Ora in tendenza
Una Giornata Particolare, Aldo Cazzullo racconta la vittoria italiana sul Piave
Una puntata dedicata al racconto delle tre battaglie che segnarono la riscossa italiana dopo Caporetto. Ecco le anticipazioni del 4 novembre 2026
di Algert Myrtja
04/11/2026 - 18:05
© US La7
La storia militare italiana non è fatta soltanto di sconfitte. Dopo la disfatta di Caporetto, sulle rive del Piave l’esercito italiano riesce a fermare l’avanzata austro-ungarica e a ribaltare le sorti della Prima Guerra Mondiale. È questa la vicenda al centro de Il Piave – La Vittoria della Grande Guerra, la nuova puntata di Una Giornata Particolare di Aldo Cazzullo, in onda questa sera, mercoledì 4 novembre, alle 21.15 su La7.
Anticipazioni del 4 novembre 2026
Il racconto ripercorre le tre grandi battaglie che segnarono la riscossa italiana: la battaglia d’Arresto, quella del Solstizio e, infine, Vittorio Veneto. Tre scontri sanguinosi che trasformarono la resistenza in vittoria, fino al 4 novembre 1918, quando entrò in vigore l’armistizio. Dopo Caporetto, la guerra cambia significato: non si tratta più di conquistare territori stranieri, ma di difendere i confini italiani e proteggere la popolazione civile dall’avanzata nemica. Protagonisti sono anche i ragazzi del ’99, giovani spesso cresciuti nelle campagne e mandati a combattere nelle trincee.
Per ricostruire le fasi della vittoria, Aldo Cazzullo raggiunge il Monte Palon, dove racconta la prima resistenza italiana, e percorre in elicottero il fronte del Piave, risalendo il fiume fino alle Dolomiti. A Bassano del Grappa, sul celebre Ponte degli Alpini, il racconto si intreccia con le storie familiari e i canti dei soldati. Il viaggio prosegue a Trento, nel Castello del Buonconsiglio, dove nel 1916 fu giustiziato Cesare Battisti, e a Trieste, fino al Sacrario del Montello e all’Altare della Patria a Roma.
Accanto a Cazzullo, gli inviati nella storia Claudia Benassi e Raffaele Di Placido approfondiscono altri aspetti del conflitto: dalla vita nelle trincee e dalle condizioni affrontate dai soldati al fronte, fino a Vienna, capitale di un Impero austro-ungarico ormai al collasso, per ricostruirne la dissoluzione e la rinuncia all’esercizio del potere da parte dell’ultimo imperatore, Carlo I.