Ora in tendenza

Vita da artista, quando il nuovo non sfigura

Dopo il successo della prima serie, torna su Rai3 la trasmissione che racconta gli artisti a partire dalle loro case. Il bis non delude le aspettative.

di Daniele De Fusco

26/03/2026 - 13:58

Vita da artista, quando il nuovo non sfigura

© US Rai

3.5 /5

Il flop era dietro l’angolo. Come spesso accade quando la tv prova a strizzare l’occhio ai più giovani. Stavolta la Rai sembra però essere riuscita almeno a realizzare un buon prodotto. Dopo l’ottimo riscontro della prima edizione a giugno scorso, Vita da artista riconquista il preserale di Rai 3 con un secondo ciclo da 15 appuntamenti.

Il format è interessante: usa le abitazioni degli artisti per raccontare chi sono stati. Lo fa con un approccio fresco, una regia dinamica – che rompe la staticità della divulgazione classica, utilizzando inquadrature inusuali -, una scrittura contemporanea e un linguaggio che non teme il presente. Ecco allora che arrivano il quiz allo spettatore, le grafiche esplicative e le citazioni pop – vedi il riferimento ai falò di confronto nella prima puntata di questa seconda edizione, con tanto di Love The Way You Lie di Rihanna in sottofondo. 

Al timone della trasmissione ritroviamo Jacopo Veneziani, uno dei pochi personaggi nati sul web ad aver effettuato il passaggio al piccolo schermo senza esserne uscito con le ossa rotte. La presenza ricorrente in tv lo ha ormai reso un volto familiare e credibile per un certo tipo di pubblico. 

La sua è una divulgazione colta ma informale, quasi alla Philippe Daverio. Veneziani mastica l’arte con naturalezza e, sebbene in qualche passaggio rischi di apparire retorico o un po’ saccente, il risultato finale è comunque buono. Riesce infatti a rendere interessante il racconto anche quando il protagonista della puntata non appartiene al gotha degli artisti più popolari.

Il pregio principale del programma è però lo spirito con cui è nato. Veneziani ha capito che il racconto dell’arte va adattato ai nostri giorni. Applicare una grammatica da social a contenuti di alto livello editoriale permette a Rai3 di svecchiare la propria immagine senza perdere autorevolezza. È un’operazione di rebranding della cultura che funziona perché Jacopo Veneziani ci crede davvero: non sta recitando la parte del giovane, al contrario è un giovane che sa di cosa parla.

Se poi a guardare la trasmissione siano davvero i ragazzi o il solito pubblico di Rai 3 è un’altra questione. Vita da artista resta una boccata d’ossigeno in una televisione che, sempre di più, fatica a trovare nuovi percorsi da seguire. 

Lascia un commento