Ora in tendenza

Tucci in Italy: Stanley racconta l’Italia meglio di tanti italiani

L’attore americano torna su Disney+ con il suo viaggio alla scoperta di un’Italia autentica e lontana dagli stereotipi. Il risultato è un racconto appassionato e sincero, capace di stupire anche chi l’Italia la vive ogni giorno.

di Daniele De Fusco

14/05/2026 - 14:21

Tucci in Italy: Stanley racconta l’Italia meglio di tanti italiani

© US Disney+ - National Geographic/Matt Holyoak

4 /5

Una star hollywoodiana alla guida di un programma sull’Italia: i cliché potevano sprecarsi e, invece, Tucci in Italy è sorprendente. Nato per raccontare il Belpaese al pubblico internazionale, lo show si rivela estremamente interessante anche per noi italiani.

Prodotta da SALT Productions e BBC Studios, la serie di National Geographic, disponibile in Italia su Disney+ con la seconda stagione dal 12 maggio, è un viaggio tra le regioni italiane alla scoperta delle nostre tradizioni enogastronomiche. L’idea è di Stanley Tucci – celebre attore americano, attualmente al cinema con il campione di incassi Il Diavolo veste Prada 2 – che, profondamente legato alle sue origini italiane, si presta come guida dello show senza mai oscurarne il contenuto. È sinceramente appassionato, ma mai il protagonista del racconto. Al centro di tutto ci sono davvero il viaggio e la scoperta, non l’attore e le sue reazioni che, nella seconda stagione, porta i telespettatori in cinque nuove regioni: la Campania e il suo celebre capoluogo Napoli, la Sicilia, le Marche, la Sardegna e il Veneto.

La scelta narrativa di alternare mete iconiche a luoghi poco conosciuti è vincente, rendendo il racconto curioso anche per chi in Italia ci vive. Al netto di qualche sporadico scivolone – come quando la cattiva gestione di strade e spazzatura attorno al Vesuvio viene giustificata dalla precarietà del vivere sotto un vulcano – il programma si impegna a sfatare i luoghi comuni che ci perseguitano. Si esplora la Campania senza mangiare la pizza, così come si attraversa la Sicilia senza parlare di mafia.

È un racconto reale e non stereotipato, che spesso riesce a risultare più autentico delle nostre produzioni locali. A fare la differenza è anche l’aspetto tecnico: la qualità delle riprese, della fotografia e del montaggio restituisce un’immagine dell’Italia visivamente impeccabile e curata in ogni dettaglio.

Tutto è al posto giusto, Tucci compreso.

Lascia un commento