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Can Yaman: “Sandokan 2 ci sarà, ma in Italia le cose sono lente. In Turchia no!”

Nel confermare la realizzazione della seconda stagione della serie, l'attore ha criticato i tempi produttivi italiani elogiando quelli turchi

Stefania Stefanelli

di Stefania Stefanelli

21/06/2026 - 12:54

Can Yaman: “Sandokan 2 ci sarà, ma in Italia le cose sono lente. In Turchia no!”

© Boom PR

Uno sfrontato Can Yaman punta il dito contro il sistema produttivo italiano, proprio quello che gli ha regalato la grande popolarità. E ne sottolinea lungaggini e lentezza in merito alla realizzazione della seconda stagione di Sandokan, facendo paragoni con quello turco.

In Italia le cose sono lente, bisogna aspettare due anni per ogni progetto. In Turchia non è così – la mia non è una critica, solo un’osservazione – lì giriamo in sei giorni 150 minuti di episodio, in una stagione facciamo 50 puntate. Quello che fate in sei anni, noi in Turchia lo facciamo in quattro mesi. In Italia quando si gira una serie, aspettano che abbia successo, dopo ci sono tante teste che devono decidere che cosa fare

Un pensiero che l’attore ha espresso in un’intervista a Chi, e il paragone sembra quantomeno azzardato, dal momento che le produzioni turche realizzate in pochi mesi non sono esattamente di altissimo livello qualitativo.

I dubbi di Can Yaman sul sistema produttivo nostrano

Al netto del fatto che testare un prodotto prima di investire capitali per realizzarne più stagioni è una precauzione condivisibile, anche il suo punto di vista in parte lo è, quando si concentra sui problemi che la tarda realizzazione delle nuove stagioni può causare. Ragion per cui avrebbe preferito “girare tre stagioni di fila di Sandokan“:

Mantenere una preparazione in un arco di dieci anni per un ruolo come quello di Sandokan è difficile: io comunque invecchio e ci vuole una certa fisicità per interpretarlo. Poi bisogna rimettere insieme tutto il cast, lavorare da capo dopo anni su coreografie e tutto. Danno per scontato che gli attori rimangano, se poi non li trovano disponibili, si scandalizzano perché “l’attore se ne è andato”.

Un riferimento, questo, alla sua decisione di lasciare Viola come Il Mare: quando hanno annunciato che avrebbero fatto un nuovo capitolo, lui era già andato avanti. Cosa che, però, non intende fare con Sandokan, che considera il ruolo della vita:

È un progetto eccezionale da cui non te ne andresti mai; sono rimasto anche quando all’inizio non si riusciva a girare. Però si può fare così solo un progetto lungo una carriera, non è possibile concedersi in modo assoluto per ogni lavoro

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