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Conti difende l’annuncio di De Martino a Sanremo ma ammette: “Il mio erede è Nicola Savino”
© US Belve
Smessi i panni del direttore artistico del Festival di Sanremo, Carlo Conti è tornato in prima serata su Rai 1, venerdì scorso, con Dalla Strada al Palco Special. Domani sera, invece, i telespettatori di Rai 2 potranno vederlo a Belve. Ospite di Francesca Fagnani, il conduttore parla anche del passaggio di consegne, avvenuto alla finale di Sanremo 2026, con Stefano De Martino e chiarisce i motivi dietro a tale scelta.
Conti sul passaggio di consegne con De Martino a Sanremo
Nel corso dell’intervista, la Fagnani gli chiede per quale motivo, dal punto di vista della comunicazione, ha scelto di annunciare l’approdo di De Martino al Festival, tra l’altro con così largo anticipo rispetto al solito.
Non mi sono mai preoccupato della comunicazione, l’ho fatto perché avevo già deciso
è la risposta di Conti.
Quando la conduttrice gli fa notare che in molti hanno considerato l’annuncio “troppo enfatico e pomposo” rispetto al suo modo di fare “misurato”, lui chiarisce:
Volevo dare forza prima di tutto a Stefano e a questo passaggio di consegne. E poi era anche un gesto di affetto.
Conti punta su Savino come suo erede
Quanto al suo erede, però, Conti spiega che “vedo Stefano De Martino essere partito fortissimo” e anche per questo considera un altro collega più vicino a sé rispetto al suo successore a Sanremo: “Nicola Savino“, a cui non a caso quest’anno ha affidato la guida di Tali e Quali e il Dopofestival.
E a proposito di colleghi, il conduttore toscano rivedrebbe ben volentieri Amadeus in Rai:
Ma perché no? È una squadra, no? Più professionisti ci sono, meglio è
Secco no, invece, ad un eventuale ruolo da Direttore in Rai, che “non accetterei mai, dovrei cancellare tutti i miei programmi!”.
Conti e la “dongiovannite”
Nella chiacchierata a Belve c’è spazio anche per alcune domande ‘ficcanti’. La Fagnani rammenta a Conti che “un noto disturbatore televisivo le ha urlato dietro che è bisessuale“ e gli chiede se vuole dire la sua su quella voce o se, quanto meno, è mai stato incuriosito in tal senso.
Ho solo un’idea fissa in testa […] Mi sono sempre trovato bene lì.
Addirittura, aggiunge, “ero malato di dongiovannite“.
Avevo due fidanzatine contemporaneamente. Una era venuta a trovarmi al mare e aveva il treno in partenza alle 16:55. Quell’altra arrivava alle 17:05 […] È partita 30 secondi prima che arrivasse l’altra. Ho fatto una corsa da un binario all’altro… Ero un po’ birbante.
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