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Rina Bussone a Belve Crime: “Non vivo nella paura, ma se decidono che quel giorno devi morire, muori”
La donna è testimone di giustizia e accusatrice di Raul Esteban Calderon per l'omicidio di Diabolik
di Fabio Fabbretti
05/05/2026 - 18:25
Cosa ha dichiarato Rina Bussone a Belve Crime
Quando Francesca Fagnani domanda se il suo ex compagno Raul Esteban Calderon, l’uomo riconosciuto in primo grado come esecutore materiale dell’omicidio di Diabolik, “avesse messo in conto che lei avrebbe parlato”, Rina Bussone dice:
Assolutamente no. Io e Raul siamo stati complici in tutto, facevamo tutto insieme. Ci siamo tatuati i nostri occhi, io sulla mia spalla e lui sulla sua, proprio perché simboleggiava che noi ci guardavamo sempre le spalle.
La testimone di giustizia racconta come ha saputo che il suo ex fosse l’assassino di Diabolik:
Parto per Roma e raggiungo Raul, lui mi porta in camera da letto, abbassa la serranda e mi dice a bassa voce: “Ho ammazzato Diabolik”.
Al termine della sentenza di primo grado, come ricorda la Fagnani, la Bussone “è stata ritenuta credibile solo in parte per alcune discrepanze” nel racconto e per il suo presunto astio nei confronti dell’allora compagno, circostanza che avrebbe potuto viziare le dichiarazioni rese. L’intervistata ci tiene a sottolineare di aver “sempre avuto l’appoggio dei magistrati”.
Secondo la procura, fu proprio una delle sue pistole ad essere stata utilizzata per uccidere Piscitelli. E, stando alla versione della Bussone, sarebbe stato lo stesso Calderon a sottrargliele.
“Ha paura oggi di qualcuno o qualcosa?”, le domanda la conduttrice. Lei non nasconde la consapevolezza del rischio:
Con questi personaggi tu puoi prendere tutte le precauzioni che vuoi, ma se decidono che quel giorno devi morire, muori. Quindi non vivo nella paura perché so che può succedere, ma comunque me l’aspetto. Non abbasso mai la guardia.
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