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PICCOLE DONNE LOS ANGELES: QUANDO IL NANISMO DIVENTA KITSCH

Stefania Stefanelli

di Stefania Stefanelli

23/10/2015 - 10:25

PICCOLE DONNE LOS ANGELES: QUANDO IL NANISMO DIVENTA KITSCH

Piccole Donne Los Angeles

Ricordate Meg, Amy, Jo e Beth March? Ecco, dimenticatele. Perchè in tv sono sbarcate delle Little Women che con l’eleganza e la classe dei personaggi presenti nei libri scritti da Louisa May Alcott non hanno nulla a che vedere: sono le protagoniste di Piccole Donne Los Angeles, un docureality in onda dal lunedì al venerdì su Lei Tv alle 14:15 (e su MTV8 la domenica in seconda serata).

Piccole Donne Los Angeles: protagoniste urlanti e senza spessore

Terra, Tonya, Elena, Christy, Briana e Traci sono delle amiche/nemiche che vivono a Los Angeles a stretto contatto con il mondo dello spettacolo, al quale alcune di loro ambiscono con forza e determinazione. Sono prive di qualunque lealtà, sia verso se stesse che verso le altre, vivono di eccessi di stile o caratteriali che le rendono antipatiche a pelle; mancano del tutto di equilibrio, avendo o troppa considerazione di se stesse o troppo poca.

Cos’hanno dunque di interessante queste donne, tanto da farle protagoniste di uno show televisivo? L’altezza, o meglio la scarsa altezza: sono tutte affette da nanismo ed è una condizione che hanno imparato a gestire fin troppo bene, tanto da farne un vanto e non viverla mai come un handicap (almeno a parole).

Piccole Donne Los Angeles: il nanismo sacrificato sull’altare del cattivo gusto

E se il programma aveva come scopo ultimo quello di abbattere lo spettro delle differenze e raccontare il nanismo con normalità, ha centrato in pieno l’obiettivo: perchè, in quel marasma di urla, imprecazioni e scenate di cattivo gusto, che le protagoniste siano alte poco più di un metro lo spettatore finisce col dimenticarselo.

A differenza degli altri programmi nei quali i nani raccontano la loro quotidianità – uno su tutti Il Nostro piccolo grande amore – qui non c’è realtà, non c’è empatia ma solo un racconto sul pessimo gusto nel quale le protagoniste fanno davvero una brutta figura, rendendosi a più riprese ridicole con le loro reciproche gelosie e rivalità. E lo stesso sarebbe se avessero una statura normale, ma dal momento che non la hanno il loro comportamento finisce solo per rendere il nanismo una “macchietta”.

Un programma evitabile al 100%. E neanche se arrivasse la magica e simpatica nanetta Josephine, Ange Gardien da La7 potrebbe fare niente per risollevarlo.

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1 commenti su "PICCOLE DONNE LOS ANGELES: QUANDO IL NANISMO DIVENTA KITSCH"

  1. Le adoro mi piacciono una cifra....le guardò sempre