare.Oppure , veramente..., ti senti a disagio di quanto e' visivamente piacente e con cosi' tanti contenuti? Tu non sei affatto aperto Vincenzo, lasciamelo dire, ma mi sembri ( da occhio allenato quale io sono) una persona un po' superficiale e molto facile a sparare giudizi.