Ora in tendenza
La vera storia di Roberto Savi della Uno Bianca
Ecco chi è il criminale intervistato da Francesca Fagnani a Belve Crime
di Fabio Fabbretti
05/05/2026 - 16:37
Roberto Savi è tra i protagonisti delle nuove interviste di Belve Crime su Rai 2, lo spin-off del classico Belve dedicato a colpevoli, testimoni o protagonisti di crimini. Ma chi è Roberto Savi, incontrato da Francesca Fagnani nel carcere di Bollate? Ecco la sua storia.
Chi è Roberto Savi e qual è la sua storia
Ex poliziotto, oggi quasi 72enne, Roberto Savi è meglio noto come il capo della banda della Uno Bianca, la nota organizzazione criminale che dal 1987 al 1994 ha terrorizzato e segnato l’Italia, in particolare Emilia Romagna e Marche, con una scia di sangue che conta 24 persone ammazzate e 114 ferite, insieme ad un’infinità di reati, in appena sette anni.
La caccia alla banda della Uno Bianca vive la sua svolta cruciale nel novembre di 32 anni fa, quando l’allora ispettore Luciano Baglioni e il sovrintendente Pietro Costanza della Questura di Rimini, studiate nei minimi dettagli le mosse dei killer, si insospettiscono di un’auto e la seguono, finendo in una villetta a Torriana, nel riminese: si tratta dell’abitazione di Fabio Savi, fratello di Roberto Savi.
Presso la polizia amministrativa a Bologna, i due agenti cercano così informazioni, soprattutto su Roberto Savi poiché sospettato di una rapina in un’armeria dove furono uccise due persone. E qui l’amara scoperta, grazie a un poliziotto in ufficio che, incuriosito, guarda l’identikit sul fascicolo e spiazza tutti, sostendo che il tale Roberto Savi che si stava cercando “è un collega, lavora qui sopra, in sala operativa, se volete parlarci vi porto da lui”.
Pochi giorni dopo, il 21 novembre 1994, l’assistente capo della Polizia di Stato, Roberto Savi, viene arrestato mentre è in servizio presso la Questura di Bologna e in manette finiscono anche il fratello Fabio Savi, detto “il lungo” della banda, e altri poliziotti corrotti e inseriti nell’organizzazione criminale: il terzo fratello Alberto Savi, Luca Vallicelli, Pietro Gugliotta e Marino Occhipinti.
Nel marzo del 1996 si conludono i processi con la condanna all’ergastolo per i tre fratelli Savi e per Occhipinti e ventotto anni di carcere a Gugliotta (poi diminuiti a diciotto). Vallicelli, ritenuto componente minore della banda, patteggiò una pena di tre anni e otto mesi.
Tags